L’incognita del vaccino russo tra chi lo vuole subito e chi esprime cautela

Scatole di vaccini Sputnik V vengono scaricate da un camion in un magazzino di Hungaropharma. A Budapest, Ungheria, dopo una spedizione di 280 mila dosi del vaccino russo. EPA-EFE/Zoltan Mathe

L’invito a non concedere approvazioni nazionali frettolose per il vaccino russo COVID-19 Sputnik V arriva direttamente della Presidente del consiglio di amministrazione dell’EMA, Christa Wirthumer-Hoche. Mentre la Camera di Commercio italo-russa annuncia l’avvio della produzione in Italia.

Con il problema delle forniture di vaccini che scarseggiano e con l’esigenza di procedere rapidamente con la campagna vaccinale in tutta UE, tre Paesi europei (Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) si sono già rivolti al vaccino russo Sputnik e anche negli Paesi le pressioni in questo senso aumentano. Sono soprattutto Austria e Danimarca a guardare con crescente interesse al vaccino russo ma anche in Italia, per tutto il weekend, radio e televisioni hanno rimbalzato la notizia dell’apertura del Ministro Speranza a Sputnik V nei prossimi mesi.
Altri Paesi, invece, Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia su tutti, sono dell’idea opposta e tentano di frenare un eventuale via libera da parte dell’UE, preoccupati dal significato “geopolitico” dell’operazione di Putin.

L’altolà arriva da Christa Wirthumer-Hoche, Presidente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia Europea del Farmaco che ha da pochi giorni avviato la procedura della Rolling review proprio per il vaccino russo.
“Abbiamo bisogno di documenti da poter esaminare. Inoltre, al momento non abbiamo dati… sulle persone vaccinate. È un’incognita. Ecco perché consiglio urgentemente di non dare un’autorizzazione in nome dell’emergenza nazionale”, ha detto la Wirthumer-Hoche in un talk show austriaco.

Sputnik V, l'Ema avvia la revisione dei dati per il vaccino russo

L’Agenzia europea dei medicinali ha annunciato l’avvio di quella che si chiama rolling review del vaccino russo Sputnik V. In attesa della richiesta formale per la valutazione del vaccino russo, passaggio obbligato per poter dare qualsiasi autorizzazione, l’Ema può accelerare …

Si tratta di un invito alla prudenza e alla cautela, semplicemente perchè bisogna studiare con attenzione i dati, così come si è fatto per gli altri tre vaccini già autorizzati nel territorio dell’UE: Moderna, Pfizer e AstraZeneca. Il fatto che tra l’altro l’EMA abbia attivato la rolling review è un tassello importante proprio per accelerare i tempi dell’approvazione; già l’11 ad esempio è convocata una riunione straordinaria del il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA per esaminare e per valutare l’autorizzazione nell’UE del vaccino COVID-19 della Johnson & Johnson, già sottoposto allo stesso identico meccanismo di revisione. “Potremo avere lo Sputnik V sul mercato qui in futuro quando tutti i dati saranno stati rivisti”, ha spiegato Wirthumer-Hoche.

Oltre all’esigenza di controllare con attenzione tutti i dati, il problema infatti è che il vaccino «deve rispettare i criteri europei» sul controllo di qualità, sicurezza ed efficacia, soprattutto perchè si tratta di un vaccino prodotto al di fuori dell’UE e questo richiede un maggiore attenzione anche rispetto ai controlli negli stabilimenti di produzione.

Nel frattempo, è arrivato l’annuncio da parte della Camera di Commercio italo-russa presieduta da Vincenzo Trani, rispetto alla produzione di Sputnik in Italia: “nelle scorse ore l’amministratore delegato Kirill Dmitriev del Russian Direct Investment Fund (Rdif) ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda Adienne Pharma&Biotech per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino”. Un accordo per cui la produzione potrebbe partire già dal mese di luglio.