Lettera aperta all’Agenzia nazionale giovani per il Bando in Radio

[Jason Rosewell]

Abbiamo ricevuto una lettera aperta dal Network Europiamo ETS circa un bando dell’Agenzia Nazionale Giovani, di cui trovate cui di seguito il link.

La scadenza del 30 giugno è l’ufficiale chiusura della finestra temporale per presentare nuove proposte al bando “Ang InRadio #piùdiprima”.
A fronte di un cospicuo investimento di risorse pubbliche (oltre 550.000 euro) Europiamo ETS, network nazionale impostato sul modello del co-management, ha raccolto diverse riflessioni e criticità emerse nella prima edizione di questo bando e analizzato gli aspetti cruciali dell’edizione 2020. La speranza per il futuro, per gli scriventi, risiede nella volontà di consultare la società civile e l’associazionismo giovanile qualificato per costruire un’analisi dei bisogni “a priori” del lancio di nuove iniziative.

Siamo, e saremo, ben lieti di ospitare anche la risposta dell’Agenzia Nazionale Giovani garantendo lo stesso spazio e visibilità con l’augurio di poter essere sempre uno canale di comunicazione super partes che ha a cuore le tematiche europee e il lavoro con e per i giovani.

ANG in Radio: Più è meglio (o peggio) di prima?”

 In occasione dell’iniziativa “QualeFuturo” organizzata il 13 giugno in collegamento da Roma, il direttore dell’Agenzia Nazionale Giovani, l’ente governativo al quale è affidata la responsabilità per le azioni decentralizzate di alcuni dei principali programmi europei per i giovani, ha svelato i dettagli del nuovo bando ANG in Radio.

Partiamo dagli albori: di cosa stiamo parlando?
“ANG intende realizzare un network di radio digitali rivolte alle nuove generazioni con l’obiettivo di raccontare, attraverso la voce dei ragazzi, l’Agenzia e le opportunità che essa offre. Uno strumento finalizzato all’ascolto dei giovani e la nascita di una comunità connessa in modo permanente all’istituzione.”

 Nel 2019, dopo un primo rinvio della scadenza per la presentazione delle proposte progettuali e un (evidente) ritardo nella pubblicazione dei risultati e nell’organizzazione della giornata di lancio a Roma (prevista inizialmente a fine luglio, spostata ad inizio ottobre), ecco finalmente 44 progetti radio distribuiti su 13 regioni italiane.

Una grande sorpresa per molti proponenti, rispetto al singolo progetto per Regione che avrebbe dovuto essere approvato, come segnalato da bando. Nei numeri dei beneficiari lo è stata, e sicuramente ha offerto ad una più ampia cerchia di radio amatoriali e a circa 600 giovani di partecipare e “condurre” contenuti radiofonici che avrebbero poi costituito centinaia di podcast da lanciare sulla radio Ang nazionale.

Non è forse stata una sorpresa così piacevole invece per quelle cordate progettuali che avevano richiesto il massimo del budget applicabile (16.000 euro, ndr) e che, a dispetto di una valutazione qualitativa superiore agli 80 punti, si sono viste ridotte il budget di oltre il 50%, fissato per tutti beneficiari a 7750 euro.

Una decisione che ha premiato più beneficiari, ma che ha irrimediabilmente impoverito la qualità progettuale e l’impatto atteso (e probabilmente concretizzato) di numerose delle 44 proposte poi approvate.


“Is that all” per la prima edizione di questo network radiofonico digitale?
Forse, o forse no: eccoci giunti a metà giugno 2020, quando veniamo a conoscenza che ad almeno mezza dozzina di beneficiari non risulta ancora pervenuto il bonifico a saldo di progetto. A differenza di alcune delle azioni decentralizzate legate ai programmi europei tra quelli gestiti per l’Italia dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, parliamo di una somma cospicua. Originariamente era stato infatti richiesto alle organizzazioni che avrebbero implementato un presidio locale della radio di anticipare il 70% dei costi ammissibili, e ancora oggi, ad oltre 6 mesi dalla scadenza del periodo di implementazione delle attività e di consegna del report finale di progetto, si trovano in un limbo preoccupante.

Sarà stata una semplice dimenticanza?
Potrebbe, ma rimane difficile crederlo a fronte di insistenti email e chiamate da parte dei beneficiari tutt’oggi “creditori” e probabilmente ancora più provati dalla recente emergenza coronavirus che ha obbligato lo stop delle attività culturali di aggregazione in tutto il Paese.

Cosa sarà successo?
Chiediamo chiarezza all’Agenzia Nazionale per i Giovani rispetto al mancato pagamento di questi saldi (e delle cause ad esso imputate), e chiediamo anche trasparenza nel numero degli ascolti di AnG in Radio come web radio nazionale,  sponsorizzata originariamente tramite una propria App, e solo recentemente lanciata su canali più “congeniali” ai giovani come Spotify e Google Podcast.

Sarebbe interessante capire se e quali costi di personale “esterno” (tecnici e consulenti ingaggiati) sono stati sostenuti, e anche l’eventuale “fee” garantita agli ospiti di più alto profilo invitati in programmazione presso la sede di AnG a Roma.

Proseguendo, cosa ci ha spinto a scrivere questo comunicato?

  • Un nuovo bando che garantisce 550 mila euro di fondi pubblici per radio digital, spesso a carattere amatoriale, sono davvero un investimento “necessario” o almeno proficuo nel lungo periodo?L’attivazione di circa 100 presidi sul territorio nazionale comporterà un gigante lavoro di coordinamento, comunicazione e analisi dei risultati.
    Come assicurare la qualità dei podcast prodotti? Risulta molto difficile credere che 1 milione di giovani vengano raggiunti da questi contenuti (come dichiarato dal Dg De Maio: “obiettivo 100 stazioni in tutta Italia che informino 1 milione di ragazzi.”), ma risulta persino irrealistico pensare che l’impatto provocato in poche settimane di progetto possa essere misurato e addirittura “moltiplicarsi” come meccanismo virtuoso di partecipazione e inclusione sociale in un Paese che si trova in un momento storico-sociale a dir poco delicato.
  • A volte, seduti di fronte al PC, si può commettere un errore di lettura e invertire i numeri. Per sicurezza abbiamo ricontrollato e no, non ci siamo sbagliati.“Il contributo sarà erogato in due tranche, secondo quanto segue:
    – una prima tranche, pari al 20% del contributo concesso, sarà erogata alla firma del contratto;
    – una seconda tranche, erogata a saldo, pari al 80% del contributo concesso sarà corrisposta quando accompagnata dalla relazione finale delle attività e dalla rendicontazione completa del progetto.”

Si legge anche, nel comunicato di lancio di questo bando: “Bastano 5 amici, un’idea e la voglia di dare un contributo alla crescita della propria comunità locale specialmente ora, in questa fase delicata del Paese.” Il Covid19 ha colpito duramente il Bel Paese, e tanti giovani hanno dato prova di resilienza ed impegno nelle proprie comunità nel momento del bisogno. Siamo orgogliosi di aver assistito al loro impegno locale, i giovani hanno dimostrato che nel momento del bisogno qualcuno potrà tremare, ma molti altri si faranno trovare pronti e si prodigheranno nell’aiutare i più colpiti e bisognosi. Perciò quando leggiamo che bastano 5 amici (cioè un gruppo informale di giovani) per presentare e implementare un presidio locale di AnG in Radio, ci chiediamo come possa realisticamente avvenire: chi e come anticiperà loro una cifra minima di 4.000 euro? (i nuovi proponenti possono infatti richiedere un minimo di euro 5.000 euro come budget di progetto).

Non vediamo né il principio di reale inclusione per giovani con minori opportunità né un rispetto nei confronti di tutti quelle ragazze e quei ragazzi che ne avrebbero anche tanta di creatività giovanile da offrire, ma che forse (giustamente) potrebbero tentennare nel richiedere un finanziamento bancario per anticipare questi costi.

  • Aggiungendo un’ultimo spunto di riflessione sulla questione finanziamenti:“L’importo complessivo del contributo concesso a ciascuna proposta progettuale collocata utilmente in graduatoria non potrà essere:
    inferiore a € 3.000,00 (euro tremila) e superiore a € 5.000,00 (euro cinquemila) – per le antenne ANG inRadio già esistenti;
    – inferiore a € 5.000,00 (euro cinquemila) e superiore a € 10.000,00 (euro diecimila) – per le nuove antenne;Fermiamoci un secondo a pensare: non avrebbe forse offerto maggiori garanzie di impatto, inclusione sociale, supporto alla creatività dei giovani e sostenibilità di progetto un finanziamento maggiore per le antenne ANG in Radio già esistenti?
    Per giovani realtà associative e gruppi informali un primo finanziamento più limitato avrebbe invece garantito un minore timore nel proporre una progettazione a trazione completamente giovanile, e assicurato in prospettiva un maggiore interesse di giovani alle prime esperienze ed in particolare di giovani provenienti da contesti socio-economici più complessi.In conclusione, cosa ci auguriamo?

Speriamo vivamente che sia garantita massima trasparenza negli ascolti dell’antenna centrale di ANGinRadio e nei costi associati al suo funzionamento.

Ci auguriamo anche che venga valutata una modalità di pre-finanziamento che non discrimini i gruppi informali e che tenti di determinare dinamiche Inclusive e Partecipative.


Non siamo speaker radiofonici nè produttori radio, non è nostro compito giudicare l’efficacia dello strumento radiofonico e dei podcast come “collegamento” con le nuove generazioni. Crediamo però che la qualità di questi podcast non possa essere considerata all’altezza dei maggiori creatori di contenuti digitali che attirano migliaia di giovani all’ascolto.

Sarebbe forse necessario ripensare i canali di comunicazione per raggiungere davvero i giovani che si approcciano alla maggiore età, magari collaborando con influencer e giovani “esperti” di social media e nuove piattaforme come Twitch, TikTok o la sempreverde Youtube. Magari considerando questa iniziativa non come una vera e propria web radio (per qualità e reach reale), ed invece più una comunità di giovani che entrano in contatto grazie allo strumento radiofonico per produrre contenuti che abbiano per prima cosa un impatto sulla loro maturazione e sul loro sviluppo personale e professionale. L’effetto moltiplicatore sarà poi assicurato dalla loro maggiore esperienza e lungimiranza nel creare dinamiche di partecipazione a livello locale, nazionale e perché no, anche europeo. 

Chiudiamo dicendo che per quanto riguarda questo specifico bando, occorre da subito ripensare le percentuali di anticipo e saldo dei budget di progetto, e rendere i giovani davvero protagonisti, prima di lanciare future iniziative che possano far emergere ulteriori criticità. Per questa azione siamo certi che tanti dei novizi EuroPeers saprebbero ben figurare e offrire prospettive interessanti e rappresentative. I giovani ci sono e hanno voglia di fare e tanta creatività, è certamente arrivata l’ora di renderli co-creatori di iniziative destinate ai loro coetanei. Non siamo noi a dirlo, ma la nuova Strategia europea della Gioventù  (2019-2027) che tende, con speranza, la mano al concetto di co-management e alle migliori prassi di co-progettazione tra pubblico e privato.

Europiamo Network, CET Platform Italy, Meltin’bo a.p.s, Rocket Radio A.P.S, Carovana SMI.