In Europa aumentano gli adolescenti con problemi di salute mentale

Un'adolescente da sola su un'altalena a Harinsart in Belgio, il 26 Aprile 2020. EPA-EFE/JULIEN WARNAND

È stato presentato un nuovo rapporto dello studio internazionale Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc), pubblicato dall’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa sui comportamenti sociali e sanitari dei giovani in età scolare di 11, 13 e 15 anni, provenienti da 45 Paesi. I risultati mostrano che il benessere mentale degli adolescenti è diminuito in molti Paesi nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018.

Il rapporto raccoglie ampi dati sulla salute fisica, le relazioni sociali e il benessere mentale di 227.441 ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni, provenienti da 45 paesi, Tra Europa e Canada. Fornisce quindi una base di riferimento rispetto alla quale gli studi futuri potranno misurare l’impatto di Covid-19 sulla vita dei giovani.
In questo caso infatti l’ultimo studio Hbsc, presenta i risultati che si riferiscono al periodo 2017/2018 e sarà studio successivo, che presenterà i risultati del 2021/2022, a riflettere in maniera dettagliata sull’impatto della pandemia sulla vita dei giovani.

I risultati di questo studio possono in ogni caso permettere di ipotizzare che la pandemia, le misure di lockdown e l’impossibilità di andare a scuola, avranno un impatto forte sulle situazioni più fragili. 

Questo commento del dottor Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa: “Il modo in cui rispondiamo a questo crescente problema sarà decisivo per molte generazioni. Investire nei giovani, ad esempio garantendo loro un facile accesso ai servizi di salute mentale adeguati alle loro esigenze, comporterà l’acquisto di un triplice dividendo: portare guadagni sanitari, sociali ed economici agli adolescenti di oggi, agli adulti di domani e alle generazioni future”.

In circa un terzo dei Paesi, il rapporto ha rivelato che l’esperienza scolastica peggiora con l’età, con il dato che esprime la soddisfazione scolastica e la percezione del sostegno degli adolescenti da parte degli insegnanti e dei compagni di classe in diminuzione con l’aumentare della pressione scolastica.

Lo studio esamina anche l’uso crescente della tecnologia digitale accanto al mutevole stato di benessere mentale tra i giovani. Chiaramente, la tecnologia può avere benefici positivi, ma può anche amplificare le vulnerabilità e introdurre nuove minacce, come il cyberbullismo, che colpisce in modo sproporzionato le ragazze. Più di 1 adolescente su 10 dichiara di aver subito cyberbullismo almeno una volta negli ultimi due mesi.

Nel contesto della pandemia, l’uso delle tecnologie informatiche rischia di amplificare questi problemi e soprattutto di cristallizzare le situazioni di fragilità psicologica per via dell’isolamento sociale e delle diverse condizioni di accesso ai servizi informatici per poter mantenere, anche se virtualmente, la rete sociale. 

“L’ampia gamma di questioni trattate dallo studio Hbsc fornisce importanti spunti di riflessione sulla vita degli adolescenti oggi e dovrebbe anche fornirci una base utile per misurare l’impatto della Covid-19 sull’adolescenza quando i risultati del prossimo studio emergeranno nel 2022”, ha detto Martin Weber, programme manager per la salute dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ufficio regionale Oms per l’Europa.

In ogni caso, i dati sono preoccupanti e presentano un quadro in costante peggioramento, che dovrebbe essere preso seriamente in considerazione rispetto alla definizione di azioni mirate a sostegno degli adolescenti europei.