Un OMS indipendente, al servizio della salute dell’umanità

Il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus durante una conferenza stampa sul nuovo coronavirus. [EPA-EFE/SALVATORE DI NOLFI]

L’impressionante velocità della diffusione del coronavirus dalla Cina al resto del mondo ha dimostrato quanto sia interdipendente il mondo in cui viviamo. Nessuno stato può vincere la battaglia contro il virus da solo. Il mondo si è globalizzato e il destino dell’umanità è diventato indivisibile, ma mancano le istituzioni per governare questi processi.

Lo sapevamo. Le epidemie sono tra gli eventi che hanno la maggiore influenza sul corso della storia umana. Sono un aspetto della selezione naturale in corso sin dalle origini della vita sul nostro pianeta. Ma i governi non hanno tratto una lezione dall’esperienza del passato. Sono stati colti di sorpresa, inconsapevoli e impreparati e hanno reagito in ritardo e divisi all’attacco del virus. Nessun piano di prevenzione era pronto. Le strutture ospedaliere si sono dimostrate insufficienti ad affrontare la sfida della pandemia i cui costi sono senza dubbio astronomici in termini di perdita di vite umane. Ma la gravità senza precedenti dell’attuale crisi sta nella combinazione della crisi sanitaria con quella economica.

La paura di generare panico nell’opinione pubblica a causa del blocco delle attività economiche ha impedito ai governi di agire tempestivamente. Si è preferito ricorrere alla chiusura delle frontiere, una disposizione inutile, adottata quando il contagio si era già diffuso in tutto il mondo. Invece, un intervento tempestivo avrebbe preservato centinaia di migliaia di vite. L’unico risultato è stato il rafforzamento della coesione nazionale. L’evento decisivo che ha spinto i governi ad agire è stato il crollo dei mercati, una conferma del peso di questo fattore nel processo decisionale dei governi.

La prima lezione che abbiamo appreso dalla crisi è che la salute è un bene pubblico la cui gestione non può essere affidata ai meccanismi del mercato. I principi neoliberisti che hanno promosso la prima fase della globalizzazione si sono ispirati all’ideologia dello stato minimo, che risale all’epoca precedente al Welfare State e si limitava a proteggere la vita, la libertà e la proprietà (Locke). Le insufficienze che hanno rivelato i sistemi sanitari di tutto il mondo nell’affrontare la sfida del COVID19 ci ammoniscono che la tendenza a tagliare i bilanci della sanità deve essere fermata e invertita.

La sfida della pandemia ha suscitato il risveglio della solidarietà europea. Il piano per la ripresa economica, che la Commissione europea sta elaborando, comporta il raddoppio delle risorse di bilancio dell’Unione. E’ un rafforzamento istituzionale paragonabile all’unione monetaria, che può aprire la strada alla creazione di una Comunità Europea della Sanità, un punto di riferimento per  le altre regioni del mondo e per aprire la via a una riforma che rafforzi e democratizzi l’Organizzazione mondiale della sanità. L’OMS dovrebbe diventare il nucleo propulsore e di coordinamento di un’efficace risposta globale alla sfida del coronavirus in termini di capacità di segnalare tempestivamente agli Stati membri le minacce alla salute pubblica e di diffondere informazioni affidabili, di coordinare e promuovere la ricerca per la scoperta di vaccini e farmaci efficaci e la distribuzione di attrezzature sanitarie. Per svolgere questi compiti, necessita di maggiori risorse finanziarie e i suoi poteri devono essere rafforzati e democratizzati. Inoltre, al fine di rafforzare la sua libertà di iniziativa nei confronti dei governi nazionali, dovrebbe essere dotata dello stesso grado di autonomia delle banche centrali.

L’attacco di Trump all’OMS, secondo cui l’istituzione sarebbe asservita agli interessi della Cina, è strumentale. In realtà Trump punta ad assoggettarla agli interessi degli Stati Uniti. Egli sostiene che la pandemia ha avuto origine in un laboratorio di Wuhan, mentre gli scienziati affermano che proviene dal mondo animale, con ogni probabilità dai pipistrelli. L’unico modo per fare dell’OMS uno strumento utile all’umanità consiste nel rafforzare la sua indipendenza dagli interessi nazionali e nel trasformarla da organismo intergovernativo in una istituzione democratica al servizio della salute dell’umanità.

Lucio Levi è professore emerito di Scienze politiche all’Università di Torino e Direttore di The Federalist Debate, già presidente del Movimento federalista europeo.