Gli italiani si sentono più cittadini del mondo che europei

La bandiera italiana e quella europea davanti alla Farnesina, la sede del Ministero degli Esteri. [EPA-EFE/Riccardo Antimiani]

Secondo un sondaggio Demos, i cittadini italiani sentono maggiormente l’appartenenza regionale e globale che quella verso Europa, sintomo di una sfiducia ancora presente verso le istituzioni sovranazionali.

Un sondaggio di Demos ha sottoposto la domanda su verso quale area sentissero di appartenere maggiormente gli italiani, includendo il proprio Paese, l’Europa, il mondo intero e le singole entità locali e regionali.

Il 23%  degli intervistati ha messo il mondo come prima scelta, superando così il 20% che ha scelto l’Italia, il 17% che ha scelto la propria regione e il 12% che ha scelto la sua città. L’Europa, invece, ha ottenuto solo il 10% di prime scelte, dimostrando che l’identità europea non è così radicata nei cittadini.

L’Italia è poi risultata la scelta più popolare per il secondo posto di appartenenza, con il 24%, seguita da regione, Europa e città.

Incrociando questi dati con un precedente sondaggio Demos, che evidenziava la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, appare chiaro come gli enti locali riscuotano in Italia più successo rispetto a quelli nazionali.

Le forze dell’ordine si trovano al primo posto, con il 69% dei cittadini che ha risposto di avere “molta o moltissima” fiducia in loro. Ma anche figure come il Papa e il presidente della Repubblica sono ancora ritenute autorevoli e affidabili.

I Comuni raggiungono il 43% di fiducia, mentre le Regioni si attestano sul 36% e lo Stato al 33%. Ben più bassi i dati del Parlamento (23%) e dei partiti (9%), anche se si registrano lievi crescite rispetto agli anni precedenti.

L’Unione europea, infine, viene ritenuta affidabile dal 39% degli intervistati, una percentuale in salita del 3% rispetto al 2019, ma in netta discesa se confrontata con i risultati di 10 anni fa, quando era del 49%. Questo dimostra che la pandemia ha ripristinato leggermente la fiducia nell’Ue persa negli ultimi dieci anni.

Resta infine radicata la volontà di un sistema statale democratico. Il 71% degli intervistati ritiene che sia preferibile a qualsiasi altra alternativa, mentre il 19% vede la possibilità di un sistema autoritario in determinate circostanze.

Il 59% degli italiani vede la necessità di una figura politica prominente, un ‘uomo forte’, per la guida del Paese, mentre il 48% ritiene che i partiti politici non siano indispensabili per la democrazia. Queste convinzioni appaiono particolarmente radicate nella fascia di età dai 30 ai 44 anni.