Vaccini, i leader Ue ora si contendono 10 milioni di dosi di Pfizer

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. [EPA-EFE/CHRISTIAN BRUNA]

L’Austria e altri cinque Paesi si oppongono al meccanismo di redistribuzione. I capi di Stato e di governo, riuniti nel Consiglio europeo, alla fine hanno concordato che la decisione spetterà ai 27 ambasciatori del Coreper.

Un nuovo scontro sui vaccini ha acceso il dibattito tra i leader Ue riuniti in videoconferenza. Questa volta al centro della contesa ci sono 10 milioni di dosi del vaccino Pfizer che verranno consegnate in anticipo, nel secondo trimestre 2021, anziché più avanti come originariamente previsto.

A mettersi di traverso nella trattativa è l’Austria, che guida un gruppo di sei Paesi dell’Europa centrale, che sono in difficoltà, avendo puntato quasi solo su AstraZeneca, e ora accusano l’Ue di averli penalizzati nella prima assegnazione delle dosi. Per arrivare a una sintesi si è deciso che saranno i 27 ambasciatori del Coreper e non il comitato direttivo a decidere se e come redistribuire le dosi Pfizer.

Alla fine di questa settimana saranno 88 milioni le dosi di vaccini contro il coronavirus distribuite nell’Ue.  Gli europei che hanno già ricevuto le due iniezioni sono 18,2 milioni, pari al 4,1% del totale. Da dicembre ad oggi l’Ue ha esportato 77 milioni, di queste 31 milioni sono stati consegnati ai Paesi a basso reddito nel quadro del piano Covax, ha fatto sapere la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Nelle conclusioni i leader chiedono di accelerare la produzione e la consegna dei vaccini. “Gli sforzi a tal fine devono essere ulteriormente intensificati. Sottolineiamo l’importanza della trasparenza e dell’uso delle autorizzazioni di esportazione. Riaffermiamo che le imprese devono garantire la prevedibilità della loro produzione di vaccini e rispettare i termini di consegna contrattuali”, si legge nel documento.

“I cittadini europei si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il suo intervento, secondo quanto viene riferito da alcune fonti a Bruxelles. Il premier ha dato pieno sostegno alla proposta della Commissione di rafforzare il meccanismo europeo sulle esportazioni di vaccini, così come a quella di introdurre un certificato verde digitale.

I vaccini in arrivo

Bruxelles ha ricevuto impegni alla consegna di 360 milioni di vaccini dalle case farmaceutiche nel secondo trimestre. In particolare, Pfizer-BioNtec si è impegnata per 200 milioni di sieri. Moderna consegnerà 35 milioni di shot e Johnson&Johnson 55 milioni. Questo dovrebbe compensare, almeno in parte, i tagli annunciati di AstraZeneca che consegnerà appena 70 milioni di dosi sui 180 milioni previsti.

La situazione epidemiologica in Europa rimane grave, anche a causa del proliferare delle varianti. Le restrizioni, anche per i viaggi non essenziali, dovranno quindi rimanere in vigore. Tuttavia i capi di Stato e di governo dell’Ue concordano sul fatto che bisogna iniziare a preparare un approccio comune alla graduale eliminazione delle restrizioni, per garantire che gli sforzi siano coordinati quando la situazione epidemiologica consentirà di allentare le misure.

Il dialogo con Biden

“È stato un Consiglio eccezionale con la partecipazione del presidente americano, Joe Biden. L’ultima volta fu undici anni fa con Barack Obama”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella conferenza stampa al termine del vertice. “Abbiamo avuto l’occasione di sentire la visione del presidente sulla futura collaborazione tra Ue e Usa”.

Poi “abbiamo identificato i temi su cui ci impegniamo insieme – ha aggiunto Michel -, in particolare sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento”. Poco prima del suo intervento, Biden aveva dichiarato di puntare a vaccinare 200 milioni di americani nei primi 100 giorni della sua presidenza. Il che rende estremamente improbabile che gli Stati Uniti possano prevedere una deroga al divieto alle esportazioni per dare all’Ue le dosi americane in surplus.

“Con il presidente Biden c’è stato un ottimo scambio di vedute – ha aggiunto la presidente Von der Leyen. – Ue e Stati Uniti sono entrambi produttori di vaccini, è nell’interesse comune collaborare per garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamenti”.