Viaggi, la Commissione propone di aprire ai turisti extra-Ue vaccinati

I passeggeri in arrivo dagli USA su voli Covid Tested passano i primi controlli all'aeroporto di Malpensa il 3 aprile 2021. EPA-EFE/Mourad Balti Touati

La Commissione europea ha appena proposto agli Stati membri di togliere, solo per le persone completamente vaccinate provenienti da paesi extra-Ue, il divieto di viaggi non essenziali. Nel frattempo, il Parlamento europeo la scorsa settimana (il 29 aprile) ha votato contro la proposta dell’India e del Sudafrica di eliminare temporaneamente i diritti di proprietà intellettuale per i vaccini. Due decisioni che sembrano in contraddizione.

La proposta della Commissione è di allentare le attuali restrizioni sui viaggi non essenziali nell’Ue tenendo conto dei progressi delle campagne di vaccinazione. In sostanza si tratta della proposta di permettere l’ingresso nell’Ue non solo a tutte le persone provenienti da paesi esteri con una buona situazione epidemiologica, ma anche a tutte le persone che abbiano ricevuto l’ultima dose raccomandata di un vaccino di quelli autorizzati dall’Ue almeno 14 giorni prima di mettersi in viaggio, indipendentemente dalla situazione del Paese di provenienza.

Allo stesso tempo, poiché le varianti del Covid preoccupano e arrivano tutte da Paesi al di fuori dell’Europa, bisogna immaginare un nuovo “freno d’emergenza”, da coordinare a livello Ue e da “tirare” all’occorrenza, per interrompere in maniera tempestiva i viaggi per il tempo necessario a mettere in atto le misure sanitarie appropriate a frenare l’ingresso nel territorio europeo delle varianti.

L’idea è quella di tornare progressivamente alla normalità, aprendo di nuovo le porte dell’Europa ai turisti stranieri vaccinati. Un tassello da aggiungere all’implementazione del certificato verde, la cui sperimentazione partirà il 10 maggio. I viaggiatori dovrebbero essere in grado di dimostrare il loro stato di vaccinazione con un certificato verde digitale rilasciato dalle autorità degli Stati membri su base individuale, o con un altro certificato riconosciuto come equivalente da parte della Commissione. “Fino a quando il certificato verde digitale non sarà operativo, gli Stati membri dovrebbero essere in grado di accettare i certificati dei paesi non Ue tenendo conto della capacità di verificare l’autenticità, la validità e l’integrità del certificato e la completezza dei dati pertinenti”, si legge in una nota della Commissione.
Un elemento fondamentale per la Commissione è un maggiore coordinamento a livello europeo. Nel caso uno Stato decida di sospendere immediatamente i collegamenti (i voli) con un Paese dove c’è un alto tasso di contagi o dove è stata individuata una nuova variante, come nel caso dell’India, la decisione dovrebbe essere collegiale, evitando confusione e incertezze.

Se da un lato la Commissione propone di aprire ai turisti stranieri vaccinati, il problema della vaccinazione nei Paesi extra-Ue è molto seria e la situazione rischia di permettere a pochissimi di potersi vaccinare e dunque muovere.
Il Parlamento europeo, lo scorso giovedì (29 aprile) ha respinto un emendamento che proponeva di appoggiare la proposta dell’India e del Sudafrica sull’eliminazione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale per i vaccini. Una questione, quella della sospensione dei diritti di proprietà intellettuale sui vaccini per il Covid-19, che è stata presentata per la prima volta da India e Sudafrica e da circa 100 altri paesi all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), senza successo.
Secondo i proponenti, una rinuncia alla proprietà intellettuale per i brevetti dei vaccini potrebbe accelerare l’accesso ai vaccini nei paesi più poveri.

L’emendamento, proposto dalla sinistra del GUE, affermava che “l’Unione dovrebbe sostenere l’iniziativa di India e Sudafrica per una rinuncia temporanea ai diritti di proprietà intellettuale per quanto riguarda i vaccini e i trattamenti Covid-19 e le aziende farmaceutiche dovrebbero condividere le loro conoscenze e i loro dati attraverso il Pool di accesso alla tecnologia Covid-19 (C-TAP) dell’Oms”.
L’emendamento è stato respinto con 454 voti contrari (e 162 a favore). Con poche eccezioni, il Partito popolare europeo (PPE) di centro-destra, i socialisti (S&D) e i liberali (Renew Europe) hanno votato contro.
Il rischio è che anche se la proposta della Commissione dovesse avere successo, le porte si aprirebbero per un esiguo numero di persone, molto probabilmente molto benestanti.

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