L’Europa “unita nella diversità” si costruisce dal basso, giorno per giorno

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I partecipanti al progetto "Intercultural Playback Theatre. Training course on oncreasing softs skills for social change". [APS KLARIS]

In Friuli un progetto Erasmus+ promuove dialogo interculturale, creatività e cittadinanza attiva

L’Europa non cade dal cielo, come sottolineava Altiero Spinelli, ma si costruisce dal basso, giorno per giorno. In questo percorso, lungo e complicato, tanto impegnativo quanto necessario, hanno un ruolo significativo, soprattutto per lo sviluppo di una coscienza civica europea, le tante attività sviluppate, in più di trent’anni, nell’ambito del programma di mobilità giovanile avviato nel 1987 con il nome di Erasmus. In questo ambito si colloca, per esempio, il progetto Intercultural Playback Theatre. Training course on increasing softs skills for social change, realizzato due settimane fa dall’associazione di promozione sociale e culturale APS KLARIS di Udine presso il Villaggio EFA Bella Italia di Piani di Luzza, vicino a Sappada, che conferma la rilevanza culturale, educativa e civica di questo genere di iniziative.

Quella conclusa lo scorso 26 settembre si è rivelata un’esperienza formativa ed umana molto interessante in sé, che si è ulteriormente arricchita per effetto delle peculiarità del contesto territoriale in cui è stata realizzata. Il suo bilancio finale, pertanto, è decisamente positivo, da più punti vista. 

Intercultural Playback Theatre. Training course on increasing softs skills for social change, che ha ricevuto il sostegno del programma dell’Unione Europea ERASMUS +, nell’ambito delle attività dedicate alla mobilità giovanile e alla mobilità per l’apprendimento individuale e non formale, si è concretizzato in un corso di formazione e aggiornamento specificatamente dedicato a operatori, educatori e rappresentanti di associazioni e Ong che operano in ambito sociale, culturale e giovanile. I partecipanti all’attività formativa sono stati una trentina, esponenti di sodalizi e organizzazioni presenti in otto diversi Paesi europei: Bulgaria, Estonia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia. Avrebbero dovuto partecipare anche operatori e educatori provenienti da Regno Unito e Turchia, ma non è stato possibile a causa delle limitazioni alla mobilità legate alla prevenzione e al contrasto della diffusione della pandemia.

Per un’intera settimana sono stati protagonisti di diverse attività di aggiornamento e approfondimento sui temi e sulle metodologie dell’educazione non formale, della comunicazione interculturale, dell’identità e del legame tra creatività, comunicazione, produzione artistica e multiculturalità. Una parte specifica del percorso formativo ha riguardato le potenzialità espressive, comunicative e relazionali dell’improvvisazione teatrale, da utilizzare come pratica educativa. 

Il tutto ha avuto una particolare efficacia, come è emerso anche nel momento di valutazione conclusiva, non solo per la qualità della proposta e per l’approccio positivo dei suoi partecipanti ma anche in virtù del contesto territoriale e ambientale in cui il progetto è diventato realtà. 

Come osserva Dorota Magdalena Stromidlo, presidente dell’APS KLARIS, il cui nome corrisponde all’acronimo di Kulture, Lingue, Aggregazione, Ricerca, Integrazione, Solidarietà, «Tutti i partecipanti hanno apprezzato il percorso formativo proposto e soprattutto il fatto di averlo realizzato in una regione multiculturale e multilingue come il Friuli  e nell’incantevole cornice della Carnia e delle Dolomiti friulane, tra Sappada e Forni Avoltri».

Tra un laboratorio e l’altro, i trenta partecipanti a Intercultural Playback Theatre hanno avuto modo di scoprire, conoscere ed apprezzare il territorio sia con escursioni e passeggiate sia grazie al materiale che è stato messo a loro disposizione: dai dischi dell’etichetta Musiche Furlane Fuarte di Radio Onde Furlane, con cui l’APS KLARIS collabora da anni, alle pubblicazioni informative e promozionali riguardanti offerta turistica, enograstronomia, cultura e pluralismo linguistico fornite rispettivamente da PromoTurismoFVG e dall’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane).

«Intercultural Playback Theatre è stato un successo – come sottolinea Stromidlo – non solo per il corso in sé e per le possibilità di nuove collaborazioni che potranno essere sviluppate con le associazioni e organizzazioni partner del progetto, ma anche perché i partecipanti a questa iniziativa rientrati nei loro Paesi daranno conto della loro esperienza, descrivendo la bellezza dei luoghi, l’ospitalità ricevuta e le peculiarità della nostra regione, che per più ragioni si conferma ‘cuore d’Europa’ e contesto ideale per promuovere e praticare il dialogo interculturale».

In linea con lo spirito originario del programma Erasmus e con le sue coerenti successive evoluzioni, il progetto realizzato dall’APS KLARIS si è rivelato un’esperienza concreta che ribadisce l’importanza dell’incontro e del confronto e conferma il fatto che l’Europa che si costruisce dal basso non può che essere “unita nella diversità”. Una delle tante buone pratiche che promuove la consapevolezza dei cittadini e la loro partecipazione attiva alla costruzione dell’Europa unita, dalla quale è possibile trarre un’indicazione che acquisisce particolare rilevanza proprio in questo periodo, mentre è in corso la Conferenza sul futuro dell’Europa.