Superlega, l’Ue è contraria: “Non rispetta i nostri valori di inclusione”

Liverpool e Real Madrid si affrontano nel ritorno dei quarti di finale di Champions League 2020-21, 14 aprile 2021. [EPA-EFE/Peter Powell]

La nascita della Superlega europea, competizione fondata da 12 club calcistici provenienti da Regno Unito, Italia e Spagna, è stata accolta con polemiche e scetticismo da tutto il mondo sportivo e istituzionale, compresa l’Unione europea.

Nella notte tra il 18 e il 19 aprile si è scritto un capitolo fondamentale della storia del calcio. 12 società hanno fondato una nuova competizione internazionale, chiamata Super League, pensata per essere disputata parallelamente ai campionati nazionali.

Un’idea che ha suscitato sdegno e indignazione a tutti i livelli, nazionali e internazionali. Prime fra tutte, le leghe dei club organizzatori, Premier League, Liga spagnola e Serie A, che si sono subito dichiarate contrarie. In secondo luogo, tutte le squadre escluse. Infine, ma non meno importanti, le istituzioni nazionali e internazionali.

Anche l’Unione europea si è schierata contro la creazione di questa nuova competizione, che va a collocarsi in conflitto con quelle già esistenti organizzate dalla Uefa, ovvero Champions ed Europa League. Il vicepresidente della Commissione europea per lo stile di vita europeo Margaritis Schinas ha dichiarato che la Superlega è contraria allo spirito europeo.

“Dobbiamo difendere i valori europei di uno sport basato sull’inclusione e la diversità”, ha detto su Twitter. “Non ha senso riservarla ai club più ricchi e potenti, che vogliono tagliare i ponti con tutto quello per cui le associazioni si battono: leghe nazionali, promozioni e retrocessioni, le radici del calcio amatoriale”.

Schinas, tuttavia, non ha annunciato alcuna azione per impedirne la creazione a livello di Unione europea, né ha dichiarato che la competizione sarebbe contraria alle leggi europee.

Si sono schierati contro, tra gli altri, anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che ha chiesto di “difendere il modello di sport europeo, impedendo che il caclio diventi appannaggio di pochi”, e il commissario Paolo Gentiloni, che l’ha paragonata alla New Coke, iniziativa fallita di rinnovamento del marchio americano negli anni ’90.

Anche il primo ministro italiano Mario Draghi ha espresso il suo supporto alla posizione della Uefa, mentre il premier britannico Boris Johnson è andato oltre, annunciando che avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo potere per fermare la creazione della nuova competizione.

Cosa succederà in concreto

I club fondatori della Superlega sono 12: gli inglesi Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham; gli italiani Inter, Milan e Juventus; gli spagnoli Barcellona, Atletico Madrid e Real Madrid. A questi si dovranno aggiungere altri tre fondatori, per un totale di 15 membri fissi, mentre i restanti cinque posti saranno assegnati attraverso un meccanismo di qualificazione.

La Superlega si troverebbe in aperta concorrenza con le competizioni internazionali già esistenti organizzate dalla Uefa, l’associazione calcistica europea: Champions League, Europa League e Conference League, che dovrebbe vedere la sua prima edizione nella prossima stagione calcistica.

La Uefa si è schierata da subito contro la Superlega, ricevendo l’appoggio della Fifa (la federazione del calcio mondiale) e delle leghe nazionali. I 12 club coinvolti nella fondazione della nuova competizione rischiano l’esclusione dalle competizioni europee, ma anche dai loro campionati nazionali e ai loro giocatori potrebbe essere persino vietato disputare le partite con la propria nazionale.

Pesanti le dichiarazioni del presidente della Uefa Aleksandr Čeferin, che ha definito la Superlega “un progetto orribile e avido che va contro il calcio” e ha confermato di avere intenzione di impedire ai giocatori che parteciperanno di disputare Europei e Mondiali con la propria nazionale.

Uefa e Fifa hanno scelto la linea dura per arginare questa iniziativa, che nell’idea sembra ricalcare l’Eurolega di basket, una sorta di campionato parallelo a quello nazionale dove si sfidano le migliori squadre da tutta Europa.

Tuttavia, il meccanismo esclusivo che garantisce la presenza fissa ai 15 club fondatori ha sollevato le polemiche di tutti i club che ne restano esclusi. Inoltre, alcune superpotenze del calcio come le tedesche Bayern Monaco (detentrice della Champions League) e Borussia Dortmund e il Paris Saint-Germain (semifinalista di Champions quest’anno) hanno già declinato l’invito a diventare fondatori

Le motivazioni dietro la nascita di questa competizione sono largamente economiche: le squadre coinvolte sono tra le più ricche al mondo, ma anche quelle con il bacino più ampio di tifosi e di sponsor, perciò quelle che generano più introiti. Inoltre, la banca statunitense JP Morgan ha confermato di essere tra i finanziatori ed essere pronta a investire 6 miliardi di dollari nel progetto.

In risposta alla creazione della Superlega, la Uefa ha accelerato il processo di riforma della sua massima competizione, la Champions League, confermando che dalla stagione 2024-25 le squadre coinvolte saranno 36 e non più 32, e che sarà abbandonata la formula dei gironi andata e ritorno in favore di un sistema che garantisca a tutte le squadre di giocare almeno dieci partite.