Vaccini, per la Commissione Ue non esistono accordi bilaterali. Speranza: “Siamo all’inizio, per alcuni mesi sarà dura”

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La Commissione europea ha negato l’esistenza di contratti bilaterali, ribadendo che ciò non è possibile in base all’accordo di approvvigionamento congiunto. Il ministro della Salute: “La campagna di vaccinazione sarà lunga, la battaglia non è ancora finita”.

“I contratti paralleli” bilaterali per le dosi dei vaccini “di cui si è tanto parlato non li ho visti e sulla base di quanto mi è stato detto non esistono. In ogni caso è chiaro che le dosi per l’Ue vengono prima. Ogni lotto per l’Ue è stato attribuito ad un Paese pro-rata, in base alla popolazione. E se ci sono rinunce, anche questi vengono risuddivisi pro-rata”, ha spiegato Sandra Gallina, vice direttore della Dg Salute e sicurezza alimentare della Commissione.

“Il nome degli Stati membri è sulla fiala, non ci sono fiale di ricambio che qualcuno possa acquistare in un accordo bilaterale. O avete fatto un accordo di acquisto avanzato l’anno scorso, o ora è un po’ troppo tardi per andare in giro a comprare dosi”, ha continuato, ricordando che le aziende farmaceutiche hanno assicurato che le dosi di vaccino dell’Ue avranno la priorità.

Il chiarimento arriva dopo che nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che la Germania ha concluso un accordo bilaterale con Pfizer-BioNTech per 30 milioni di dosi extra. Come ricorda Euractiv.com anche altri Stati membri sarebbero in procinto di avviare accordi paralleli, tra cui Cipro che è ha avviato dei contatti con Israele per ottenere delle dosi extra.

Gallina ha parlato anche del vaccino di Oxford, per il quale si attende l’autorizzazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). “Se AstrAzeneca otterrà il via libera – ha detto agli europarlamentari – speriamo che la casa farmaceutica faccia le prime consegne due settimane dopo l’autorizzazione, proseguendo con due consegne al mese. Ma questo è tutto in divenire e deve essere discusso con gli Stati membri”.

Italia prima nelle vaccinazioni

Nonostante i vaccini, l’immunità di gregge Covid, l’Organizzazione mondiale della sanità prevede che l’immunità di gregge non sarà raggiunta nel 2021. Pur sottolineando gli “incredibili progressi” compiuti dagli scienziati, che hanno sviluppato diversi vaccini sicuri ed efficaci contro un virus nuovo in meno di un anno, l’Oms avverte che per avere risultati importanti “servirà tempo”.

“Ci aspettano mesi difficilissimi, lo dobbiamo anche ai medici e agli operatori sanitari impegnati da mesi e ora dedito alla campagna vaccinale. La scienza sta illuminando la strada per portarci fuori da questa battaglia il prima possibile ma non abbiamo ancora vinto e non dobbiamo sbagliare la lettura di questo periodo così difficile”, ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la sua informativa alla Camera sulle misure anti-Covid.

“A ieri abbiamo somministrato circa 800mila dosi di vaccino. Un buon risultato. Attualmente siamo la nazione d’Europa che ha somministrato il maggior numero di vaccinazioni. Non rincorriamo classifiche ma siamo soddisfatti di essere i primi in Ue”, ha continuato Speranza.

“In un clima positivo di dialogo sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani deciderà di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo. Per il governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge che perseguiamo con ogni energia”.

I buoni risultati della campagna di vaccinazione italiana sono stati riconosciuti anche dalla stampa tedesca. In un articolo pubblicato il 12 gennaio,  intitolato “Proprio l’Italia stacca di molto sul vaccino quasi tutta Europa, Die Welt elogia il successo italiano e sottolinea che il nostro Paese “lascia anche la Germania decisamente indietro”.