Generazione lockdown: un giovane su sei senza lavoro per il coronavirus

Una giovane donne nella metro di Milano, il 25 Febbraio 2020. EPA-EFE/MATTEO BAZZI

Circa il 17,1% dei giovani occupati in tutto il mondo ha smesso di lavorare dall’inizio della pandemia COVID-19 e coloro che hanno conservato il posto di lavoro hanno visto il loro orario ridotto del 23%, secondo un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), pubblicato mercoledì (27 maggio).

La quarta edizione del rapporto OIL Monitor: COVID-19 and the world of work, che monitora gli effetti della pandemia, ha mostrato che nella crisi di COVID-19 i giovani sono la categoria che è stata colpita più velocemente e più duramente.

Secondo il rapporto, i settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dell’industria manifatturiera, delle attività commerciali e amministrative e dei servizi di alloggio e di ristorazione sono quelli in cui la crisi ha avuto un impatto maggiore sulla produzione economica.

Quasi tre quarti dei giovani che lavorano in questi quattro settori, ovvero 131 milioni, sono impiegati in nero, quindi non sono tassati né controllati da alcuna forma di governo.

Le giovani donne rappresentano meno del 39% dell’occupazione giovanile globale, ma quasi il 51% dell’occupazione giovanile nei servizi di alloggio e di ristorazione e il 44% nel settore delle attività commerciali e amministrative.

Generazione lockdown

L’esclusione dei giovani dal mercato del lavoro, visti gli effetti duraturi della pandemia, è “uno dei maggiori pericoli per la società”, spiega il rapporto.

Anche prima della crisi, più di 267 milioni di giovani non erano inseriti né in un contesto lavorativo, né in un percorso di istruzione o formazione (i cosiddetti NEET).

L’interruzione del percorso di istruzione e formazione, l’emergere di maggiori ostacoli nella ricerca di un lavoro, l’attuale ondata di perdite di posti di lavoro e il crollo delle attività delle imprese sono alcune delle sfide a lungo termine che interesseranno soprattutto i giovani, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

In una serie di raccomandazioni politiche, il Monitor dell’OIL ha sottolineato che ora è necessario che i governi e le istituzioni si attivino per prevenire il rischio di una “generazione lockdown”.

Secondo il Monitor dell’ILO per affrontare questa delicata situazione serve una risposta politica mirata su larga scala, combinata con politiche macroeconomiche di sostegno e con l’attuazione di un ampio programma di garanzia dell’occupazione o della formazione, come il programma dell’Unione europea Garanzia Giovani.