Medicina anti-Covid: l’Ue firma contratto per mezzo milione di cicli di trattamento

Illustrazione - Un operatore medico controlla una fiala del farmaco antivirale Remdesivir per i pazienti infettati dal coronavirus SARS-CoV-2 presso l'ospedale universitario di Essen, Germania, 03 luglio 2020. EPA-EFE/SASCHA STEINBACH

L’imponente fornitura segue la stipula con la società farmaceutica Gilead che produce il  medicinale Remdesivir. La Commissaria alla salute Kyriakides: “Con la solidarietà europea siamo più forti”

La Commissione europea ha firmato un contratto di approvvigionamento congiunto per una fornitura di 500.000 cicli di trattamento di Remdesivir (marchio Veklury), medicinale della società farmaceutica Gilead, con possibilità di aumento rispetto alle unità stabilite nell’accordo.

Così annuncia la Commissione sul proprio sito web, dove si precisa che all’accordo partecipano 36 firmatari, tra cui tutti i paesi dell’Ue, i paesi dello Spazio economico europeo (See) Norvegia e Islanda, il Regno Unito, nonché sei paesi candidati e potenziali candidati (Albania, Repubblica della Macedonia settentrionale, Montenegro, Serbia, Kosovo e Bosnia-Erzegovina). Tutte le nazioni partecipanti possono ora effettuare ordini diretti per l’acquisto di Veklury. Si tratta ad oggi dell’unico farmaco con un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata nell’Unione europea per il trattamento dei pazienti Covid-19 che necessitano di ossigeno.

“Non lasciamo nulla di intentato nei nostri sforzi per garantire che siano disponibili terapie sicure ed efficienti contro Covid-19”, ha affermato Stella Kyriakides, commissaria per la salute e la sicurezza alimentare. “Attraverso i nostri acquisti congiunti dell’Ue – ha proseguito -, stiamo dando ai Paesi di tutta Europa la possibilità di unire le forze e ottenere l’accesso ad attrezzature e medicinali di vitale importanza. Siamo sempre più forti insieme, e questa è la solidarietà europea in azione contro Covid-19”.

Un messaggio, quello di Stella Kyriakides, che evidenzia come nella fase in cui la pandemia sta tornando a colpire in misura pesante e preoccupante, ma con evidenti sperequazioni tra Paesi ed aree del mondo, essa porta con sé un profondo mutamento dei rapporti tra i 27 Stati membri dell’Ue e le Istituzioni Europee, che rappresenta un forte salto di qualità e una nuova percezione dell’Unione europea, nonché del processo di integrazione, certo con un percorso non privo di notevoli complessità.

La firma fa seguito al contratto precedentemente stipulato con Gilead per garantire 33.380 cicli di trattamento di Veklury, che da agosto sono distribuiti in tutta l’Ue e nel Regno Unito. Questo contratto è stato finanziato dall’Esi (lo strumento di sostegno alle emergenze della Commissione) per un valore totale di 70 milioni di euro.

I corsi di trattamento acquistati con i finanziamenti dell’Esi hanno contribuito a coprire le necessità immediate da agosto a ottobre per garantire che i pazienti critici ricevano le cure. I farmaci sono stati erogati in diverse rate. Il contratto di approvvigionamento congiunto garantirà ora che i paesi continueranno ad avere una fornitura ininterrotta di Veklury se decideranno di acquistare il prodotto.

Ma dalla Commissione fanno sapere che altre procedure di appalto congiunte sono state avviate, come quella del 28 settembre relativa alla fornitura di attrezzature mediche per la vaccinazione Covid-19, che include 27 tipi di attrezzature raggruppate in sei categorie: portatori di vaccini, contenitori per i rifiuti, dispositivi per l’iniezione, disinfettanti, dispositivi di protezione individuale e materiali di consumo per anestetici.

È inoltre in fase di finalizzazione l’approvvigionamento congiunto per medicinali essenziali necessari alle unità di terapia intensiva, che i Paesi possono iniziare ad ordinare nei prossimi giorni. “Il processo – dicono sempre dalla Commissione – è relativo ai medicinali per la terapia intensiva in sei settori (analgesici, antibiotici, miorilassanti, anestetici, rianimazione, altri)”.

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