Vaccini, gli Stati europei stanno gettando via le dosi scadute

Una vaccinazione in corso all'ospedale militare Reine Astrid di Bruxelles, in Belgio. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

L’Europa sta lasciando scadere migliaia di dosi di vaccini anti-Covid, mentre solo l’1% degli abitanti dei Paesi a basso reddito e il 28% dell’intera popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose. Il report di EURACTIV.

Martedì 27 luglio l’Ue ha celebrato il raggiungimento dell’obiettivo autoimposto del 70% di adulti vaccinati con almeno una dose, mettendo l’Europa tra i leader mondiali nella campagna vaccinale, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Tuttavia, nonostante quasi il 60% degli adulti sia totalmente vaccinato, migliaia di dosi di vaccino di Covid-19 stanno venendo gettate via dopo la scadenza, ha appreso EURACTIV.

In Lituania, un Paese con meno di 3 milioni di abitanti, oltre 20 mila vaccini scaduti sono stati smaltiti dall’inizio della campagna, ha dichiarato un portavoce del ministero della salute a EURACTIV, che ha aggiunto che la ragione primaria per le dosi sprecate erano le persone che non si presentavano per i loro appuntamenti vaccinali.

Questo rappresenta un problema, dato che diversi vaccini sono soggetti a limitazioni temporali. Per esempio, il Comirnaty di Pfizer deve essere conservato tra 2 e 30 °C dopo la diluizione e utilizzato entro 6 ore, altrimenti deve essere smaltito.

L’esatto numero di dosi sprecate nell’Ue non è disponibile, perché né il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) né la Commissione Ue ne tengono traccia. Un portavoce ha dichiarato a EURACTIV che  il controllo dei vaccini ricade sotto la competenza dei singoli Stati membri, perciò l’esecutivo non ha nessun meccanismo di verifica specifico riguardo la scadenza dei vaccini.

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Vaccini in scadenza in tutta Europa

Il ministero della salute polacco ha dichiarato che quasi 73 mila dosi sono state smaltite nel Paese, un numero che dovrebbe aumentare nelle prossime settimane. Michał Kuczmierowski, presidente dell’Agenzia governativa per le riserve strategiche, ha dichiarato che l’interesse dei cittadini polacchi nella vaccinazione cala del 40% ogni settimana, aumentando il rischio di dosi sprecate.

Nel frattempo, in Germania, migliaia di dosi di vaccino sono destinate a essere distrutte, secondo il portale di notizie locali Merkur. La municipalità tedesca di Pfaffenhofen ha restituito 7 mila dosi del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca al produttore perché si avvicinano alla scadenza e sempre più persone rifiutano la vaccinazione.

Nella Repubblica Ceca, i dati del ministero della salute mostrano oltre 3 mila dosi perse per raggiunta scadenza, cattive condizioni di stoccaggio o rottura.

In Francia, invece, mentre l’esatto numero di vaccini persi non è noto, il governo francese ha dichiarato martedì 27 luglio che era piacevolmente sorpreso dal basso numero di dosi perse, aggiungendo che i professionisti del settore sono stati molto attenti a evitare sprechi.

Tuttavia, il ministero della salute francese stima che 50 mila dosi di AstraZeneca siano scadute. Mentre i vaccini Comirnaty (Pfizer), Spikevax (Moderna) e Janssen (Johnson & Johnson) hanno avuto un basso numero di dosi sprecate nella conservazione, il 5% si è perso nei centri vaccinali e il 10% negli uffici dei dottori.

Estensione del periodo di validità

Tuttavia, invece che smaltire i vaccini scaduti, alcuni Paesi come la Romania hanno scelto di aspettare sperando che il produttore o l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) annuncino una possibile estensione del periodo di validità.

Quasi 42 mila dosi del vaccino Vaxzevria erano ancora conservate nel Paese dopo la data di scadenza al 31 giugno. Questa pratica però non è vista con favore dall’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Contattato da EURACTIV, il portavoce dell’Oms ha dichiarato che, dato che nessun vaccino può essere usato oltre la data di scadenza fissata dal produttore, i ministeri della salute nazionali devono mettere in campo ogni azione possibile per potenziare la diffusione dei vaccini.

“Per ogni storia di un Paese che non è riuscito a utilizzare tutte le sue dosi di vaccino prima della scadenza, ci sono decine di altri Stati che stanno procedendo molto bene con la campagna vaccinale”, ha detto il portavoce.

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Donazioni al posto dello smaltimento

L’Oms ha esortato gli Stati a smaltire i vaccini scaduti in accordo con la legislazione nazionale sul trattamento dei rifiuti da immunizzazione solo se non sono possibili le donazioni a Paesi terzi.

Secondo il portavoce dell’Oms, sarebbe prudente che le dosi siano condivise con altri Paesi che hanno necessità in un periodo di tempo ragionevole prima della data di scadenza, cosicché chi le riceve possa usarle efficacemente.

Allo stesso modo, il portavoce della Commissione ha detto che i vaccini prodotti e consegnati agli Stati membri sulla base degli accordi di acquisto avanzati stipulati con i produttori possono essere donati ad altri Paesi, sottolineando che l’esecutivo Ue si è impegnata a consegnare 200 milioni di dosi a questi Stati entro fine anno.

Molti Paesi stanno valutando l’opzione, specialmente per quanto riguarda il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, che ha perso la sua popolarità in diversi Paesi Ue. Per esempio, il governo tedesco ha annunciato il piano di donare tutte le future dosi di questa iniezione a Paesi in via di sviluppo a partire da agosto.

Almeno l’80% di queste dosi, circa 30 milioni, saranno distribuite tramite Covax, un’iniziativa globale che punta all’accesso equo ai vaccini anti-Covid, mentre le altre saranno distribuite in un quadro bilaterale con gli Stati dei Balcani occidentali, del Partenariato orientale e in Namibia.

La stessa strategia è stata adottata dalla Francia, dove tutte le dosi indesiderate di AstraZeneca andranno al programma Covax. Finora, 5 milioni di dosi sono state donate e altre 7 milioni seguiranno nelle prossime settimane. Queste sono state spedite principalmente a Paesi africani, oltre che in Afghanistan, Siria e Uzbekistan.

Isabelle Marchais, ricercatrice associata all’Istituto Jacques-Delors in Francia, ha dichiarato a EURACTIV Francia che Vaxzevria rimane un buon vaccino nonostante gli effetti collaterali documentati ed è stato la “spina fondante di Covax”.

“Sarebbe un peccato se, a causa di una perdita di interesse in Europa, le dosi vadano perdute anziché aiutare ad accelerare la vaccinazione nei Paesi che hanno maggiore necessità”, ha concluso.