Vaccino, perché la Germania (per ora) ha ricevuto più dosi dell’Italia?

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Il nostro Paese non riceverà dall’Ue meno dosi, come hanno sostenuto alcuni. La Germania avrebbe semplicemente preso un anticipo maggiore per questioni di pura logistica, spiega il direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Ue.

Il 27 dicembre in Italia, come nel resto dell’Unione europea, è iniziata la campagna vaccinale contro il coronavirus. Nelle ultime ore nel nostro Paese ha fatto molto discutere il numero di dosi consegnate all’Italia per il primo giorno, 9.750, in confronto a quelle ricevute dalla Germania: 151.125 dosi, secondo quanto riferito dallo stesso ministro della Salute tedesco, Jens Spahn.

Intervistato dal Corriere della Sera, il commissario Domenico Arcuri ha dichiarato che “il numero di dosi simboliche per partire tutti assieme il 27 dicembre è proporzionale alla popolazione, la Germania dalla Ue ha avuto le stesse dosi o poco più”. Nel pomeriggio il suo ufficio ha precisato in una nota che “le 150mila che sono state consegnate fanno parte delle forniture successive che in Italia arriveranno a partire dal 28 dicembre. L’assegnazione è stata fatta a livello Ue sulla percentuale di popolazione, sia per il vax day sia per le forniture successive a regime. Il nostro piano di distribuzione prevede di avere 450mila dosi a settimana a partire da domani, che arriveranno direttamente nei luoghi di somministrazione”.

La Germania quindi non avrebbe avuto dosi in più, ma semplicemente un anticipo rispetto alle dosi settimanali che riceverà a partire dai prossimi giorni.

“Le dosi di vaccino che sono state comprate centralmente dalla Commissione europea vengono distribuite agli Stati membri in proporzione alla popolazione in contingenti settimanali. Quello del 27 dicembre è stato semplicemente un anticipo sul contingente settimanale”, ha confermato a Euractiv Antonio Parenti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

“Per questioni di pura logistica, che viene organizzata dai vari Stati membri – spiega Parenti – alcuni Paesi hanno preso un’anticipazione maggiore della loro quota settimanale, che comunque non cambia. Non è che un Paese riceverà delle dosi diverse o in più rispetto ad un altro, relativamente ai vaccini acquistati dalla Commissione. Onestamente su questo è stata montata una polemica senza ragione”.

Grazie alla gran quantità di dosi arrivate sin dal primo giorno, Berlino ha potuto avviare da subito la vaccinazione di massa. Tuttavia non senza intoppi. Alcune città tedesche, in particolare in Baviera, hanno rallentato o cancellato la somministrazione delle prime dosi, a causa di problemi nella catena del freddo, necessaria per la conservazione del farmaco.

Intanto il governo tedesco, come aveva anticipato il Corriere della Sera, nelle scorse ore ha concluso un accordo bilaterale con BionTech-Pfizer per l’acquisto di ulteriori 30 milioni di dosi di vaccino, che andranno ad aggiungersi alla quota destinata al Paese nella ripartizione delle 300 milioni di dosi ordinate dall’Unione europea.