Vaccini, l’Ue sigla il contratto con Novavax. Si attende l’approvazione dell’Ema

Sede di Novavax Inc. a Gaithersburg, Maryland, USA, 08 luglio 2020. EPA-EFE/JIM LO SCALZO

La Commissione europea ha approvato il suo settimo accordo avanzato di acquisto (Advanced Purchase Agreement) con la società farmaceutica Novavax per un potenziale vaccino contro il Covid-19. Gli Stati membri potranno acquistare fino a 200 milioni di dosi del vaccino, se sarà approvato dall’Ema come sicuro ed efficace. Ma si potranno anche donare i vaccini ai paesi a basso e medio reddito o reindirizzarli ad altri paesi europei.

Attualmente in Europa, sono stati siglati contratti con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, BioNtech-Pfizer, CureVac, Moderna e sono conclusi i colloqui esplorativi con Valneva.
Stella Kyriakides, commissaria Ue per la salute, ha dichiarato: “Le vaccinazioni nell’Ue stanno avanzando e siamo molto vicini al nostro obiettivo del 70% di cittadini completamente vaccinati entro la fine dell’estate. Il nostro nuovo accordo con Novavax espande il nostro portafoglio di vaccini per includere un altro vaccino a base di proteine, una piattaforma che si sta dimostrando promettente negli studi clinici. Continueremo a lavorare instancabilmente per garantire che i nostri vaccini continuino a raggiungere i cittadini in Europa e nel mondo, per porre fine alla pandemia il più rapidamente possibile”.
Soprattutto considerando che AstraZeneca e Johnson & Johnson non vengono somministrati in diverse nazioni.

Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha avviato la revisione ciclica (rolling review) di NVX-CoV2373, il vaccino sviluppato da Novavax a inizio febbraio e poi il 15 marzo ha deciso di includerlo nel Piano d’indagine pediatrica per il vaccino, per valutarne l’efficacia anche nei bambini sopra i 12 anni.
Per avere il via libera dell’ente regolatore europeo bisogna spettare la domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio (quella che ad esempio si continua ad attendere anche da Sputnik).

Vaccini, gli Stati europei stanno gettando via le dosi scadute

L’Europa sta lasciando scadere migliaia di dosi di vaccini anti-Covid, mentre solo l’1% degli abitanti dei Paesi a basso reddito e il 28% dell’intera popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose. Il report di EURACTIV.

Martedì 27 luglio l’Ue

L’Aifa spiega che questo vaccino a base proteica contiene “minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike (S) presente sulla superficie del coronavirus Sars-CoV-2. Contiene anche un “adiuvante”, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino”. Le nanoparticelle cioè sono ricavate da una versione coltivata in laboratorio della famosa proteina spike (nota per i vaccini a Rna Pfizer e Moderna).
Se una persona vaccinata con il vaccino di Novavax dovesse entrare in contatto con il Covid, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike presente sulla superficie del virus e sarà pronto a combatterla, spiegano sul sito dell’agenzia italiana del farmaco.

Nel comunicato ufficiale della Commissione si legge che “Gli Stati membri potranno anche donare i vaccini ai paesi a basso e medio reddito”. Anche se nell’Ue e negli Usa si moltiplicano gli appelli per convincere i no-vax e soprattutto gli scettici a vaccinarsi, per poter chiudere definitivamente questa pagina di storia, la vera emergenza è altrove: solo l’1% degli abitanti dei Paesi a basso reddito e solo il 28% dell’intera popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose, e non perché ci siano i no-vax ma perchè non ci sono i vaccini.
Siamo di fronte ad un paradosso: i ritmi della campagna vaccinale in Europa ora sono molto alti, al punto che se alcuni cittadini non si presentano all’appuntamento per ricevere il vaccino, si rischia concretamente di non sapere come utilizzare in tempo le dosi lasciate lì. Anche l’Oms ha esortato gli Stati a fare di tutto per donare in tempo utile ai Paesi terzi questi vaccini che altrimenti andrebbero semplicemente buttati via.
Nonostante la piattaforma internazionale per la distribuzione dei vaccini nei paesi più poveri, Covax, tra l’altro fortemente sostenuta dall’Ue, il 99% degli abitanti della parte più povera del mondo non ha ricevuto il vaccino e non lo riceverà in tempi brevi.