Giovani europei: nuove provenienze e politiche di inclusione

L’Europa del 2020 sta cambiando il suo aspetto culturale, politico, sociale e identitario; a titolo di esempio una iniziativa interessante atta a dimostrarlo, poi annullata a causa del Covid-19, ma che verrà ripresa nel 2021 è “Migration and Integration: Being European in 2020” EYE 2020 organizzata per i giovani dal Parlamento Europeo a Strasburgo, che richiama una riflessione,  su quali siano i giovani, e come sia composta la società europea nel 2020.

Bandi europei specifici come European Youth Together (ambito KA3 ER+) rivolti ai giovani per i giovani, prima uscita nel 2018, hanno visto la partecipazione di numerose organizzazioni giovanili, in qualità di responsabile di progettualità abbiamo affrontato il tema dei giovani  europei di seconda generazione RAYSE Project  che hanno rivelato una cultura, un pensiero, una identità nuova dei giovani europei. Dimostrano un panorama sociologico e culturale in costante cambiamento in Europa che meriterebbe politiche specifiche ancora più inclusive; che tengano conto delle provenienze diverse e che, qualsiasi sarà il destino dell’UE, contribuiranno a realizzare il futuro del nostro continente.

Urge certamente un maggiore contatto concreto tra livello culturale e politico-istituzionale che crei ponti tra giovani, politica e istituzioni, in particolare a livello di giovani provenienti da altri tessuti sociali e culturali. Abbiamo ascoltato testimonianze di giovani provenienti da ogni parte dell’Africa, Medio Oriente, Asia e Sudamerica, perfettamente integrati, per la maggior parte con cittadinanza europea, che parlano perfettamente la lingua locale ma che vengono trattati come cittadini di serie B nel loro Paese, o cittadini che si sentono appartenenti a quel tessuto sociale ma alla cui appartenenza non corrisponde un riconoscimento concreto dei conseguenti diritti.

Questo crea una disparità talmente forte che chiama l’Europa a quel ruolo di riferimento per l’integrazione che possa avere un impatto diretto e indiretto nei paesi di provenienza. Anche per questo le politiche di inclusione europee acquisiscono sempre maggiore importanza.

Il settore più rilevante è quello dell’Education dove l’UE ha declinato diversi programmi (da Erasmus Plus a ISFP, da Eni Cbc Med ad AMIF e la lista potrebbe allungarsi), tutti volti ad agire sull’inclusione sociale ma sui quali riteniamo anche l’impegno economico dovrebbe essere maggiore. In tale contesto si inseriscono le politiche europee sull’inclusione giovanile che ha preso corpo anche in seguito al 6° ciclo del dialogo strutturato con i giovani.

La Commissione Europea ha sempre dedicato la massima attenzione alle politiche giovanili, implementando azioni e programmi di finanziamento grazie ai quali i giovani possono vivere molteplici esperienze formative in Europa.

Molti sono i giovani attivi in attività legate all’UE, si uniscono in organizzazioni paneuropee o si impegnano in scambi “non formali” con giovani di altri paesi europei, mostrando anche atteggiamenti positivi e sostegno al processo di integrazione europea. In quanto tali rappresentano anche potenti ambasciatori del progetto europeo, impegnati a costruire ponti attraverso il continente, a est e a ovest, sulla linea nord e sud, per ispirare gli altri nel modo in cui vivono l’Europa e la loro identità europea.

 I giovani e l’UE: strategia e politiche europee

Uno dei programmi più attivi è il programma Erasmus + che attira una cooperazione proficua e stimolante tra organizzazioni e giovani di tutti i paesi.  In tale contesto si inserisce la strategia europea per la gioventù che intende rafforzare tali obiettivi mirando ad una significativa partecipazione civica, economica, sociale, culturale e politica dei giovani. Costituisce la base delle politiche a favore dei giovani per la nuova programmazione 2021-2027.

Tre i termini attorno a cui si costruisce tale strategia “ENGAGE-CONNECT–EMPOWER”, incoraggiando così e promuovendo la partecipazione democratica inclusiva di tutti i giovani nella società e nei processi democratici che mirano a:

  1. Coinvolgere attivamente i giovani, le organizzazioni giovanili e gli altri organizzatori del lavoro giovanile nelle politiche che riguardano la vita dei giovani a tutti i livelli;
  2. Sostenere le rappresentanze dei giovani a livello locale, regionale e nazionale, riconoscendo il diritto dei giovani a partecipare e ad auto-organizzarsi;
  3. Sostenere e trasmettere il Dialogo con i giovani dell’UE al fine di includere le diverse voci dei giovani nei processi decisionali a tutti i livelli;
  4. Favorire lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza, attraverso l’educazione alla cittadinanza e le strategie di apprendimento;
  5. Sostenere e sviluppare le opportunità di “imparare a partecipare”, suscitando l’interesse per le azioni partecipative e aiutando i giovani a prepararsi alla partecipazione;
  6. Esplorare e promuovere l’uso di forme innovative e alternative di partecipazione democratica, ad esempio gli strumenti della democrazia digitale.

È un fatto che i giovani in Europa sono sempre più collegati, grazie principalmente ad Internet e alle possibilità di mobilità derivanti dalle tariffe aeree low cost che rendono gli spostamenti molto più alla portata di tutti i livelli sociali, supportati da una educazione che guarda all’Europa come una opportunità per una visione interculturale. Le connessioni, le relazioni e lo scambio di esperienze sono una risorsa fondamentale per la solidarietà e lo sviluppo futuro dell’Unione Europea.

Questa connessione è favorita al meglio attraverso diverse forme di mobilità che permettano a tutti i giovani e agli operatori giovanili di accedere alle opportunità di mobilità transfrontaliera, compreso il volontariato, eliminando gli ostacoli e attuando misure di sostegno con particolare attenzione ai giovani con minori opportunità, incoraggiando anche l’impegno dei giovani nella solidarietà, promuovendo programmi di sostegno e cercando complementarità e sinergie tra gli strumenti di finanziamento dell’UE e i programmi nazionali, regionali e locali.

La finalità è quella di coinvolgere attivamente i giovani e le organizzazioni giovanili nella progettazione, attuazione e valutazione di programmi di finanziamento dell’UE, condividendo le migliori pratiche e continuando a lavorare su sistemi efficaci per la convalida e il riconoscimento delle capacità e delle competenze acquisite attraverso l’apprendimento non formale e informale, comprese le attività di solidarietà e di volontariato, proseguendo così l’attuazione della Raccomandazione del Consiglio del 2012 sulla convalida dell’apprendimento non formale e informale.

Le politiche europee, attraverso l’empowerment, mirano ad incoraggiare i giovani a responsabilizzarsi e a prendere in mano la propria vita. Oggi i giovani di tutta Europa si trovano ad affrontare sfide diverse e il lavoro giovanile in tutte le sue forme può fungere da catalizzatore per l’empowerment.

L’obiettivo del 6° ciclo del Dialogo con i giovani dell’UE – I giovani in Europa: Che cosa c’è dopo? che si è svolto nel 2017/2018 – è stato quello di raccogliere le voci dei giovani e contribuire insieme alla creazione della Strategia dell’UE per la gioventù 2019-2027. Come risultato, sono stati sviluppati undici obiettivi europei per i giovani. Questi obiettivi riflettono il punto di vista dei giovani europei e rappresentano la visione di coloro che sono attivi nel dialogo tra i giovani dell’UE:

  1. Collegare l’UE con i giovani
  2. Uguaglianza di tutti i generi
  3. Società inclusive
  4. Informazioni e dialogo costruttivo
  5. Salute mentale e benessere
  6. Spostare la gioventù rurale in avanti
  7. Occupazione di qualità per tutti
  8. Apprendimento di qualità
  9. Spazio e partecipazione per tutti
  10. Europa verde sostenibile
  11. Organizzazioni giovanili e programmi europei

La strategia dell’UE per la gioventù dovrebbe contribuire a realizzare questa visione, mobilitando gli strumenti politici a livello dell’UE e le azioni a livello nazionale, regionale e locale da parte di tutte le parti interessate.

I giovani si mostrano desiderosi di prendere il controllo della loro vita e di impegnarsi e sostenere gli altri. Quando prendono il controllo, sperimentano diverse transizioni tipiche nella loro vita personale e nel loro ambiente, dall’istruzione al lavoro, alla vita in proprio, alla collaborazione o all’inizio di una vita familiare. Molti si trovano ad affrontare incertezze sul loro futuro, a causa della globalizzazione e del cambiamento climatico, dei cambiamenti tecnologici, delle tendenze demografiche e socioeconomiche, del populismo, della discriminazione, dell’esclusione sociale e delle notizie false con effetti ancora sconosciuti sul lavoro, sulle competenze o sul modo in cui funzionano le nostre democrazie.

Un’attenzione particolare dovrebbe essere data ai giovani che rischiano l’emarginazione sulla base di potenziali fonti di discriminazione, come la loro origine etnica, il genere, l’orientamento sessuale, la disabilità, la religione, le convinzioni personali o le opinioni politiche.

L’esclusione socio-economica e l’esclusione democratica vanno di pari passo. I giovani che lottano contro gli svantaggi sono generalmente cittadini meno attivi e hanno meno fiducia nelle istituzioni. L’Europa non può permettersi di sprecarne il talento, alimentando l’esclusione sociale o il disimpegno tra i suoi giovani.

I giovani potrebbero contribuire a un cambiamento positivo della società. Per questo le azioni messe in essere dall’UE devono riflettere le loro aspirazioni, la loro creatività e i loro talenti; e soprattutto rispondere alle loro esigenze.

 

Riferimenti bibliografici

https://www.europarl.europa.eu/european-youth-event/en/eye2020/home.html [09/04/2020]

https://ec.europa.eu/youth/policy/youth-strategy_it [09/04/2020]

http://www.enicbcmed.eu/ [09/04/2020]

https://rayseproject.eu [09/04/2020]

http://www.erasmusplus.it/giovani/settore-gioventu/ [09/04/2020]

https://ec.europa.eu/home-affairs/financing/fundings/migration-asylum-borders/asylum-migration-integration-fund_en) [09/04/2020]

https://www.politichegiovanili.gov.it/media/1147/strategia-europea-gioventu-guce-18122018.pdf) [10/04/2020]