Un nuovo trattato contro le pandemie: la proposta Ue-Oms per rafforzare la difesa sanitaria

Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. [EPA-EFE/MARTIAL TREZZINI]

L’idea era stata avanzata dal presidente del Consiglio europeo Michel lo scorso novembre ed è sostenuta da 24 leader mondiali, tra cui il premier italiano Mario Draghi.

Il mondo ha bisogno di un trattato globale per affrontare future emergenze sanitarie, analoghe a quella causata dalla pandemia di Covid -19. È questa la proposta dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), sottoscritta da 24 leader mondiali. L’idea di un tale trattato, che garantirebbe un accesso universale ed equo ai vaccini, alle medicine e alla diagnostica per le pandemie, era stata avanzata dal presidente dei leader dell’Unione europea Charles Michel in un summit del G20 lo scorso novembre.

Martedì ha ottenuto l’appoggio formale dei leader di Figi, Portogallo, Romania, Gran Bretagna, Ruanda, Kenya, Francia, Germania, Grecia, Italia, Corea, Cile, Costa Rica, Albania, Sud Africa, Trinidad e Tobago, Paesi Bassi, Tunisia, Senegal, Spagna, Norvegia, Serbia, Indonesia, Ucraina.

“La pandemia di Covid-19 rappresenta la più grande sfida che la comunità mondiale si trova ad affrontare dagli anni 40 del secolo scorso. All’epoca, dopo le devastazioni di due guerre mondiali, i leader politici si incontrarono per dare vita al sistema multilaterale”, si legge nell’appello. “Gli obiettivi erano chiari: creare legami tra i Paesi, allontanare le tentazioni isolazioniste e nazionaliste e gestire le sfide che solo insieme potevano essere affrontate, in uno spirito di solidarietà e di cooperazione; in altri termini, la pace, la prosperità, la salute e la sicurezza”.

Gli obiettivi

L’obiettivo principale di questo trattato sarebbe quello di rafforzare la resistenza del mondo a future pandemie attraverso migliori sistemi di allarme, la condivisione dei dati, la ricerca e la produzione e distribuzione di vaccini, farmaci e dispositivi di protezione personale. Il trattato dichiarerebbe anche che la salute degli esseri umani, degli animali e del pianeta sono collegate tra loro e dovrebbe portare a una responsabilità condivisa, alla trasparenza e alla cooperazione a livello globale.

“Non è una questione di se, ma di quando ci sarà la prossima pandemia. Dobbiamo prepararci ad affrontarla. Dobbiamo assicurare un giusto accesso a medicine e vaccini. Questa pandemia ha messo in evidenza debolezze e divisioni, è tempo di unirci e mettere in atto una difesa contro le pandemie”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.  “Il Trattato è utile per tracciare una cornice internazionale per la cooperazione, a partire dallo scambio di informazioni, per investire  nella ricerca e per affrontare un giusto accesso a livello globale alle cure”, ha continuato  Michel.

Il trattato dovrebbe garantire più trasparenza per tutti sulle catene di approvvigionamento e il livello di produzione dei vaccini. Cosa che talvolta è mancata nella lotta al Covid, anche all’interno dell’Unione europea. “In Europa – ha ricordato Michel – abbiamo dovuto introdurre misure per avere maggiore trasparenza sulle catene di approvvigionamento, credo che un aspetto importante di questo trattato potrebbe essere la trasparenza”.

“Il momento di agire è ora. Il mondo non può aspettare la fine di questa pandemia per prepararsi a lottare contro la prossima”, è il monito del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ringraziando il presidente del Consiglio europeo per aver lanciato la “potente idea” di un trattato globale per lottare contro le pandemie. “490 giorni di emergenza globale – ha sottolineato Ghebreyesus – hanno messo a nudo il peggio e il meglio della umanità. Dobbiamo agire con coraggio”.