La Commissione annuncia un pacchetto di prestiti di 3 miliardi di euro per i Paesi vicini

La sede della Commissione europea a Bruxelles. [Alexandros Michailidis/Shutterstock]

La Commissione europea ha annunciato mercoledì 22 aprile un pacchetto di prestiti di 3 miliardi di euro per dieci Paesi del vicinato per limitare le ricadute economiche della pandemia nei Paesi vicini e anche in prospettiva dell’allargamento.

La cosiddetta “assistenza macrofinanziaria”, complementare al sostegno del Fondo Monetario Internazionale (FMI), sarà fornita sotto forma di prestiti molto favorevoli, volti a migliorare la stabilità macroeconomica dei Paesi, liberando risorse nazionali per proteggere i cittadini e mitigare le conseguenze socio-economiche del COVID-19.

Più di un terzo dei fondi proposti andrà all’Ucraina (1,2 miliardi di euro), mentre un altro 20% (600 milioni di euro) sarà destinato alla Tunisia.

Il FMI stima che l’Ucraina dovrà affrontare un fabbisogno complessivo di finanziamenti esterni pari a 12 miliardi di dollari nel 2020.

L’Ucraina è già pronta a ricevere un totale di 5 miliardi di dollari in prestito dal Fondo Monetario Internazionale, dall’UE e dalla Banca Mondiale, ma i restanti 7 miliardi di dollari “dovrebbero essere coperti da ulteriori finanziamenti ufficiali o da un prelievo di riserve internazionali ufficiali”, secondo la proposta della Commissione.

L’Ucraina sta attualmente cercando di ottenere un pacchetto di prestiti da 8 miliardi di dollari dal FMI, che però dovrebbe essere subordinato all’adozione di una legge bancaria che impedisca agli ex proprietari delle Banche di riacquistare i loro beni in seguito all’insolvenza.

“È importante sottolineare che il programma del FMI è sulla buona strada”, ha detto un portavoce della Commissione.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha definito il pacchetto “una somma senza precedenti di assistenza macrofinanziaria”.

“La decisione dell’UE è una decisione di solidarietà e dimostra anche che l’Ucraina ha fatto bene a fare la sua scelta europea”, ha scritto Zelenskiy su Twitter. “A friend in need is a friend indeed” che in italiano suona “Un amico nel bisogno è infatti un amico”.

Il resto dei fondi del pacchetto della Commissione sarà suddiviso tra Bosnia Erzegovina (250 milioni di euro), Giordania (200 milioni di euro), Albania (180 milioni di euro), Macedonia settentrionale (160 milioni di euro), Georgia (150 milioni di euro), Kosovo (100 milioni di euro), Repubblica di Moldavia (100 milioni di euro) e Montenegro (60 milioni di euro).

La Serbia, il più grande paese dei Balcani occidentali, non risulta tra i beneficiari in quanto avrebbe dovuto chiedere un’assistenza di liquidità d’emergenza al FMI.

“Le autorità serbe attualmente non vedono la necessità di assistenza finanziaria esterna, e quindi hanno deciso di non rivolgersi al FMI”, ha detto un portavoce a EURACTIV, sottolineando che “la Serbia è stata messa al corrente dai servizi della Commissione della possibilità” di assistenza.

La prima rata dei prestiti sarà disponibile non appena il Consiglio e il Parlamento approveranno la proposta, mentre la seconda rata sarà pronta per essere erogata dopo che i paesi partner avranno rispettato gli impegni di riforma, già nel quarto trimestre del 2020.

La Commissione prevede di definire “la politica economica e le condizioni finanziarie, concentrandosi sulle riforme strutturali e sulla solidità delle finanze pubbliche” in un memorandum d’intesa firmato separatamente con ciascun paese prima dell’erogazione della prima rata dei prestiti.

Questa misura si aggiunge al pacchetto di sostegno per i paesi africani e gli altri paesi partner colpiti dalla pandemia del coronavirus, annunciato all’inizio di questo mese.