Kyriakides: il piano europeo contro il cancro deve “rompere il silenzio” sui tumori femminili

La commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides. [EPA-EFE/JOHN THYS]

C’è una grande disuguaglianza di accesso ai servizi e ai trattamenti per i tumori che colpiscono le donne in tutta l’Ue, secondo la commissaria Ue alla Salute, che ha evidenziato il ruolo del piano europeo Beating Cancer nel colmare queste disparità.

Parlando durante un webinar giovedì (6 maggio), la commissaria per la Salute Stella Kyriakides ha affermato che c’è bisogno di “rompere il silenzio” e parlare apertamente dei tumori ginecologici. 

L’Ue, ha aggiunto, deve “assicurare che tutte le donne in tutti gli angoli dell’Ue, ottengano il sostegno, abbiano accesso allo screening e alla vaccinazione, alle informazioni e alle cure multidisciplinari che dovrebbero avere”.

Le sue speranze sono riposte nel piano europeo di lotta contro il cancro, che deve portare “un vero cambiamento”. “Questo è ciò che i cittadini europei si aspettano da noi. E credo anche che non abbiamo il diritto di deluderli. Abbiamo un’opportunità e dobbiamo coglierla”, ha detto Kyriakides.

Il piano europeo di lotta contro il cancro è stato lanciato nel 2020 per affrontare l’intero percorso della malattia, dalla prevenzione al trattamento, con l’obiettivo di uniformare l’accesso a cure, diagnosi e trattamenti di alta qualità in tutta l’Unione.

Disuguaglianze all’interno del blocco

Tuttavia, l’accesso alla diagnosi e al trattamento del cancro attualmente differisce ampiamente in tutta l’Ue. 

Antonella Cardone, direttrice della European Cancer Patient Coalition (ECPC), ha spiegato che i programmi di screening portano ad una notevole riduzione dell’incidenza e della mortalità, ma che “ci sono grandi disparità nello screening tra i diversi Stati membri dell’Ue”.

Questo significa che per molte donne la malattia non viene diagnosticata abbastanza presto, quando è ancora trattabile e “spesso curabile”.

La più alta incidenza tra tutti i tumori femminili è quella del cancro al seno, che rappresenta l’88% dei casi di tumore tra le donne. Ma l’accesso allo screening che aiuta la diagnosi precoce del cancro per i soggetti a rischio varia dal 6% al 90% tra gli Stati membri, mentre lo screening per il cancro al collo dell’utero per i soggetti a rischio varia dal 25% all’80% nell’Ue.

“Queste statistiche mostrano che la diagnosi precoce porta a un trattamento precoce e a una vita salvata. Mentre quella tardiva, spesso porta a una vita persa”, ha detto Kyriakides. Circa il 40% dei casi di tumore possono essere individuati e curati attraverso strategie efficaci di prevenzione del cancro. 

La commissaria ha aggiunto che il piano europeo di lotta contro il cancro “mira a offrire lo screening del cancro al seno al 90% delle persone che ne hanno diritto entro il 2025”. Oltre a questo, nuove linee guida europee per la diagnosi di screening del cancro al seno sono in fase di completamento e saranno rilasciate alla fine di giugno.

Prossimamente dovrebbero arrivare anche le linee guida sul cancro colorettale e cervicale, al fine di “portare a un migliore screening e una migliore diagnosi, una migliore informazione e consapevolezza per le donne e una migliore formazione per gli operatori sanitari”, ha detto Kyriakides.

Il percorso di cura, così come la diagnosi, è altrettanto disuguale tra gli Stati membri. Per esempio, i tassi di sopravvivenza dopo il trattamento di cura del cancro al seno variano del 20% tra i paesi dell’Ue. 

“Sono determinata a far sì che tutti i pazienti abbiano le stesse opportunità di cura, indipendentemente da dove vivono nell’Unione europea. Il piano di lotta al cancro mira a sostenere questo obiettivo”, ha detto Kyriakides, aggiungendo che  ai pazienti saranno offerti anche “programmi di consulenza psicologica, sociale, nutrizionale, sessuale e di riabilitazione”.

Occorre fare di più per affrontare i tumori che colpiscono le donne

Diagnosi e cura non sono le uniche parti del piano che si concentrano specificamente sulle donne. Al centro della strategia c’è anche il papilloma virus, che causa il cancro al collo dell’utero, il secondo tumore più comune tra le donne dai 15 ai 39 anni.

L’obiettivo, ha affermato Kyriakides, “è quello di eliminare il cancro della cervice uterina, causato dal papilloma virus umano, vaccinando almeno il 90% della popolazione target dell’Ue di ragazze entro il 2030″. 

Romana Jerković, eurodeputata socialista croata e membro dell’intergruppo sul cancro, ha detto che sebbene il cancro al collo dell’utero possa essere prevenuto con l’immunizzazione, “i tassi di vaccinazione contro il papilloma virus sono preoccupantemente bassi in alcuni paesi europei. È ora che gli Stati membri intensifichino i loro sforzi e assicurino che la propria popolazione target sia vaccinata”.

Kyriakides ha aggiunto che il piano si occupa anche delle “sfide affrontate dai sopravvissuti al cancro”. “Puntiamo a lanciare iniziative come la creazione di un centro digitale europeo virtuale per i pazienti di cancro. Questo favorirà lo scambio di dati sui pazienti e il monitoraggio delle condizioni di salute dei sopravvissuti”, ha detto. 

Jerković ha anche sottolineato l’importanza della digitalizzazione e di una migliore gestione dei dati. “Uno scambio migliore e più veloce dei dati e delle informazioni può essere un fattore salvavita nel trattamento di qualcuno”, ha detto, aggiungendo che la creazione di uno spazio europeo dei dati giocherà un ruolo enorme nell’accesso ai dati sanitari dei pazienti di cancro. 

Esra Urkmez, ex co-presidente della Rete europea dei gruppi di advocacy per il cancro ginecologico (ENGAGe), ha avvertito che, anche se il piano europeo Beating Cancer affronta bene le questioni, “è più facile a dirsi che a farsi”, sottolineando l’importanza di rimanere uniti “quando si tratta di tali obiettivi”. Al piano europeo di lotta contro il cancro saranno riservati 4 miliardi di euro di finanziamenti, tra cui 1,25 miliardi di euro dal futuro programma EU4Health.