Pfizer delocalizza in Romania e licenzia il 15% del personale in Belgio

[EPA-EFE/JUSTIN LANE]

Nel pieno dell’emergenza sanitaria, Pfizer ha annunciato che licenzierà il 15% del personale del suo centro di distribuzione a Zaventem, in Belgio, e che punta a trasferire parte della produzione in Romania, dove il costo del lavoro è molto più basso.

Il colosso farmaceutico americano ha prodotto insieme a BioNTech il primo vaccino autorizzato nell’Ue, mRNA BNT162b2 o Comirnaty.
Secondo le stime attuali, ammonterebbero a 15 miliardi di dollari le vendite nel 2021 sulla base degli accordi attuali. Anche se la cifra potrebbe essere il doppio, a seconda del numero di dosi che verranno effettivamente consegnate quest’anno. Il quotidiano britannico The Guardian riporta che Carter Gould, analista di Barclays, prevede vendite per 21,5 miliardi di dollari nel 2021.

Per ogni doppia somministrazione del vaccino, Pfizer incassa circa 39 dollari negli USA e circa 30 dollari nell’UE. Sono già state ordinate circa 780 milioni di dosi, di cui 200 milioni di dosi dagli Stati Uniti e 300 milioni di dosi dalla Commissione europea per i 27 Paesi membri. Ma un guadagno cospicuo, almeno per i dirigenti d’azienda, c’era già stato al momento dell’annuncio sulll’efficacia al 90% del vaccino nel novembre 2020: le borse avevano fatto volare il titolo e con la vendita del 62% del suo pacchetto azionario il CEO di Pfizer da solo aveva guadagnato in un giorno milioni di dollari.

In questo contesto, che non si può definire di difficoltà economica, è arrivato l’annuncio del licenziamento di 38 dei 238 lavoratori nello stabilimento fiammingo di Zaventem, come parte del piano complessivo di trasferimento della produzione in Romania.
Pfizer attualmente ha quattro siti di produzione in Belgio: a Puurs, Bruxelles, Zaventem e Anderlecht. Quello di Puurs è il secondo stabilimento di produzione più grande al mondo di Pfizer ed era diventato improvvisamente famoso perché il 15 gennaio 2021 l’azienda aveva informato l’Unione europea dei ritardi nelle consegne proprio a causa dei lavori di ampliamento dello stabilimento.

Durissima la reazione dei sindacati: “Il personale ha lavorato con turni doppi per l’azienda negli ultimi mesi per la produzione del vaccino contro il Covid-19. Procedere ora con i licenziamenti collettivi è uno schiaffo a tutti i dipendenti che contribuiscono al successo di Pfizer e mantengono la produzione in pista”, ha detto Bart Deceukelier, del sindacato ACV.
Sulla vicenda è intervenuta duramente l’eurodeputata pentastellata Daniela Rondinelli che in una nota ha invitato le istituzioni europee ad alzare la voce rispetto ai comportamenti delle multinazionali farmaceutiche, dicendo che “È il momento di rispondere all’arroganza di questi Signori”.

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