Coronavirus in Europa: Francia divisa in due zone, in Germania tornano a salire i contagi

Un bar in Pamplona, Navarra, Spagna, 11 May 2020. [EPA-EFE/JESUS DIGES]

Il Regno Unito è il primo Paese in Europa per numero di morti. La Francia ha raggiunto la Spagna per numero di decessi. In Grecia il prezzo delle mascherine è aumentato dell’800% in tre mesi.

Secondo i dati del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University nel mondo sono confermati oltre 4 milioni di contagi da Covid-19 e oltre 280 mila morti. I numeri si riferiscono ai casi ufficialmente diagnosticati e dunque, come ormai abbiamo imparato, si tratta di stime che non corrispondono ai dati reali. Questi ultimi infatti includono oltre all’imprecisato numero di asintomatici che non sanno di essere stati contagiati, anche tutti coloro che non sono stati sottoposti a tampone.  

Secondo i dati che ritroviamo sul sito dell’OMS il numero di casi in Europa e in America ormai è equivalente e corrisponde ad oltre un milione e settecentomila casi confermati.

Nel Regno Unito ormai il numero di morti è superiore ai casi ufficiali di decesso in Italia e anche in Francia la situazione è peggiorata drasticamente, arrivando ai numeri spagnoli per quel che riguarda i decessi. 

Vediamo brevemente la situazione nel nostro continente. Per una mappatura completa leggete qui.

Regno Unito: La Regina Elisabetta resterà nel castello di Windsor fino all’autunno e sarà la più lunga assenza della sovrana nei suoi 68 anni di regno. Il primo ministro britannico Boris Johnson in un discorso televisivo alla nazione domenica 10 maggio sera ha annunciato che dal 1° giugno, il Regno Unito punta alla riapertura graduale di negozi e scuole, a partire dagli studenti più giovani.

Le persone che arriveranno nel Regno Unito in aereo saranno sottoposte a quarantena e le aziende britanniche sono state incoraggiate a scaglionare l’orario di lavoro dei dipendenti come parte dell’eliminazione graduale del lockdown. Particolarmente significativo è anche il fatto che sia cambiato il messaggio ufficiale del Governo da “stay at home, save lives” a un più blando “stay alert.”

Finlandia: Lunedì 4 maggio il governo finlandese ha presentato un piano molto cauto su come riaprire la società, che gli economisti avevano sperato fosse più coraggioso. Il Primo Ministro Sanna Marin ha illustrato la nuova strategia del Paese ponendo enfasi sulla necessità di intensificare i test.

Svezia: Domenica 10 maggio in Svezia sono stati diagnosticati 26.322 casi di coronavirus. Il numero di morti è di 3.225. Il Paese ha iniziato a tracciare la diffusione del coronavirus utilizzando dati anonimi degli smartphone per mappare il modo in cui il virus si diffonde. Le informazioni raccolte saranno utilizzate per analizzare l’effetto delle restrizioni e per le decisioni future. Il numero di morti in Svezia è più alto rispetto agli altri Paesi nordici ma il paese sta utilizzando una strategia molto diversa rispetto agli altri Paesi europei: l’approccio del governo è basato sulle raccomandazioni piuttosto che su ordini e misure forzate. Ai cittadini viene chiesto di agire in modo responsabile, di mantenere una sana distanza l’uno dall’altro e di lavorare da casa, se possibile. È l’unico paese europeo in cui le scuole rimangono aperte e i negozi e i ristoranti funzionano normalmente, ma si raccomanda di osservare le misure di allontanamento.

Germania: Durante il fine settimana, migliaia di persone hanno protestato contro le restrizioni del coronavirus nelle principali città della Germania, accusando politici ed esperti di allarmismo e di calpestare i diritti fondamentali dei cittadini. Questo nonostante il recente allentamento delle misure annunciate dalla Cancelliera Angela Merkel la scorsa settimana. Si prevede la riapertura di tutti i negozi, indipendentemente dalle dimensioni. Nel Paese è stata però registrata una ripresa delle infezioni con l’indice di contagio R0 salito a 1.10, il che significa che ogni persona può contagiarne in media più di un’altra.

Francia: giovedì 7 maggio il governo francese ha rivelato il suo piano di allentamento delle misure restrittive, al via dall’11 maggio: si prevede di dividere il Paese in due zone,  una zona rossa che dovrà attenersi a misure più severe, e una zona verde che avrà le misure più rilassate. Il prodotto interno lordo (PIL) è sceso del 5,8% nel primo trimestre del 2020 e la Francia è entrata ufficialmente in recessione. 

Spagna: Nell’ambito della fase di allentamento delle restrizioni, le piccole imprese e i parrucchieri sono stati autorizzati ad aprire le loro porte per la prima volta il lunedì, dopo la dichiarazione dello stato di allarme del 14 marzo. Le maschere protettive per il viso sono ora obbligatorie nei trasporti pubblici.

Grecia: Mentre l’uso delle maschere è obbligatorio sui mezzi pubblici, il prezzo delle maschere ha visto un aumento dell’800% negli ultimi tre mesi e, a differenza di quanto avvenuto in altri paesi dell’UE, lo Stato non ha regalato maschere ai suoi cittadini. Nel frattempo, il governo greco sta lavorando a una serie di misure per sostenere il settore del turismo greco e salvare la stagione estiva. La situazione è particolarmente problematica nei campi dove sono ospitati i profughi e dove le misure sanitarie non sono sufficienti. 

Polonia: Lunedì 4 aprile la Polonia ha attuato la seconda fase dell’abolizione delle restrizioni del lockdown, che comprendeva l’apertura di centri commerciali e hotel e l’apertura parziale di istituzioni culturali. Le elezioni presidenziali polacche previste per mezzo postale domenica 10 maggio sono state rinviate. Questo dopo che la Corte suprema polacca aveva ritenuto la modifica della legge elettorale proposta incompatibile con la Costituzione e con i diritti elettorali fondamentali.

Ungheria: Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, dopo aver assunto i pieni poteri, ha inviato una lettera ai presidenti dei partiti membri del gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), in cui accusa i suoi avversari politici di diffondere notizie false sulla legge ungherese sul coronavirus, legge che gli permette di governare per decreto senza limiti di tempo. Ad eccezione di Budapest e dei suoi dintorni, i negozi, le spiagge, così come le aree all’aperto di caffè e ristoranti hanno potuto riaprire a partire da venerdì 1° maggio.

Romania: le restrizioni saranno eliminate per gradi, e alcune potranno essere reintrodotte se il numero di casi aumentasse di nuovo. Il presidente rumeno Klaus Iohannis ha avvertito che la vita non tornerà alla normalità dopo la fine dell’isolamento il 15 maggio. Nonostante l’abolizione di alcune restrizioni, gli studenti non torneranno nelle scuole, con poche eccezioni. Solo gli studenti degli ultimi anni dovranno tornare a giugno, per due settimane, per prepararsi agli esami, non più di dieci per classe.