Malattie respiratorie, dai medici un appello ai governi per ridurre l’inquinamento dell’aria

Auto in coda davanti alla porta di Brandeburgo, a Berlino. [EPA-EFE/FILIP SINGER]

Esperti di sanità e associazioni di rappresentanti dei pazienti hanno pubblicato, mercoledì 22 settembre, una dichiarazione congiunta in cui esortano i governi del mondo ad attuare senza indugio politiche ambiziose per la pulizia dell’aria, al fine di proteggere la salute dei cittadini.

La dichiarazione redatta della European Respiratory Society (ERS) – un’associazione che riunisce oltre 35 mila medici di tutto il modo specializzati in malattie respiratorie – assieme a oltre 80 altri partner evidenzia il loro sostegno alle Linee guida sulla qualità dell’aria (AQG) 2021, recentemente pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che secondo gli esperti sanitari dovrebbero essere utilizzate come guida per un’efficace qualità dell’aria e per le politiche di riduzione delle emissioni.

Secondo la professoressa di epidemiologia ambientale dell’università di Copenaghen Zorana J. Andersen, presidente dell’ Environment and Health Committee di ERS, “l’inquinamento atmosferico rappresenta un grande rischio per la salute umana; è collegato alle principali malattie polmonari e cardiache”, e studi recenti “indicano effetti dannosi su gravidanza, sviluppo cognitivo nei bambini, demenza e salute mentale, nonché un aumentato rischio di morte per COVID-19”.

Più del 95% della popolazione mondiale, ha continuato Andersen, “è esposta ogni giorno a livelli pericolosi di inquinamento atmosferico”, che è “al quarto posto tra i principali fattori di rischio per le malattie e la mortalità globali”, mentre il costo economico dei suoi effetti sulla salute è stimato in 4,3 trilioni di euro nel 2013.

Nella dichiarazione si evidenzia come le Linee guida dell’OMS mostrino che non esiste un livello sicuro di inquinamento atmosferico, visto che gli studi hanno dimostrato la possibilità di danni alla salute umana anche ai più bassi livelli osservabili di esposizione.

Per questo, il documento esorta i responsabili politici a rivedere le leggi sulla qualità dell’aria per abbassare i valori limite per PM2,5 e NO2 e allinearli alle Linee guida dell’OMS; a combinare i limiti fissi con politiche vincolanti per una riduzione continua dei livelli medi di inquinamento in tutti i luoghi, e non solo nei punti più inquinati; e ad attuare, monitorare e applicare efficacemente politiche per l’aria pulita e per la neutralità climatica.

Ridurre l’inquinamento, secondo Andersen, “non solo porterà a enormi e immediati miglioramenti nella salute e nella qualità della vita di tutti i cittadini, ma aiuterà a ridurre i costi medici sostenuti dalla società per il trattamento delle malattie” a esso legate: “Inoltre, le politiche volte a ridurre l’inquinamento atmosferico ridurranno contemporaneamente le emissioni di gas serra e contribuiranno a mitigare le crisi dovute al cambiamento climatico”.

Le Linee guida dell’OMS, ha concluso la professoressa, “sottolineano l’importanza di ridurre le concentrazioni di inquinamento atmosferico a tutti i livelli”. ERS sollecita quindi  gli stati a utilizzarle “per migliorare la qualità dell’aria e le politiche di riduzione delle emissioni. Ora è il momento per i responsabili politici di lottare per una legislazione ambiziosa per garantire una popolazione, un ambiente e un pianeta più sani e resilienti”.