In Europa si può viaggiare o no? Il punto su divieti, tamponi e quarantene (diversi ovunque)

L'avviso sul sito del governo olandese

La linea ufficiale è la stessa in tutta l’Ue: i viaggi non essenziali sono sconsigliati. Ma cosa succede per le famiglie divise?A quasi un anno dall’entrata in vigore dalle prime misure restrittive in Italia e Spagna, le regole per spostarsi all’interno dell’Ue cambiano da Paese a Paese. Tamponi o test antigienici? Quarantena obbligatoria o consigliata? Autorizzazioni o autocertificazioni? Controlli a tappeto o a campione? Proviamo a fare il punto sui viaggi al di là della Alpi.

Viaggiare in Olanda

Nel caso dell’Olanda la comunicazione ai viaggiatori è molto efficace: nella pagina ufficiale dove si trovano le regole di controllo per i viaggi nei Paesi Bassi troviamo scritto molto chiaramente “Non viaggiate nei Paesi Bassi”.
Il governo olandese ha previsto un vero e proprio divieto d’ingresso nel territorio nazionale, che però non si applica ai cittadini europei e in generale a chi proviene dall’area Schengen.
A partire dal 23 gennaio 2021 le regole sono diventate ancora più stringenti e diverse categorie per cui era prevista un’eccezione si sono viste invece applicare il divieto di ingresso: i cittadini non olandesi che hanno una relazione affettiva stabile con qualcuno che abita nei Paesi Bassi non possono recarsi in Olanda, a meno che non abbiano ricevuto il permesso di entrare prima del 23 gennaio.
Esiste poi anche uno specifico divieto di volo per velivoli provenienti dal Regno Unito, Cabo Verde, Repubblica Dominicana, Sudafrica e tutti i paesi del Sud America, oltre ad un divieto di attracco per i traghetti provenienti dal Regno Unito.
Per chi riesce ad evitare tutte queste restrizioni, prima di entrare nei Paesi Bassi in aereo, nave, treno o pullman da una zona ad alto rischio, deve sottoporsi al test per il Coronavirus e  presentare il risultato negativo del test PCR prima della partenza. Si applicano alcune esenzioni, per esempio per gli autisti di camion o per chi proviene da un paese sulla lista Ue dei paesi sicuri.

Viaggiare in Germania

Andare a trovare un parente stretto in Germania al momento è possibile. La Germania  infatti distingue tre liste di paesi in ordine di gravità: Aree a rischio, aree a rischio elevato e aree con le varianti del virus, che al momento solo a maggiore fonte di preoccupazione. L’Italia rientra tra le aree a rischio normale e per questo è ancora possibile l’ingresso in Germania.
In generale le regole per i viaggiatori sono tre: registrazione, test e quarantena. Tutti si devono registrare in modo da comunicare al sistema sanitario il proprio ingresso, indicando l’indirizzo presso cui sarà svolta la quarantena, e tutti devono fare il tampone, nelle 48 ore precedenti all’arrivo oppure direttamente in aeroporto e attendere il risultato in quarantena. Per chi effettua il tampone prima di partire, l’esito negativo deve essere scritto in inglese, francese o tedesco. Ma ci sono numerose eccezioni, ad esempio per i lavoratori transfrontalieri.
Quelle del tampone prima della partenza e della registrazione sono regole federali, mentre la quarantena dipende dai Länder. A Berlino l’obbligo di quarantena dura dieci giorni, ma può essere ridotto a cinque se al quinto giorno si fa un tampone che risulti negativo. Inoltre vi sono diverse eccezioni all’obbligo di quarantena, ad esempio per chi va a trovare parenti di primo grado o partner non conviventi.

Viaggiare in Francia

Per chi desidera andare a trovare un parente in Francia le regole invece cambiano: innanzitutto le autorità francesi richiedono l’esibizione di un test molecolare (PCR) effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza mentre il test antigenico non è accettato. Oltre a questo bisogna avere anche un’autocertificazione. La quarantena in isolamento di 7 giorni è però solo fortemente consigliata. Ma questo vale solo per gli europei (Stati membri dell’Unione europea, ma anche Andorra, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, San Marino, Santa Sede e Svizzera). Gli ingressi in Francia da Paesi Extra Ue sono vietati dal 31 gennaio, fatti salvi motivi impellenti di ordine familiare o personale, ragioni urgenti di salute o motivi di lavoro il cui viaggio non può essere rimandato.
Per chi deve rientrare dalla Francia, invece, in aeroporto a Parigi i test si possono fare in partenza, su appuntamento. Anche questo però vale solo per chi si sposta all’intero dello spazio europeo: i viaggi verso Paesi al di fuori dell’Ue sono vietati, esattamente come per gli ingressi.

Viaggiare in Belgio

Chi non è residente in Belgio deve avere fatto un tampone PCR (anche in questo caso non valgono i test rapidi) non più di 72 ore prima, della partenza. La quarantena di 7 giorni è obbligatoria e al settimo giorno al viaggiatore viene mandato un codice per fare un altro tampone gratuitamente che permette di uscire dalla quarantena.  Per tenere tutto sotto controllo, 48 prima di entrare in Belgio bisogna compilare un modulo con i propri dati e l’indicazione del motivo del viaggio. Tutti coloro he compilano il modulo vengono contattati dalle autorità in merito alla comunicazione dell’obbligo di quarantena e in merito ai codici per fare i tamponi. Per i residenti in Belgio che si recano all’estero le regole sono leggermente diverse per quanto riguarda il tampone, che in ogni caso deve però essere fatto al rientro in Belgio, al centro test dell’aeroporto o in un qualsiasi centro in città. Fino al 1 aprile c’è il divieto di viaggiare per motivi non essenziali. Secondo una nostra fonte ci sono stati delle multe per chi dall’Olanda cercava di entrare in Belgio in macchina per motivi non essenziali ma abbastanza spesso chi si muove in macchina riesce ad eludere i controlli.

Viaggiare in Spagna

Nel caso della Spagna per chi arriva da tutti i Paesi europei e da quelli appartenenti allo spazio Schengen, non vi è l’obbligo di quarantena. Vi è invece l’obbligo di presentare un test molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso che avvenga per via aerea o marittima insieme all’obbligo di compilare un “formulario di salute pubblica”. Anche in Spagna non sono ammessi i test rapidi.
Le restrizioni più consistenti sono rivolte a chi proviene dal Regno Unito o dal Portogallo: sono stati ristabiliti i controlli alla frontiera terrestre col Portogallo fino al 1º marzo 2021. Questo significa cioè che  dal Portogallo possono entrare in Spagna per via terrestre, solo i residenti in Spagna, residenti in altri Paesi Ue diretti verso il proprio domicilio, lavoratori o chi si sposti per necessità o urgenza.

Viaggiare in Svizzera

La Svizzera non è parte dell’Ue ma è un Paese confinante con l’Italia e capire come funzionano gli spostamenti è sicuramente utile a molti. Le regole sono molto diverse a seconda della regione italiana o dal paese EU da cui si parte; dalla Lombardia per esempio non è richiesto il test.
In generale le persone che entrano in Svizzera da uno Stato o una regione con rischio elevato di contagio devono, prima dell’entrata, registrare i loro dati ma ne sono esentati tutti coloro che provengono da “regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale”.
Ci sono poi diverse categorie di persone esentate dall’obbligo di test e di quarantena: ad esempio tutti coloro che effettuano il trasporto transfrontaliero di persone o merci oppure coloro che attestano di essere già state contagiate dal SARS-CoV-2 nei tre mesi precedenti l’entrata in Svizzera e si considerano guarite.

Anche le regole del coprifuoco sono diverse ovunque

In Germania il coprifuoco non c’è mai stato ma gli hotel sono chiusi ai turisti e bar e ristoranti possono solo fare il servizio d’asporto.
In Francia invece bar e ristoranti sono chiusi e da sabato 16 gennaio 2021 il coprifuoco è stato anticipato dalle 20 alle 18 in tutta la Francia metropolitana; per chi lo viola è prevista una multa da multa di 135 euro e fino a 3.750 euro in caso di recidiva.
Un caso particolarmente interessante è quello olandese: il coprifuoco dalle 21.00 alle 4.30 di mattina, il primo nei Paesi Bassi dalla seconda guerra mondiale, è stato inizialmente introdotto il 23 gennaio e dovrebbe durare almeno fino al 3 marzo, ma la misura ha scatenato diversi giorni di disordini da parte dei manifestanti. Martedì 16 febbraio una corte ha dichiarato il coprifuoco incostituzionale e ora la sentenza è in appello.

Nell’anno della pandemia abbiamo imparato a rivalutare tutti i vantaggi dell’Ue che ci sembravano scontati, soprattutto quelli legati a Schengen e alla libertà di circolazione.

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