L’Ungheria ha ricevuto 6.000 dosi del vaccino russo anti-Covid

Casse del vaccino russo Sputnik V. [EPA-EFE/Juan Ignacio Roncoroni]

L’Ungheria ha confermato la ricezione di 6.000 dosi del controverso vaccino russo contro il coronavirus lunedì (28 dicembre). Budapest continua quindi nella sua politica di vaccinazione anticonformista.

“6.000 dosi di vaccino russo hanno attraversato il confine dell’Ungheria con la Slovacchia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó in un messaggio video su Facebook.

Il carico è stato portato a Budapest per essere analizzato dagli esperti ungheresi, che dovranno decidere come utilizzarlo. Il ministro non ha fornito ulteriori dettagli sul potenziale lancio del vaccino.

L’annuncio arriva in seguito al V-Day europeo del 27 dicembre, anche se l’Ungheria ha iniziato la campagna di vaccinazione un giorno prima, appena dopo aver ricevuto la prima consegna di vaccino prodotto in Belgio da Pfizer-BioNTech.

Questa scelta di Budapest, che spesso si è trovata in disaccordo con Bruxelles nell’ultimo periodo anche a causa delle accuse di regresso democratico, l’ha vista dunque non allineata all’approccio coordinato dell’Ue che ha visto iniziare le vaccinazioni nella maggior parte dei 27 Stati membri lo stesso giorno.

Il mese scorso Szijjártó aveva dichiarato che l’Ungheria era stato il primo Paese europeo a ricevere campioni per l’analisi del vaccino russo contro il Covid-19, Sputnik V, mentre medici ed esperti ungheresi hanno visitato la Russia per studiarne la produzione.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), incaricata di supervisionare l’approvazione del vaccino nell’Ue prima che possa essere commercializzato, non ha ancora valutato il farmaco russo, che secondo Mosca ha dimostrato un’efficacia del 95% negli esperimenti.

Ma gli esperti occidentali e russi hanno sollevato preoccupazioni per la sua gestazione accelerata e i critici lo hanno descritto come uno strumento per rafforzare l’influenza geopolitica della Russia.

Secondo Budapest, l’anno prossimo saranno possibili consegne su larga scala e potenzialmente una produzione di massa da parte di un’azienda ungherese, se il vaccino russo si dimostrerà sicuro ed efficace.

“L’Ungheria è aperta a tutti gli sviluppi di successo dei vaccini nel mondo”, ha detto lunedì Szijjártó.

“Stiamo facendo del nostro meglio per portare in Ungheria il più velocemente possibile tutti i vaccini efficaci, siano essi creati in Occidente o in Oriente”, ha detto.