Scuola, cosa possiamo imparare dalla pandemia: le raccomandazioni dei ministri Ue

I ministri dell’istruzione dell’Ue lunedì 29 novembre hanno adottato una raccomandazione per favorire un approccio di apprendimento integrato che combina ambienti scolastici in presenza e altri ambienti fisici al di fuori dei locali scolastici, come pure strumenti di apprendimento digitali (compreso l’apprendimento online) e non digitali.

La raccomandazione prevede sia una serie di misure a breve termine in risposta alla nuova ondata pandemica che sta colpendo l’Europa, sia misure a lungo termine pensate per rafforzare i sistemi educativi.

“Nell’ultimo anno e mezzo la didattica a domicilio e l’apprendimento a distanza sono diventati una nuova realtà per molti alunni, docenti e genitori. Pur sperando che riusciremo a superare questa pandemia il più velocemente possibile, nel guardare al futuro dell’istruzione dovremmo tenere a mente alcuni degli insegnamenti tratti da questo periodo”, ha sottolineato la ministra dell’Istruzione slovena Simona Kustec, che ha presieduto il vertice.

In Italia l’aumento dei contagi, soprattutto nella fascia d’età 12-19 anni, ha portato a rivedere nuovamente le regole. D’ora in avanti basterà un solo contagiato per far tornare l’intera classe in Dad. Lo ha stabilito una circolare ministeriale firmata lunedì 29 novembre. “Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento”, ha commentato il presidente dell’associazione dei Presidi, Antonello Giannelli.

Nella raccomandazione del Consiglio dei ministri dell’Istruzione dei 27 Paesi membri non si guarda solo all’emergenza, ma anche a come sfruttare i nuovi strumenti didattici a cui si è dovuti ricorrere durante la pandemia per garantire una maggior inclusione scolastica e migliorare i sistemi di apprendimento e l’ambiente scolastico.

“Incoraggio tutti noi a valutare come possiamo dotare la nostra istruzione di strumenti migliori per il futuro, integrando ambienti di insegnamento e strumenti di apprendimento diversi, quali l’apprendimento in presenza e l’apprendimento digitale”, ha aggiunto la ministra slovena.

Il documento raccomanda agli Stati membri di sostenere i discenti per rimediare alla perdita di apprendimento causata dalla parziale chiusura delle scuole e per promuovere lo sviluppo delle loro abilità e competenze digitali (e quelle delle loro famiglie).

“Favorire lo sviluppo delle competenze è uno degli obiettivi di uno spazio educativo europeo che sia in grado di sfruttare tutto il potenziale dell’istruzione e della cultura come motori per l’occupazione, l’equità sociale, la cittadinanza attiva e un mezzo per sperimentare l’identità europea in tutta la sua diversità”, si legge nella raccomandazione. “La risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea in istruzione e formazione verso lo spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) stabilisce, come obiettivo principale della cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione, il sostegno all’ulteriore sviluppo dei sistemi d’istruzione e di formazione negli Stati membri”, prosegue il documento.

La raccomandazione propone inoltre agli Stati membri di inserire approcci di apprendimento integrato nella formazione per docenti e nei loro programmi di formazione professionale continua, investire nella connettività internet ad alta velocità degli ambienti di apprendimento in presenza e a distanza, e sfruttare a pieno i fondi e le competenze dell’Ue per le riforme e gli investimenti in infrastrutture, strumenti e pedagogia.

I ministri hanno poi adottato una risoluzione sull’Agenda europea per l’apprendimento degli adulti fino al 2030 che mira a creare condizioni per aiutare i cittadini ad acquisire il giusto insieme di conoscenze, abilità e competenze necessarie per essere pronti per il futuro.