Green Pass valido per 9 mesi e stretta sui viaggi: le linee guida Ue

[EPA-EFE/KOEN VAN WEEL]

Proroga solo con la terza dose. Secondo le raccomandazioni della Commissione chi ha il certificato può viaggiare senza sottoporsi a tampone o quarantena.

La proposta della Commissione prevede un approccio “basato sulla persona”. Questo significa, ad esempio che a una persona in possesso di Certificato Covid digitale dell’Ue (Green Pass) valido non dovrebbe essere soggetta ad ulteriori restrizioni, come test o quarantena, indipendentemente dal luogo di partenza nell’Ue. Invece a chi non ha il Green Pass può essere chiesto di sottoporti a tampone prima o dopo l’arrivo.

Per quel che riguarda la durata della certificazione secondo l’esecutivo Ue il Green Pass dovrebbe avere una validità di 9 mesi. Inoltre “gli Stati membri dovrebbero adottare immediatamente tutte le misure necessarie per garantire l’accesso alla vaccinazione a quei gruppi di popolazione i cui certificati di vaccinazione precedentemente rilasciati si avvicinano al limite dei 9 mesi”, si legge nelle raccomandazioni di Bruxelles. “Al di là dei nove mesi il certificato non dovrebbe più essere accettato a meno che non sia stata somministrato un richiamo”, ha spiegato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, illustrando la raccomandazione sui viaggi nell’Ue.

La durata della certificazione tiene conto della guida del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sul richiamo a partire da 6 mesi e prevede un periodo aggiuntivo di 3 mesi per garantire che le campagne di vaccinazione nazionali possano adeguarsi e i cittadini possono accedere alle dosi di richiamo.

La mappa a semaforo

Per quel che riguarda la “mappa a semaforo”, pubblicata ogni settimana dall’Ecdc, secondo la Commissione dovrebbe servire anche a coordinare le misure per le aree con un livello particolarmente basso (“verde”) o particolarmente alto (“rosso scuro”) di circolazione del virus.

Secondo Bruxelles per i viaggi da aree “verdi” non dovrebbero esserci restrizioni, mentre i viaggi da e verso le aree “rosso scuro” dovrebbero essere scoraggiati, a prescindere dal fatto che i viaggiatori abbiano il Green Pass o meno. Secondo le linee guida delle Commissione dovrebbero essere previste delle esenzioni per i pendolari transfrontalieri, i bambini sotto i 12 anni e i viaggiatori essenziali. La cui lista, spiega Bruxelles,  dovrebbe essere ridotta, dato che molti hanno avuto l’opportunità di fare il vaccino nel frattempo.

Il freno di emergenza

La proposta prevede anche una procedura semplificata di “freno di emergenza” per permettere una risposta coordinata dell’Unione all’emergere di nuove varianti di coronavirus valutate come “preoccupanti” o “di interesse” o nei casi in cui la situazione epidemiologica peggiora rapidamente. La procedura potrebbe essere attivata sia da uno Stato membro che dalla Commissione.  Una volta attivato il “freno di emergenza”, verrebbe convocata una tavola rotonda del meccanismo integrato di risposta politica alle crisi del Consiglio, in cui lo Stato membro o la Commissione potrebbero spiegare le ragioni per cui hanno deciso di attivare la procedura. Sulla base di una proposta della Commissione, la tavola rotonda potrebbe raccomandare agli Stati membri di adottare alcune misure coordinate per ritardare la diffusione di una nuova variante.