Green Pass, l’Ue riconosce i certificati di Turchia, Ucraina e Macedonia

Un controllo all'aeroporto di Otopeni, in Romania. [EPA-EFE/ROBERT GHEMENT]

Da venerdì 20 agosto l’Ue riconoscerà i certificati nazionali Covid di Turchia, Ucraina e Macedonia del Nord. Le “decisioni di equivalenza” fanno sì che i certificati di questi tre paesi siano collegati al sistema del certificato Covid digitale dell’Ue.

I certificati dell’UE mostrano se il portatore è completamente vaccinato con vaccini approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), è guarito da un’infezione da Covid-19 o ha un recente test Covid negativo. La Turchia, l’Ucraina e la Macedonia del Nord a loro volta stanno accettando i Green Pass dell’Ue.

“Sono lieto di vedere che la lista dei Paesi che implementano un sistema basato sul certificato digitale Covid dell’Ue sta crescendo costantemente e stiamo stabilendo degli standard a livello internazionale”, ha dichiarato il commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders. “Questo aiuterà a facilitare i viaggi sicuri, anche oltre i confini della nostra Unione”.

“Mentre combattiamo insieme la pandemia, i nostri partner sono anche parte integrante dell’apertura sicura insieme. Do il benvenuto all’Ucraina, alla Macedonia del Nord e alla Turchia nel nostro sistema di certificati digitali COVID e non vedo l’ora che altri nostri vicini si colleghino presto”, ha aggiunto il commissario all’Allargamento e alle politiche di vicinato, Olivér Várhelyi.

I vaccini ammessi dall’Ue

Tuttavia è necessario fare una precisazione: l’Ue riconosce solo i vaccini BioNTech/Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson & Johnson. Nel portafoglio di vaccini dell’Ucraina invece rientra anche il vaccino dell’azienda cinese Sinovac. Turchia e la Macedonia del Nord, oltre a riconoscere la validità del vaccino Sinovac, stanno somministrando anche il vaccino cinese Sinopharm e il russo Sputnik V, insieme ai vaccini BioNTech/Pfizer e AstraZeneca. Anche se Bruxelles non li riconosce, i singoli Paesi dell’Ue possono decidere se accettarli o meno.

L’Ue ha già un accordo di equivalenza con la Svizzera e sta lavorando da tempo per creare un sistema di riconoscimento reciproco con gli Stati Uniti. Inoltre riconosce come equivalenti al Green Pass i certificati rilasciati dallo Stato della Città del Vaticano e da San Marino.

I certificati riconosciuti dall’Italia

Il ministero della Salute ha emanato una circolare sull’equivalenza delle certificazioni vaccinali e di guarigione rilasciate da Paesi terzi, in cui riconosce la validità dei certificati emessi da Stati Uniti, Giappone, Israele e Canada, oltre che dai Paesi dell’area Schengen (non tutti membri della Ue).

A fine luglio con una nuova ordinanza ministeriale ha riconosciuto anche la certificazione rilasciata dal Regno Unito che però, a differenza dei casi precedenti, non esenta i cittadini britannici dal sottoporsi a una mini quarantena di 5 giorni al loro arrivo in Italia.