Sputnik V, la Slovacchia chiede di accelerare con l’approvazione

Il vaccino russo Sputnik V in arrivo in Ungheria. [EPA-EFE/Zoltan Mathe HUNGARY OUT]

Il vaccino russo Sputnik V è al centro delle controversie in Europa, con sempre più Paesi che considerano l’idea di approvarlo in via eccezionale senza attendere il parere dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Inoltre, la Camera di commercio italo-russa annuncia l’apertura del primo sito di produzione delocalizzato in Ue.

Sputnik V fa discutere tutti in Europa. Il vaccino prodotto in Russia, che sembra avere un’efficacia notevole da quanto rivelano i test finora diffusi, non è ancora stato approvato dall’Ema, che però ha avviato il processo di revisione dei dati per accelerare le tempistiche.

Alcuni Paesi europei hanno deciso di approvare autonomamente in via eccezionale il vaccino per l’uso interno. Dopo l’Ungheria, che è stata la prima a utilizzarlo insieme a quello cinese di Sinopharm, anche Slovacchia e Repubblica Ceca hanno accolto una spedizione di dosi di recente.

Il premier di Bratislava Igor Matovič ha chiesto all’Ema di accelerare le procedure di approvazione dei vaccini, specialmente di Sputnik V, perché “ci sono delle vite in gioco, molte vite”. Matovič chiede di accorciare i tempi del processo, dagli attuali due-tre mesi a poche settimane.

Recentemente, un sondaggio in Slovacchia aveva evidenziato che il vaccino russo era visto più favorevolmente dalla popolazione rispetto a quelli di AstraZeneca e Moderna e appena meno di quello di Pfizer-BioNtech. Il 53% degli intervistati sarebbe stato disponibile a utilizzarlo.

L’Ema, a sua volta, aveva sconsigliato l’approvazione nazionale del vaccino Sputnik, definendola ‘una roulette russa’. Il capo del consiglio di amministrazione Christa Wirthumer-Hoche aveva ammonito l’Austria, a sua volta interessata all’acquisto del vaccino di Mosca, che non ci sono sufficienti dati per stabilirne l’efficacia.

Queste dichiarazioni avevano scatenato la dura reazione dei produttori del vaccino che hanno richiesto le scuse pubbliche da parte dell’Ema, le cui osservazioni avrebbero sollevato “domande su una possibile interferenza politica nell’attuale revisione dei dati del vaccino”.

“Gli europei meritano una revisione neutrale, così come è stato fatto in altri 46 Paesi”, scrivono i produttori. “Dopo aver rimandato per mesi, l’Ema non ha il diritto di minare la credibilità di tutti gli altri enti regolatori che hanno valutato tutti i dati rilevanti”.

La Russia ha più volte accusato l’Ue di voler politicizzare la questione dei vaccini, mentre dal canto loro le istituzioni europee sottolineano che l’unica preoccupazione è quella per la salute dei cittadini. In ogni caso, diverse voci contrarie all’approvazione di Sputnik V sostengono che la Russia abbia ambizioni politiche nascoste dietro al vaccino.

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L’Agenzia europea dei medicinali ha annunciato l’avvio di quella che si chiama rolling review del vaccino russo Sputnik V. In attesa della richiesta formale per la valutazione del vaccino russo, passaggio obbligato per poter dare qualsiasi autorizzazione, l’Ema può accelerare …

Apre un sito di produzione di Sputnik in Italia?

L’Italia potrebbe essere il primo Paese europeo a ospitare un sito di produzione del vaccino russo Sputnik V, dopo che il fondo sovrano russo Rdif e l’agenzia farmaceutica svizzera Adienne hanno firmato un accordo commerciale, confermato anche dalla Camera di commercio italo-russa.

Il sito si trova a Caponago, nella provincia di Monza e Brianza, e secondo i piani la produzione dovrebbe iniziare a luglio, con l’obiettivo di produrre almeno 10 milioni di dosi di Sputnik V entro la fine dell’anno.

“Si tratta del primo accordo di questo tipo in Europa”, ha affermato Vincenzo Trani, capo della camera di commercio italo-russa. “Può essere un evento storico e dimostrare il buono stato delle relazioni tra i nostri Paesi e che le imprese italiane vedono oltre le divisioni politiche”, ha aggiunto.

Tuttavia, la Regione Lombardia ha affermato di aver appreso della notizia solo quando è stata diffusa dai media. Le autorità italiane hanno confermato di non essere state messe preventivamente al corrente di tale accordo.