Nasce Hera: cos’è e come interverrà l’autorità europea per le emergenze sanitarie

La commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides. [EPA-EFE/JOHN THYS]

L’Authority opererà come centro unico d’acquisto per vaccini e medicinali. Sarà pienamente operativa entro il 2022 e avrà un budget di 6 miliardi di euro.

La Commissione Ue, come anticipato dalla presidente Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, ha deciso di creare di un’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. La Health emergency and preparedness response authority (Hera), presentata giovedì 16 settembre, sarà la gemella dell’americana Barda, l’agenzia biomedica di ricerca e sviluppo avanzati creata nel 2006 dagli Stati Uniti per affrontare le minacce per la salute pubblica, e avrà il compito di anticipare le minacce e le potenziali crisi sanitarie. In caso di emergenza, funzionerà come centro unico di acquisto, assicurando lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di medicinali, vaccini, e materiale sanitario, come ad esempio guanti e mascherine. L’obiettivo è colmare le lacune nella risposta alle emergenze, emerse con forza durante la prima ondata della pandemia di Covid-19.

L’Hera non sarà un’agenzia dell’Ue come il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) o l’Agenzia europea dei medicinali (EMA), ma piuttosto “una struttura all’interno della Commissione europea”. Come tale, “beneficerà dell’intera gamma di strumenti finanziari, normativi, tecnici e organizzativi e delle competenze disponibili alla Commissione, fin dall’inizio”, spiega l’esecutivo Ue

Come opererà Hera

Hera sarà pienamente operativa entro il 2022 e avrà un budget di 6 miliardi di euro dal bilancio Ue per il periodo 2022-2027. Prima di una crisi sanitaria, nella “fase di preparazione”, collaborerà strettamente con altre agenzie sanitarie nazionali e dell’Ue, con l’industria e con i partner internazionali. L’Authority si occuperà di valutare l’entità delle minacce, di raccogliere informazioni ed elaborare modelli per prevedere un’epidemia.

L’autorità sosterrà la ricerca e l’innovazione per lo sviluppo di nuove contromisure mediche, anche attraverso reti e piattaforme di sperimentazione clinica a livello dell’Unione per la condivisione rapida dei dati. Sulla base del lavoro svolto dalla task force per l’aumento della produzione industriale di vaccini contro il Covid, Hera avvierà un dialogo con l’industria del farmaco e svilupperà una strategia a lungo termine per la capacità produttiva. Lo scopo è garantire gli approvvigionamenti e affrontare le sfide connesse alla loro disponibilità e distribuzione, aumentando la capacità di stoccaggio per evitare le carenze e strozzature nella logistica che si sono verificate durante il lockdown.

Durante la fase di emergenza, invece Hera potrà attivare una serie di misure straordinarie, ricorrendo a un processo decisionale più breve, sotto la guida di un consiglio di crisi sanitaria. Attiverà finanziamenti di emergenza e avvierà meccanismi per il monitoraggio, lo sviluppo di nuovi prodotti mirati, le procedure di acquisizione e l’acquisto di contromisure mediche e di materie prime. Nella fase di emergenza gli Stati membri fanno parte del Crisis Board insieme al presidente della Commissione europea, al commissario per la Salute e la sicurezza alimentare e, se del caso, ad altri membri della Commissione. Saranno gli Stati membri attraverso il consiglio ad attivare i poteri di emergenza su proposta della Commissione europea. Il Parlamento europeo designerà un osservatore nel consiglio. Gli Stati membri, riuniti nel Consiglio europeo, dovranno discutere e adottare la proposta di regolamento del consiglio di crisi relativa alle misure da mettere in campo qualora si verifichi una crisi sanitaria a livello europeo.