Vaccino anti-Covid, la Farmindustria europea: “Impossibile prevedere una data”

Nathalie Moll, direttrice generale della Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia). [Foto: Sarantis Michalopoulos]

È impossibile dare un orizzonte temporale preciso per la disponibilità di un vaccino contro il Covid-19, afferma la direttrice generale della Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia) Nathalie Moll.

“Comprendiamo e condividiamo la speranza di tutti di avere presto un vaccino, ma non si può certamente sacrificare la sicurezza”, ha dichiarato Moll in un’intervista con il canale televisivo greco MEGA TV.

Le discussioni sulla data di rilascio del vaccino contro il Covid-19 in Europa si sono fatte più frequenti nell’ultimo periodo. La scorsa settimana un funzionario europeo ha dichiarato che sperava di vedere il primo vaccino ottenere l’autorizzazione per la distribuzione sul mercato già a Novembre.

Ma l’industria farmaceutica ha messo un freno a queste aspettative. “Sono state dette molte cose da tante persone. Ho sentito anche voci secondo cui l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) avrebbe individuato nell’agosto del prossimo anno il periodo per l’autorizzazione al mercato”, ha detto Nathalie Moll.

“Dobbiamo attenerci ai fatti e annunciare i progressi solo quando sono effettivamente reali. È fondamentale infatti che siano stati condotti tutti i test sulla sicurezza e sull’efficacia di un vaccino prima che venga distribuito”, ha aggiunto.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato la scorsa settimana che non si aspetta una vaccinazione su larga scala contro il  Covid-19 prima di metà 2021. Sono 140 i vaccini in via di sviluppo in tutto il mondo, 30 dei quali hanno già raggiunto la fase dei trial clinici.

Mercoledì 9 settembre AstraZeneca, multinazionale farmaceutica che stava sviluppando un vaccino in collaborazione con l’Università di Oxford, ha sospeso tutti i test clinici dopo che un partecipante ha accusato una reazione avversa.

L’azienda dovrà ora rivedere tutti i dati sulla sicurezza. “Si tratta di un’azione di routine ogni volta che si verifica una reazione inspiegata”, ha assicurato un portavoce. “Questa pausa ci consente di indagare e assicurare comunque l’integrità del processo di test”.

I dati iniziali dei trial erano parsi promettenti, ma questa battuta d’arresto potrebbe provocare timori nell’uso anche qualora il vaccino dovesse essere approvato.

La Russia era stato il primo Paese a livello mondiale a registrare un vaccino anti-Covid per l’uso a livello locale. Gli scienziati russi hanno pubblicato recentemente il primo rapport, dichiarando che i primi test avevano mostrato segni di una risposta immunitaria.

Riguardo al vaccino russo, Nathalie Moll ha commentato: “Le nostre compagnie intendono far rilasciare sul mercato se è stato approvato dall’Ema, ma anche se ha ricevuto un’accoglienza positiva a livello generale e globale”.

Riguardo alla possibilità di una compensazione nel caso di effetti collaterali nocivi del vaccino, la direttrice generale dell’Efpia ha spiegato che “può avvenire a livello nazionale, ma non si può escludere un ulteriore sistema di compensazione dell’Ue. Non è mai stato fatto prima, ma ci sono gruppi di pazienti che stanno richiedendo un fondo europeo per il Covid-19”.

Moll ha infine spiegato che i legislatori dovrebbero prendere spunto dalle lezioni apprese dalla pandemia riguardo i sistemi sanitari degli Stati membri: “Abbiamo visto che ci sono legami stretti tra la salute e l’economia. Non possiamo permetterci di non investire abbastanza nel settore sanitario”.

“Abbiamo tratto diverse lezioni importanti dalla crisi del Covid: solidarietà, digitalizzazione, ottimizzazione e sprechi. Ora dobbiamo capire se possiamo applicarle per costruire sistemi sanitari efficaci in Europa” ha concluso.