Lotta al cancro, l’Ue punta a ridurre la promozione del consumo di carne rossa

La Commissione europea ha speso 138,7 milioni di euro per la promozione dei prodotti a base di carne rossa tra il 2016 e il 2019. [SHUTTERSTOCK/MONTICELLO]

Già nelle scorse settimane erano stati rivelati dettagli della strategia europea per combattere il cancro che mira, tra le altre cose, a eliminare gradualmente l’incentivazione al consumo di cibi a rischio, come le carni rosse e lavorate.

Il testo definitivo approvato mercoledì 3 febbraio ha attenuato questi riferimenti alla carne, dichiarando semplicemente di voler contribuire a una dieta maggiormente basata sulle piante e meno sui cibi a rischio.

La politica di promozione dei prodotti agroalimentari dell’Ue è stata stabilita in un regolamento del 2014 e consiste in campagne volte a migliorare la competitività del settore agricolo europeo sia nel mercato unico che nei paesi terzi.

Questa politica promozionale è attualmente in fase di revisione e la consultazione pubblica con le parti interessate è stata lanciata alla fine di gennaio. La Commissione dovrebbe presentare una proposta di revisione dell’attuale schema nel quarto trimestre del 2021.

Le campagne di promozione della carne e dei suoi sottoprodotti costituiscono una parte significativa di questi programmi, con 138,7 milioni di euro spesi tra il 2016 e il 2019, ovvero il 24% dell’esborso totale per la politica di promozione dell’Ue.

La Commissione europea è stata recentemente criticata per aver sostenuto il consumo di prodotti a base di carne attraverso questa politica promozionale, mentre incentivava uno spostamento verso diete più vegetali nella strategia Farm to Fork (F2F).

Alcune Ong e gli europarlamentari dei Verdi hanno evidenziato il fatto che alcune di queste campagne stiano rasentando la pubblicità aperta del consumo di carne. Non è la prima volta che la Commissione cambia rotta sull’argomento, che è diventato particolarmente sensibile nell’agenda dell’Ue.

Lotta al cancro, Bruxelles vuole un'Europa "senza tabacco" entro il 2040

Per raggiungere questo obiettivo la Commissione intende rivedere la Direttiva sui prodotti del tabacco, quella sulle accise e la Raccomandazione del Consiglio relativa agli ambienti senza fumo.

Nel piano di lotta contro il cancro, il cui lancio è previsto per febbraio, …

Riguardo l’ultimo cambiamento nella strategia contro il cancro, la commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides ha negato che sia stato fatto un passo indietro, sostenendo che la Commissione non ha abbandonato il riferimento alla carne e ha continuato a sostenere le diete sane.

“Sappiamo come il consumo di carne rossa può avere un impatto sulla salute e sul cancro e questo nel piano si trova”, ha detto.

La Commissione fa riferimento alla valutazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), un organismo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che afferma che il consumo di carne rossa è probabilmente cancerogeno per gli esseri umani, mentre il consumo di carne lavorata può causare il cancro del colon-retto.

Questa valutazione è stata criticata da altri ricercatori e anche dagli stessi esperti della Iarc e rimane una questione aperta nel dibattito scientifico.

Le Ong ambientaliste e l’associazione dei consumatori Beuc hanno accolto con favore la rinnovata spinta a promuovere diete ricche di piante, ma hanno accusato la Commissione di aver  la sua proposta iniziale di eliminare gradualmente la pubblicità della carne dell’Ue.

“Che senso hanno i piani dell’Ue per sconfiggere il cancro o affrontare il cambiamento climatico se si continua a promuovere alimenti come la carne che peggiorano questi problemi?” ha commentato Sini Eräjää, attivista di Greenpeace per l’agricoltura nell’Ue.

Contattato da EURACTIV, il coordinatore dell’agricoltura per il Partito Popolare Europeo (Ppe), Herbert Dorfmann, non è d’accordo con queste limitazioni per la promozione della carne, che considera puramente ideologiche.

“Il regolamento di promozione è destinato principalmente a sostenere gli agricoltori e a creare mercati per i prodotti agricoli in Europa e all’estero”, ha detto a EURACTIV.

Dorfmann ha detto che i prodotti a base di carne fanno parte del patrimonio europeo e sono legati alla conservazione del paesaggio. “Cosa faremo con i pascoli stabili? Se non c’è produzione di carne e di latte, diventano inutili”, ha dichiarato.

Nutri-score, sette Paesi Ue si oppongono all'etichetta a semaforo per il cibo

Il sistema di etichettatura degli alimenti continua a dividere gli Stati europei. Il fronte dei contrati è capitanato dall’Italia che si oppone a uno schema che attribuirebbe il bollino rosso a molti prodotti della dieta mediterranea dall’olio al parmigiano reggiano.

Lunedì …

Etichette alimentari

In questi giorni l’Ue sta lavorando anche per migliorare l’etichettatura dei prodotti alimentari, un argomento che ha generato discussioni negli ultimi mesi, coinvolgendo anche l’Italia, che si è sempre dichiarata contraria al sistema a semaforo.

L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) è stata interpellata dalla Commissione europea per supportare lo sviluppo di un sistema europeo per evidenziare i valori nutritivi dei prodotti sull’etichetta e restringere, perciò, la promozione di prodotti che contengono elevate quantità di grassi, sale o zuccheri.

Il parere richiesto identificherà gli elementi nutritivi fondamentali per la popolazione europea, oltre ai tipi di cibi che hanno un ruolo importante nelle diete. L’Efsa offrirà anche il suo punto di vista sul modo di scegliere i componenti dei cibi per compilare la tabella degli elementi nutritivi.

Questo parere andrà a contribuire alla proposta della Commissione di un metodo univoco di identificazione sulle etichette alimentari, proposto nella strategia Farm to Fork e destinato a essere introdotto entro il 2022. Non è ancora chiaro quale sarà la formula utilizzata, data l’opposizione di diversi Paesi (tra cui l’Italia) al sistema Nutriscore, il cosiddetto ‘semaforo’ che divide in cibi in categorie di colore.

La strategia intende anche affrontare il problema dellla definizione dei prodotti naturali e salutari, una questione sempre più importante per i consumatori. Recentemente, un report di Safe Food Advocacy Europe (Safe) ha evidenziato come molti prodotti che si definiscono ‘naturali’ contengono in realtà sostanze sintetiche come gli aromi. Il gruppo chiede una maggiore chiarezza sulla definizione di ‘prodotto naturale’, sostenendo che queste etichette sono ingannevoli per i consumatori.