La Romania respinge la proposta greca di un certificato di vaccinazione

Il presidente rumeno Klaus Iohannis. [EPA-EFE/BOGDAN CRISTEL]

Il presidente rumeno Klaus Iohannis ha respinto la proposta del primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis di ottenere un certificato di vaccinazione COVID-19 per i viaggi in tutta l’UE, affermando che “non è bene dividere l’Europa in due”.

“Non credo sia una buona idea. Ci deve essere un certificato di vaccinazione, ma deve essere usato per ragioni mediche, non per i viaggi”, ha detto Iohannis, considerato uno stretto alleato della cancelliera tedesca Angela Merkel.

“Sono dati importanti per il medico di famiglia o per chi si occupa di qualcuno in caso di emergenza. Tuttavia, usare questi certificati per dividere in due la popolazione europea non mi sembra una buona cosa”, ha detto Iohannis.

All’inizio di questa settimana, Mitsotakis ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, proponendo di utilizzare i certificati di vaccinazione per le persone che viaggiano.

“Anche se non renderemo la vaccinazione obbligatoria o un prerequisito per il viaggio, le persone che sono state vaccinate dovrebbero essere libere di viaggiare”, ha affermato il leader greco del centro-destra.

“Questo sarà anche un incentivo positivo per garantire che i cittadini siano incoraggiati a sottoporsi alla vaccinazione, che è l’unico modo per garantire il ritorno alla normalità”, ha aggiunto.

Atene vede la prossima stagione turistica come una fonte vitale di entrate di cui c’è un gran bisogno, considerando che le misure di lockdown di quest’anno hanno inferto un duro colpo all’economia del paese.

L’argomento potrebbe essere discusso in videoconferenza il 21 gennaio, ma è possibile che anche altri leader dell’UE, oltre a Iohannis, esprimano le loro preoccupazioni riguardo a una tale iniziativa.

La proposta di un certificato di vaccinazione è stata nel mirino della Commissione fin dalle prime fasi della pandemia. Inoltre, l’idea è stata già descritta nella strategia europea sui vaccini all’inizio di dicembre come un modo per monitorare da vicino i tassi di vaccinazione in tutta l’UE.

“Un approccio comune per ottenere certificati di vaccinazione attendibili, affidabili e verificabili in tutta l’UE rafforzerebbe la risposta sanitaria pubblica negli Stati membri e la fiducia dei cittadini nella campagna di vaccinazione”, si legge nella strategia europea.

EURACTIV è stata informata del fatto che la Commissione europea sta lavorando per presentare presto delle linee guida sui certificati di vaccinazione e, in particolare, sulla loro “interoperabilità”, affinché che possano essere utilizzati e riconosciuti in tutto il blocco.