Vaccini anti-Covid, Ue e Stati Uniti pronti a discutere la sospensione dei brevetti

Fiale del vaccino contro il Covid-19 di Pfizer/BioNTech. [EPA-EFE/CHRISTIAN CHARISIUS / POOL]

Gli Stati Uniti hanno cambiato la loro posizione sull’ipotesi di sospendere il brevetto per i vaccini contro il Covid-19. Con un comunicato, l’amministrazione Biden si dichiara a favore e ne sostiene la necessità.

“Ci troviamo in una crisi sanitaria globale e le circostanze della pandemia di Covid-19 richiedono misure straordinarie. L’amministrazione crede nella protezione della proprietà intellettuale, ma per contribuire alla fine di questa pandemia supporta la sospensione del brevetto sui vaccini anti-Covid”, si legge nel comunicato emesso dalla rappresentante del commercio Usa Katherine Tai.

“Parteciperemo attivamente nei negoziati all’Organizzazione mondiale del commercio. Ci vorrà tempo, vista la necessità di trovare un consenso e la complessità delle questioni coinvolte”, assicura Tai.

“L’obiettivo della nostra amministrazione è quello di far arrivare più vaccini sicuri possibili al maggior numero di persone e alla massima velocità. Essendoci assicurati le forniture per il nostro Paese, ora concentreremo gli sforzi sul potenziamento della produzione e distribuzione”, ha concluso.

Giovedì 6 maggio l’Unione europea ha risposto alla decisione americana, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha confermato che Bruxelles è pronta a discutere la proposta di sospensione dei brevetti lanciata dagli Stati Uniti.

“L’Unione europea intende considerare qualsiasi proposta che affronti la crisi in maniera programmatica”, ha detto. “Ecco perché siamo pronti a discutere la proposta di sospensione della proprietà intellettuale sui vaccini degli Stati Uniti”, ha proseguito.

Non solo voci favorevoli

La cancelliera tedesca Angela Merkel vede con scetticismo la decisione degli Stati Uniti di schierarsi a favore della sospensione dei brevetti per accelerarne la distribuzione globale. “La protezione della proprietà intellettuale è una fonte di innovazione e deve rimanere tale in futuro”, riferisce una portavoce del governo a Süddeutsche Zeitung.

“Il fattore limitante nella produzione dei vaccini sono la capacità di produzione e gli alti standard di qualità, non i brevetti”, ha aggiunto la portavoce, concludendo che la proposta americana avrebbe implicazioni significative per la produzione dei vaccini in generale.

Mentre il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha subito accolto con favore la decisione americana, la Federazione internazionale dei produttori e delle associazioni farmaceutiche (Ifpma) si è prevedibilmente opposta.

“Sospendere il brevetto è, semplicemente, la risposta sbagliata a un problema complesso. Non aumenterà la produzione né fornirà soluzioni pratiche per combattere questa crisi globale”, ha scritto l’Ifpma in un comunicato.

“Il rischio è quello di avere l’effetto opposto, distraendo nel contempo dalle vere sfide per l’aumento della produzione e distribuzione: l’eliminazione delle barriere commerciali, i colli di bottiglia nella distribuzione, la scarsità di materie prime e ingredienti nella catena di approvvigionamento, la volontà dei Paesi più ricchi di condividere le dosi con quelli più poveri”, scrive l’associazione.

Il 70% dei cittadini del G7 favorevoli alla sospensione dei brevetti

La maggioranza della popolazione del gruppo dei Paesi più sviluppati (Italia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone) chiede che i brevetti sui vaccini contro il Covid-19 già sviluppati siano sospesi.

Lo evidenzia un sondaggio pubblicato mercoledì 5 maggio da People’s Vaccine Alliance, di cui fanno parte anche Oxfam Italia ed Emergency. I cittadini italiani in particolare si sono espressi a favore di questa soluzione con una percentuale dell’82%.

La richiesta avanzata all’Organizzazione mondiale del commercio da parte di un gruppo di oltre 100 Paesi in via di sviluppo, guidati da India e Sud Africa, di sospendere il brevetto sui vaccini non è stata ascoltata per l’opposizione (finora) di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada e Unione europea.

Il rapporto evidenzia come nessuna delle compagnie farmaceutiche produttrici di vaccini abbia aderito al Covid-19 Technology Access Pool (C-Tap), lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per favorire la condivisione di formulazioni, conoscenze e dati sui vaccini a livello globale.

Nonostante questo, le compagnie in questione (Oxford/AstraZeneca, Moderna, Pfizer/BioNTech, Johnson&Johnson, Novavax) hanno ottenuto dal settore pubblico oltre 88 miliardi di dollari dal settore pubblico per finanziare la ricerca e lo sviluppo dei vaccini.

Vaccini, Kyriakides: "Revocare i brevetti non è un passo avanti per produrne di più"

La commissaria europea alla salute Stella Kyriakides ha dichiarato martedì 13 aprile che è necessario aumentare la produzione di vaccini contro il Covid-19, ma che liberalizzare i brevetti non è un passo avanti e altre soluzioni sono attualmente al vaglio.

“Non …

“I leader del G7 devono affrontare la realtà: ad oggi, non abbiamo abbastanza vaccini per tutti e il maggior ostacolo a una campagna di vaccinazione globale restano i diritti di proprietà intellettuale detenuti dalle grandi compagnie farmaceutiche”, hanno detto Sara Albiani, consulente politica per la salute globale di Oxfam Italia e Rossella Miccio, presidente di Emergency.

“L’Italia, come membri del G7 e presidente di turno del G20, deve guidare la comunità internazionale verso percorsi coraggiosi e responsabili che mettano al centro la salute pubblica e la tutela degli interessi collettivi”, hanno proseguito.

“Il governo deve ascoltare il Parlamento, che si è recentemente espresso a favore di un impegno da parte dell’Italia nel sostenere le iniziative internazionali che portino a una sospensione temporanea dei brevetti e a un incremento globale nella produzione di vaccini”, hanno detto Sara Albiani e Rossella Miccio.

“Chiediamo ai Paesi del G7 di anteporre la salute di tutti al profitto di pochi, perché non basta vaccinare solo la propria popolazione per sentirsi al sicuro”, hanno concluso. Una posizione condivisa anche da 150 leader religiosi di tutto il mondo hanno chiesto una decisa inversione di rotta in questo senso, chiedendo ai leader del G7 di rendere il vaccino contro il Covid-19 un “bene comune globale”.