Inquinamento, l’avvocato generale della Corte Ue: i cittadini possono citare in giudizio gli stati per danni alla salute

Parigi ha violato i limiti legali dell'UE per l'inquinamento da biossido di azoto tra il 2010 e il 2020. [EPA-EFE/ETIENNE LAURENT]

I cittadini dei paesi dell’Unione Europea potrebbero avere la possibilità di citare in giudizio i loro governi per chiedere un risarcimento pecuniario nel caso in cui i livelli illegali di inquinamento atmosferico danneggiassero la loro salute, ha affermato giovedì 5 maggio uno degli avvocati generali della Corte suprema europea.

Il parere dell’avvocato generale Juliane Kokott segue una serie di sentenze della Corte di giustizia dell’UE di Lussemburgo degli ultimi anni, che hanno giudicato colpevoli di inquinamento atmosferico illegale circa 10 paesi dell’UE tra cui Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Romania e Bulgaria.

L’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 300.000 morti premature all’anno in Europa, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente.

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“Una violazione dei valori limite per la protezione della qualità dell’aria ai sensi del diritto dell’UE può dare diritto a un risarcimento da parte dello Stato”, ha scritto Kokott nel suo parere.

L’avvocato generale ha osservato che spesso sono le comunità più povere che vivono e lavorano in aree altamente inquinate, e che quindi necessitano in particolare di protezione giudiziaria.

Le persone che chiedono un risarcimento dovrebbero provare che il danno alla loro salute è stato causato direttamente dall’inquinamento atmosferico, ha affermato. Un governo potrà evitare la condanna se sarà in grado di provare che i limiti di inquinamento sarebbero stati comunque violati, anche se fosse stato in atto un piano sufficiente per la qualità dell’aria.

“Questa conferma legale che ci sono strade per chiedere conto a chi detiene il potere è un importante passo avanti nella lotta per un’aria pulita e sana”, ha affermato Irmina Kotiuk, avvocato dello studio legale specializzato in reati ambientali ClientEarth.

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I pareri elaborati dagli avvocati generali del tribunale dell’UE non sono vincolanti, ma la Corte  – che ora dovrà deliberare in merito al caso – in genere concordano con loro quando emettono le sentenze.

Il parere di Kokott riguarda una causa intentata da un cittadino parigino che chiede al governo francese un risarcimento di 21 milioni di euro, con la motivazione che l’inquinamento atmosferico ha danneggiato la sua salute e il governo non ha assicurato il rispetto dei limiti stabiliti dall’UE.

Il tribunale di Versailles davanti a cui era stata presentata la causa ha chiesto alla corte dell’UE di chiarire se i singoli cittadini possono richiedere tale risarcimento.

La città di Parigi ha violato i limiti legali dell’UE per l’inquinamento da biossido di azoto tra il 2010 e il 2020.

Nel tentativo di ridurre le morti premature associate all’aria inquinata, quest’anno l’UE proporrà un aggiornamento dei suoi limiti di inquinamento per allinearli alle norme, più rigorose, dell’Organizzazione mondiale della sanità.