Giovani e partecipazione attiva

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[Kevin Phillips/Pixabay]

Venerdì pomeriggio si è tenuto un bel momento di partecipazione attiva dedicato ai giovani: “NextGen: il futuro è nelle nostre mani”. L’incontro è stato organizzato per via telematica dall’Agenzia Nazionale dei Giovani (ANG), in partenariato con il Consiglio Nazionale Giovani (CNG), il Dipartimento per le Politiche Giovanili, la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali ed Eurodesk Italy. Questa prima giornata si inserisce nell’ambito della Settimana Europea della Gioventù (24/30 maggio) ed è inserita tra i quasi 1000 eventi programmati in più di 30 paesi che hanno già superato i 130 mila partecipanti.

A condurre i vari momenti è stata Marlen Pizzo (speaker di M2O), affiancata dalla Direttrice Generale dell’ANG, Lucia Abbinante. È intervenuto brevemente anche il Ministro Dadone nei primi minuti della diretta, richiamando l’importanza di pensare al futuro delle prossime generazioni in questa delicata fase politica post pandemia. Tra gli ospiti c’erano poi Maria Cristina Pisani, Presidente del CNG e Ramon Magi, Presidente Eurodesk Italy.

La Presidente del CNG ha ricordato l’importanza del tema della settimana europea, “Il nostro futuro nelle nostre mani” e quindi di tutti quegli strumenti su cui il Consiglio è attivo e che legano l’Europa alle nuove generazioni: la “Carta europea della Partecipazione dei Giovani alla vita Locale e Regionale”, il Dialogo strutturato dell’Ue con i giovani (condotto insieme all’ANG, che raccoglie le istanze territoriali per definire poi le priorità sul piano europeo), l’Osservatorio sul Next Generation italiano (proposta del CNG accettata dal Ministro Dadone che dovrebbe monitorare gli impatti degli interventi che interessano i giovani all’interno del PNRR) e la Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Ramon Magi, come Presidente di Eurodesk (si occupa di organizzare la struttura della settimana insieme ad Erasmus+ e al Corpo europeo di solidarietà), ha annunciato che in Italia si contano già 60 attività con più di 7000 partecipanti che al momento sono già state lanciate in attesa dell’European Youth Event organizzato a Strasburgo dal Parlamento europeo. Entrambi gli ospiti si sono trovati d’accordo sulla necessità che le istituzioni e le associazioni si impegnino a promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell’Unione europea e che lavorino per far conoscere e sostenere le opportunità che offre l’Europa.

A conclusione degli interventi è seguito poi un momento in cui i partecipanti si sono potuti confrontare con le testimonianze di quattro “EuroPeers” che hanno partecipato a progetti che identificano lo stesso focus della Settimana (e delle attività dei prossimi anni dei programmi europei Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà): partecipazione; sostenibilità ambientale; inclusione e diversità (che è stato votato come il tema più urgente dai partecipanti nel sondaggio introduttivo); salute e ripresa.

Le “EuroPeers”, Maria Valentina Vanceo, Arianna Di Cianni, Biljana Dajic e Valeria Ceccarelli, brevemente intervistate, hanno richiamato le loro personali esperienze di volontariato sovranazionale. Le ragazze hanno posto l’attenzione anche sul lancio della Conferenza sul Futuro dell’Europa e, in generale, sul ruolo dei giovani che devono far sentire la loro voce per chiedere dei cambiamenti nell’Unione così che possa essere all’altezza dei loro sogni. Occorre colmare il gap tra giovani e istituzioni e, in questo senso, la Settimana europea, il Next generation Eu e la Conferenza sono occasioni che non si possono perdere. Come hanno detto in modi diversi: “solo se i giovani saranno proattivi potranno cambiare il loro futuro”.

Al termine dei lavori ci sono stati due interventi con al centro l’idea del “viaggio e dell’importanza della scoperta e crescita continua” con le testimonianze di Nicolò Balini (il suo canale è “Human Safari”, ha già visitato più di 80 paesi) e di Alessandro Tomasi (che ha fatto il giro del mondo in due anni senza volare partendo da Mirandola). Una parentesi che ha senz’altro avuto il merito di esorcizzare la paura della pandemia, per invitare a tornare a vivere con sempre maggior entusiasmo il superamento delle frontiere in Europa e nel mondo come cittadini della generazione che abita nello stesso grande “villaggio globale”.

La restituzione in plenaria dai quattro gruppi di lavoro predisposti, oltre ai temi già espressi, ha mostrato la necessità di pensare e di reinterrogarsi anche sul tema della salute mentale negli adolescenti e nei giovani durante e dopo l’emergenza sanitaria per cercare di cambiare paradigma e di creare reali misure di sostegno nelle scuole e nella società (un tema di cui purtroppo non si parla mai abbastanza). L’obiettivo della giornata è stato senz’altro quello di dare ai giovani la possibilità di elaborare proposte concrete e di confrontarsi, ma anche di conoscersi e di rendersi conto della necessità di attivarsi e di organizzarsi perché dovranno essere loro stessi a battersi per il proprio futuro.