Variante Omicron, Von der Leyen: “L’azione collettiva è l’unica risposta alla pandemia”

La variante Omicron, sequenziata per la prima volta nei giorni scorsi in Sudafrica, è già arrivata in molti Paesi europei come Regno Unito, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio [EPA-EFE]

Nel mondo cresce l’allerta per la variante Omicron. “È una corsa contro il tempo” per capirne di più e adottare le contromisure giuste, dice la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. La Gran Bretagna, presidente di turno del G7, ha convocato una “riunione d’emergenza” dei ministri della Sanità.

La variante Omicron, sequenziata per la prima volta nei giorni scorsi in Sudafrica, è già arrivata in molti Paesi europei come Regno Unito, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio. Finora tutti i positivi sono persone in arrivo dall’Africa australe. In ogni caso per evitare che la variante si diffonda molti Paesi Ue hanno deciso di rafforzare le restrizioni. In Olanda, il Paese europeo in cui sono stati riscontrati più casi di persone contagiate dalla variante, è entrato in vigore un semi-lockdown con la chiusura di ristoranti, bar, negozi non essenziali e cinema dalle 17 alle 5 del mattino.

“La probabilità di una potenziale ulteriore diffusione di Omicron a livello globale è elevata”, ha dichiarato l’Organizzazione mondiale della sanità in un documento tecnico sulla nuova variante. “L’abbiamo definita preoccupante perché tutte le equipe del mondo intero recuperino il massimo di informazioni su questa variante”, ha spiegato ai microfoni di France Info Sylvie Briand, direttrice del dipartimento della gestione dei rischi epidemici dell’Oms.

Von der Leyen: “Servono risposte collettive”

“Solo risposte collettive, efficaci e immediate possono funzionare contro i virus”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenendo all’Assemblea mondiale della sanità “Non si può rimanere con le mani – ha aggiunto -, di fronte a noi abbiamo dei compiti urgenti e proprio mentre stiamo parlando la comunità internazionale si trova ad affrontare una nuova variante del Covid-19, Omicron”. Von der Leyen ha assicurato che l’Ue e gli Stati membri “faranno tutto ciò che è necessario per superare la pandemia”, esortando il mondo a “prepararsi al meglio contro le future pandemie”.

La presidente della Commissione europea ha detto di aver “accolto con favore l’inizio dei negoziati per un accordo globale sulla prevenzione, la preparazione e la risposta”, al Covid-19 e di sostenere anche la creazione di un “nuovo fondo intermediario finanziario per la sicurezza sanitaria globale”.

Gli stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno raggiunto una prima intesa per dare il via ai negoziati per un nuovo accordo sulla prevenzione delle pandemie. L’accordo dovrebbe essere pronto entro maggio 2024 e dovrebbe riguardare temi come la condivisione dei dati e il sequenziamento genomico dei nuovi virus emergenti e la condivisioni di vaccini e nuovi farmaci. Unione europea, Gran Bretagna e altri 70 Paesi avrebbero voluto che si arrivasse a un trattato giuridicamente vincolante. Ma gli Stati Uniti e altri Paesi come il Brasile e l’India non erano disposti ad accettare vincoli giuridici.

Michel: “Possiamo trovare soluzioni comuni”

All’Assemblea mondiale della sanità ha preso parte anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “È nostra responsabilità collettiva non lasciare che un’altra pandemia ci trovi impreparati, scoordinati o che si lavori in isolamento l’uno dall’altro. L’esito di questa sessione è fondamentale per il modo in cui coopereremo e come preverremo, ci prepareremo, rileveremo e risponderemo alle minacce per la salute in futuro”, ha dichiarato durante il suo intervento. “Dobbiamo mostrare al mondo che possiamo cooperare, costruire ponti e trovare soluzioni comuni. Non ci sono soluzioni facili nella gestione delle enormi sfide delle minacce per la salute globale. Ma abbiamo già dimostrato che, quando lavoriamo insieme, l’ingegno umano non conosce limiti – ha aggiunto -. Lo sviluppo di vaccini in soli dieci mesi è un esempio perfetto. È a dir poco un miracolo”.

G7 della salute

Alla riunione del G7 della Salute, convocata da Londra per discutere della variante Omicron, I i ministri della Salute hanno elogiato il “lavoro esemplare” del Sudafrica sia nel rilevare la variante, sia nell’allertare gli altri in merito. “C’è stato un forte sostegno alla creazione di una rete internazionale di sorveglianza dei patogeni nella cornice dell’Organizzazione mondiale della sanità”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

Per il ministro italiano Roberto Speranza, “l’identificazione della variante Omicron nell’area meridionale dell’Africa conferma l’urgenza di fare di più per vaccinare la popolazione dei Paesi più fragili”. “Non basta donare dosi – ha dichiarato Speranza durante il suo intervento al G7 straordinario – dobbiamo supportare concretamente chi non ha servizi sanitari strutturati e capillari come i nostri. Occorre essere certi che i vaccini donati vengano effettivamente somministrati e per farlo nei paesi più fragili, ci sarà bisogno del ruolo di coordinamento di Onu e Oms”.