Gli insetti sono più vicini alle tavole degli europei

Tarme della farina servite come condimento su un panino in Olanda. [EPA/FERDY DAMMAN]

Le tarme della farina sono state approvate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e potranno essere consumate dai cittadini dell’Ue. Si tratta di un primo passo prima della decisione di approvare cibi che li contengano come ingredienti.

L’azienda francese Micronutris, specializzata dell’allevamento degli insetti, aveva sottoposto all’Efsa la questione della possibilità di consumare le tarme della farina (Tenebrio molitor) essicate, utilizzate come ingredienti nella preparazione di snack, biscotti e alimenti di altro genere.

L’Efsa non ha riscontrato rischi dopo aver analizzato il profilo tossicologico, la possibilità di allergie e il processo di allevamento e trasformazione. Ora, secondo il regolamento sui nuovi alimenti, la Commissione europea dovrebbe presentare una proposta di autorizzazione per l’immissione sul mercato che dovrà poi essere votata dagli Stati membri.

Questa decisione è importante per un settore, quello dell’allevamento degli insetti per scopi alimentari, che potrebbe accrescere di dieci volte il suo fatturato entro il 2025, superando i 3,4 miliardi di euro a livello mondiale.

Gli insetti stanno infatti emergendo come fonti di proteine più sostenibili rispetto alla carne grazie al loro basso impatto ambientale e alto valore nutrizionale, attirando l’attenzione di colossi alimentari come Cargill e Nestlé.

“Si tratta di una pietra miliare importante per l’industria”, ha dichiarato Antoine Hubert, co-fondatore della francese Ynsect, che produce tarme della farina. “Ci sarà un effetto a cascata, che aumenterà il potenziale di investimento per una crescita ulteriore”.

Ermolaos Ververis, funzionario scientifico dell’unità Nutri dell’Efsa, ha affermato che questa prima valutazione del rischio degli insetti come nuovo alimento è un passo “decisivo e necessario” nella regolamentazione dei nuovi prodotti alimentari, che aiuterà i responsabili politici dell’Ue a prendere decisioni basate su dati scientifici e a garantire la sicurezza dei consumatori.

“Le valutazioni dell’Efsa sulla sicurezza degli insetti e dei prodotti come nuovi alimenti sono un importante contributo all’innovazione in questo settore”, ha aggiunto.

Il parere, l’ultimo di una serie di pareri scientifici dell’Efsa sulle richieste di autorizzazione di nuovi prodotti alimentari, servirà da base per una prossima decisione sull’approvazione della commercializzazione.

Questa approvazione è la prima da parte dell’Efsa per quanto riguarda gli insetti come nuove categorie di cibo. Altre 14 richieste sono in attesa di approvazione, dalle cavallette ai grilli. L’Efsa ha anche specificato che sono possibili reazioni allergiche alle tarme della farina, perciò ne ha sconsigliato il consumo alle persone con allergie ai crostacei e agli acari della polvere.

Insetti come cibo per animali

Il campo dove gli insetti sembrano essere più promettenti è quello del cibo per gli animali. Cani, gatti e pesci possono già consumare alimenti che contengono insetti come ingredienti, mentre il pollame e i maiali potrebbero essere i prossimi.

Della produzione europea stimata di 3 milioni di tonnellate di proteine provenienti da insetti nel 2030, solo 10% dovrebbe essere destinata al consumo umano, spiega una stima dell’International Platform for Insects for Food and Feed (Ipiff), organizzazione con sede a Bruxelles.

Il gigante americano dell’alimentare Cargill crede nelle potenzialità degli insetti come cibo per animali. “Ci sono sempre maggiori opportunità per alimenti più sostenibili per gli animali e gli insetti sono una di quelle in cui crediamo di più”, ha dichiarato Helene Ziv, responsabile dell’analisi del rischio per l’azienda statunitense.

Superare il “fattore schifo”

Alcuni Stati europei, come Finlandia, Belgio e Olanda, permettono già la vendita di cibi con gli insetti come ingredienti. Gli artropodi fanno già parte della dieta di due miliardi di persone in tutto il mondo, ma per diffondersi in Europa si dovrà superare quello che Niccolò Manzoni, manager della compagnia di investimento specializzata nel settore agricolo Five Seasons Ventures, chiama il “fattore schifo”.

Senza contare che sarebbero necessari fondi notevoli per potenziare la produzione e renderla competitiva a livello di costi, ha aggiunto Manzoni. Serve ancora molto sviluppo per raggiungere i livelli di distribuzione di altri prodotti.