Vaccini, Kyriakides: “Revocare i brevetti non è un passo avanti per produrne di più”

La commissaria europea alla salute Stella Kyriakides. [EPA-EFE/ARIS OIKONOMOU]

La commissaria europea alla salute Stella Kyriakides ha dichiarato martedì 13 aprile che è necessario aumentare la produzione di vaccini contro il Covid-19, ma che liberalizzare i brevetti non è un passo avanti e altre soluzioni sono attualmente al vaglio.

“Non stiamo considerando l’ipotesi di dare la possibilità di revocare i brevetti ai vaccini per potenziare la produzione. Non pensiamo che sia un passo avanti, ma ci sono diverse opzioni in fase di valutazione”, ha dichiarato la commissaria.

Kyriakides ha partecipato a una conferenza sull’impatto del Covid-19 sulla salute e sulla società, organizzata dalla commissione parlamentare portoghese su salute e lavoro, come parte dei compiti della presidenza portoghese dell’Ue.

All’incontro, Kyriakides ha ascoltato diversi eurodeputati provenienti da vari Paesi chiedere maggiore coordinazione europea nella lotta alla pandemia, con più trasparenza nei fondi e nei protocolli firmati con le case farmaceutiche.

Al riguardo, la commissaria ha sottolineato che la salute resta una competenza degli Stati membri e ha ricordato che è già stata presentata una proposta per un’Unione sanitaria europea più forte.

“Riconosciamo che i cittadini europei hanno delle aspettative su questa Unione della salute. Nella nostra proposta, rispettiamo quanto scritto nel trattato e affrontiamo le questioni sollevate, come la carenza di medicinali e altre risorse sanitarie e il fatto che servano politiche più coerenti per consentire l’accesso alle cure dei pazienti in tutti gli Stati”, ha detto.

Riguardo il passaporto vaccinale digitale, la commissaria l’ha definito “estremamente importante” per consentire l’apertura dei confini in sicurezza e la ripresa del movimento dei cittadini in Europa, sottolineando però che è necessario avere l’infrastruttura digitale pronta per far partire il progetto in estate.

Kyriakides ha anche spiegato quali sono le mosse per il futuro, considerando che il Covid-19 potrebbe diventare endemico: rafforzare ancora i vaccini che potrebbero essere necessari nel 2022 e nel 2023.

Presente all’incontro, il viceministro della salute portoghese António Sales ha classificato la pandemia come “la sfida più grande della nostra vita” e sottolineato che ha colpito soprattutto i più vulnerabili. “È necessario migliorare gli aspetti umani della sanità, riconfigurando le organizzazioni”, ha detto.

Ha evidenziato le difficoltà nel fermare l’avanzamento del Covid-19 in alcune fasce più povere della popolazione, nei migranti e nelle aree di costruzione e agricoltura, aggiungendo che è compito delle istituzioni proteggere i più deboli con un’azione intrasettoriale. Ha anche espresso la necessità di un’Europa che “parli con una sola voce” nella difesa della salute dei cittadini.