Vaccini anti-Covid, la Russia chiede la registrazione all’Ema di Sputnik V

Una spedizione di vaccini russi Sputnik V in Argentina. [EPA-EFE/PRESIDENCY OF ARGENTINA / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES]

La Russia ha confermato di aver chiesto la registrazione del vaccino anti-Covid Sputnik V nell’Unione europea, sottoponendo l’applicazione all’Agenzia europea del farmaco (Ema). La cancelliera tedesca Merkel apre la porta al suo impiego dopo l’approvazione dell’Ema.

Un portavoce del Fondo per gli investimenti diretti russo (Rdif), che finanzia la produzione del vaccino, ha confermato che martedì è stata mandata la richiesta di registrazione all’Ema. “Si tratta di un traguardo importante”, ha aggiunto.

La prima revisione dei documenti inviati da Rdif è attesa a febbraio. L’Ema ha confermato che è avvenuto effettivamente un incontro con gli sviluppatori del vaccino russo “per discutere dei loro futuri piani e del rapporto con l’Agenzia”.

L’Ema ha però precisato che il vaccino Sputnik V non sta venendo sottoposto al processo di revisione per l’approvazione. La Russia ha registrato ad Agosto il vaccino, che porta il nome di un satellite dell’era sovietica, molto prima dei suoi competitor occidentali ma senza una campagna di test su larga scala, cosa che ha preoccupato diversi esperti.

Gli sviluppatori sostengono che Sputnik V abbia un’efficacia superiore al 90% e la Russia ha lanciato la sua massiccia campagna di vaccinazione con il prodotto questa settimana. Rdif riferische che il vaccino è stato registrato con successo in numerosi altri Paesi, come la Bielorussia, il Venezuela, la Bolivia e l’Algeria.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha aperto la porta all’uso del vaccino russo Sputnik V nell’Ue, dichiarando che “quando sarà stato approvato dall’Ema, potremo parlare di accordi per la produzione e per l’uso”. Ha anche offerto alla Russia l’aiuto del Paul Ehrlich Institut per lo sviluppo del vaccino.

Attualmente, in Ue solo l’Ungheria ha testato il vaccino Sputnik, ma probabilmente non lo userà su larga scala per via della sua limitata capacità di produzione.

L’Argentina ha iniziato a somministrare le seconde dosi di Sputnik V questa settimana, dopo aver cominciato la sua campagna di immunizzazione a fine dicembre.