Stati generali, Pisani (Cng): “Bisogna coinvolgere i giovani nella ripresa dell’Italia e dell’Europa”

La presidente del Consiglio nazionale dei giovani, Maria Cristina Pisani, agli Stati Generali dell'Economia a Villa Doria Pamphilij [Facebook]

Riforme strutturali e attenzione alle nuove generazioni in Italia. Apertura di un nuovo processo costituente, che coinvolga i giovani, a livello europeo. Queste le ricette presentate dal Consiglio nazionale dei giovani (CNG) al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in occasione degli Stati Generali dell’Economia.

Il Consiglio nazionale dei giovani, l’organo consultivo che raccoglie le principali associazioni giovanili italiane, ha partecipato alle consultazioni organizzate dal governo italiano in occasione degli Stati Generali dell’Economia, provando così a dar voce alle necessità dei giovani italiani.

  “Le conseguenze di questa crisi saranno devastanti per le giovani generazioni. Tuttavia il momento che stiamo vivendo rappresenta un’occasione storica per consentire ai giovani di partecipare in modo pieno e diretto alla ricostruzione del Paese. Abbiamo rappresentato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte la necessità di un confronto strutturato attraverso un processo sistematico di ascolto dei giovani che dovranno farsi carico del peso economico delle misure messe in atto. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per lo sviluppo del nostro Paese, che non può non passare dal coinvolgimento di chi dovrà governarlo e abitarlo”. Così la presidente del Consiglio nazionale dei giovani, Maria Cristina Pisani, agli Stati Generali dell’Economia a Villa Doria Pamphilij. 

 “Per questo abbiamo chiesto – ha proseguito Pisani – un intervento legislativo organico sulle politiche per le giovani generazioni anche perché a causa dell’ennesima crisi una nuova ondata di under 35 è pronta a emigrare. Abbiamo chiesto di liberare nuove energie contrastando le rendite esistenti per impedire che molti di loro cumulino pensioni da fame, conseguenza di carriere discontinue, part time involontari e salari bassissimi. Abbiamo chiesto nuove politiche economiche anche perché rispetto alle generazioni di trent’anni fa i redditi dei giovani si sono ridotti del trenta per cento. Abbiamo chiesto investimenti materiali ed immateriali per limitare i fenomeni migratori di giovani dalle aree interne e dal Mezzogiorno del Paese. E abbiamo evidenziato alcune linee di intervento: valorizzare i tanti giovani italiani emigrati all’estero che non sono stati adeguatamente sostenuti in questi anni e che avrebbero tutte le capacità di contribuire al rilancio dell’Italia; definire un nuovo patto sociale per le giovani generazioni rafforzando strumenti di lotta alla precarietà, favorendo un nuovo confronto sulla pensione di garanzia per i giovani; sostenere la digitalizzazione e l’innovazione dei processi educativi e lavorativi; investire nella formazione e nell’orientamento; istituire un obbligo di valutazione dell’impatto generazionale per ogni legge e provvedimento pubblico.”

 Oltre alle riforme da attuare in Italia, i rappresentanti del CNG si sono espressi anche in merito alla situazione politica europea. I governi nazionali stanno discutendo un piano di rilancio, proposto dalla Commissione europea, rivolto proprio alle prossime generazioni – Next Generation EU. Per i ragazzi del CNG il futuro dei giovani italiani è strettamente legato a quello dei giovani europei, così come il futuro dell’Italia e dell’Europa sono interconnessi. Ecco perché una riforma che rafforzi le istituzioni europee, rendendole più capaci di rispondere alle necessità dei cittadini di oggi e di domani è vista come prioritaria. 

“Gli ultimi anni – continua la presidente Pisani – hanno messo a dura prova la tenuta dell’Unione Europea (dalla Brexit alla pandemia) e da più Stati membri si è alzata la voce per chiedere di comprendere come si possa costruire una unione più attenta ai cittadini. Come giovani europei, chiediamo quindi al governo che si faccia promotore e rilanci concretamente il processo costituente legato alla Conferenza sul futuro dell’Europa, coinvolgendo anche e soprattutto i giovani nei momenti partecipativi e di ascolto, così da poter attuare e legittimare al meglio i cambiamenti politico-istituzionali necessari alla garanzia della tenuta e della resilienza dell’Unione.”

 “La crisi attuale ci ha dolorosamente insegnato che le scelte politiche dovranno d’ora in poi essere lungimiranti e che è più utile progettare il futuro piuttosto che subirne l’impatto. Quello che chiediamo è un’Italia dei redditi e non delle rendite, un’Italia della cooperazione e non della contrarietà, un’Italia delle opportunità per milioni di giovani”. Ha concluso la presidente Pisani.