Terapie contro il Covid, l’Ue intende approvare tre nuovi farmaci entro ottobre

Bruxelles intende investire 90 milioni di euro in studi di popolazione e sperimentazioni cliniche [EPA-EFE/Hilda Ríos]

Entro ottobre 2021 la Commissione europea intende procedere all’autorizzazione di tre nuove terapie per la cura del coronavirus ed eventualmente di altre due entro la fine dell’anno. La strategia, presentata giovedì 6 maggio, ha lo scopo di integrare l’azione di immunizzazione garantita dai vaccini per contrastare la pandemia nel lungo periodo.

A questo proposito Bruxelles intende anche investire 90 milioni di euro in studi di popolazione e sperimentazioni cliniche per stabilire collegamenti tra fattori di rischio ed esiti sanitari al fine di orientare ulteriormente le politiche in materia di sanità pubblica e la gestione clinica, anche per quanto riguarda i pazienti affetti da long Covid.

La strategia prevede poi l’istituzione di un “propulsore di innovazione terapeutica” entro luglio 2021 per sostenere le terapie più promettenti, dalla ricerca preclinica all’autorizzazione all’immissione in commercio. Il propulsore garantirà il coordinamento di tutti i progetti di ricerca sulle terapie contro il Covid, incentivando l’innovazione e stimolando lo sviluppo terapeutico.

La Commissione ha anche detto che elaborerà un portafoglio di 10 potenziali terapie COVID-19 e identificherà le cinque più promettenti entro giugno, sperando di lanciare appalti congiunti per conto dei governi dell’Ue entro la fine dell’anno.

La Commissione non ha chiarito quali farmaci potrebbe selezionare per possibili contratti di fornitura, ma recenti documenti dell’Ue mostrano che l’esecutivo è già in trattative con i produttori di farmaci che sviluppano anticorpi monoclonali per possibili appalti. L’unico farmaco finora approvato nell’Ue è il remdesivir di Gilead.

“Entro ottobre svilupperemo e autorizzeremo 3 nuove terapie efficaci contro la COVID-19 che possano cambiare il corso della malattia. Ci riusciremo investendo nella ricerca e nell’innovazione, nell’individuazione di nuovi medicinali promettenti, nell’aumento della capacità produttiva e nel sostegno a un accesso equo”, ha spiegato la commissaria alla Salute Stella Kyriakides.

L’esecutivo dell’Ue prevede di investire di più nei test clinici e nella ricerca per accelerare le approvazioni dei farmaci, che sono in teoria prerogativa dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA). L’Ema ha emesso un parere scientifico su 57 terapie contro il Covid-19 in fase di sviluppo, tra cui piccole molecole e anticorpi monoclonali, antivirali e immunomodulatori.

Tre trattamenti sono attualmente in fase di valutazione nell’ambito delle revisioni periodiche dei dati disponibili: gli anticorpi bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly, e una combinazione di anticorpi sviluppati da Regeneron e Roche.

Kyriakides ha spiegato  in conferenza stampa che è stato firmato un contratto con Roche sugli anticorpi monoclonali per la fornitura di quasi 40 paesi, compresa la Gran Bretagna. Per aumentare l’accesso ai farmaci, l’Ue vuole investire di più per aumentare la produzione. Ha anche intenzione di facilitare i partenariati tra le aziende farmaceutiche per evitare intoppi nella catena di approvvigionamento.