Vaccini, l’alternativa Ue allo stop ai brevetti

Pfizer/BioNTech vaccine in Hungary [EPA-EFE/Zsolt Szigetvary HUNGARY OUT]

Per Bruxelles la priorità è eliminare le restrizione all’esportazione dei vaccini e delle loro materie prime. L’accesso alle materie prime e al kow-how infatti è un problema che non si risolve con la rinuncia alla proprietà intellettuale.

L’Ue sta studiando un piano alternativo che consenta di distribuire le dosi ai paesi poveri senza liberalizzare i brevetti, come chiede di fare il presidente americano Joe Biden.

Bruxelles venerdì 4 giugno ha presentato all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) il piano per aumentare le consegne di vaccini ai paesi in via di sviluppo, incoraggiando la produzione in tutto il mondo e rendendo più semplice usare le regole già esistenti per ignorare l’esistenza dei brevetti in determinate circostanze piuttosto sospendere del tutto i brevetti.

Il piano sostiene che quando la cooperazione volontaria fallisce, le licenze obbligatorie all’interno dell’accordo del Wto sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS) dovrebbero essere usate per facilitare l’espansione della produzione e la condivisione delle competenze, piuttosto che la rinuncia alla proprietà intellettuale.

La proposta dell’Ue si articola in tre punti: eliminare le restrizione all’esportazione dei vaccini e delle loro materie prime, incoraggiare i produttori ad espandere la loro produzione, garantendo nel contempo che i Paesi che hanno più bisogno di vaccini li ricevano a un prezzo accessibile, facilitare l’uso della licenza obbligatoria nell’ambito dell’attuale accordo del Wto.

Questo perché l’accesso alle materie prime per la produzione dei vaccini e l’accesso al know-how sono le questioni principali che rallentano il lancio dei vaccini, questioni che non possono essere risolte con la rinuncia alla proprietà intellettuale. “I vaccini richiedono know-how. Non è rinunciando ai brevetti o a qualsiasi diritto di proprietà intellettuale che ci si arriva”, ha spiegato un funzionario di Bruxelles a Euractiv.com, precisando che la Commissione teme che una rinuncia alla proprietà intellettuale possa avere un impatto negativo sul trasferimento di tecnologia e sull’innovazione dei vaccini.

“L’Ue propone soluzioni concrete a breve e medio termine per garantire l’accesso universale a prezzi accessibili – ha dichiarato la presidente dell’esecutivo Ue Ursula von der Leyen – Non vedo l’ora di discutere con i leader del G7 la prossima settimana su come raggiungere questo obiettivo”.

Il vicepresidente esecutivo e commissario per il Commercio, Valdis Dombrovskis, ha sottolineato l’urgenza della distribuzione dei vaccini Covid-19 in tutto il mondo. “A questo proposito, una forte risposta commerciale multilaterale potrebbe dare un enorme impulso alla lotta contro il Covid-19”, ha detto. “L’obiettivo deve essere quello di assicurare che ogni capacità produttiva disponibile, in qualsiasi parte del mondo, sia utilizzata per la produzione dei vaccini”.

La proposta di Bruxelles al Wto è una risposta all’amministrazione Biden, che insiste nel voler sospendere i brevetti ma al momento non ha ancora presentato alcuna proposta in merito. Il  5 maggio la Casa Bianca aveva emanato un comunicato con il quale si diceva “pronta a sostenere alcune deroghe mirate per i vaccini”. Però non ha spiegato in cosa consistano esattamente tali deroghe e come dovrebbero venire applicate.

L’Organizzazione mondiale del commercio potrà discutere il piano presentato dall’Ue nelle riunioni previste per martedì 8 e mercoledì 9 giugno.