Germania, i partiti si dividono sulle competenze sanitarie in vista delle elezioni

I tre candidati alla cancelleria tedesca si affrontano in un dibattito televisivo. Da sinistra Armin Laschet (Cdu), Annalena Baerbock (Verdi) e Olaf Scholz (Spd). I diversi partiti hanno opinioni diverse sulle competenze sanitarie europee. [EPA-EFE/MICHAEL KAPPELER / POOL]

La pandemia di Covid-19 ha dato il via a numerosi dibattiti sulla necessità di una competenza sanitaria europea. In Germania, il Paese più popoloso ed economicamente più forte dell’Ue che andrà alle elezioni il 26 settembre, i partiti si dividono su se e come il ruolo dell’Europa debba essere aumentato.

Prima del voto, le posizioni dei partiti variano dalla volontà di aumentare le competenze europee alle preoccupazioni che una maggiore cooperazione metta in difficoltà i sistemi sanitari nazionali. Attualmente, la salute è in mano ai governi nazionali ma l’Ue ha presentato un piano per un’Unione sanitaria più forte. Il lavoro su questo pacchetto proseguirà nei prossimi mesi sotto la presidenza slovena, che avvierà un trilogo con il Parlamento e la Commissione europea.

Unione europea della salute

“È giunto il momento di un’Unione europea della salute”, ha dichiarato un portavoce dei Verdi tedeschi a EURACTIV. “Le competenze sanitarie dell’Ue devono essere aumentate, anche oltre l’attuale quadro legislativo”, ha proseguito, sottolineando la necessità di prepararsi per crisi future.

Questo includerà il rafforzamento delle reti di dati transfrontaliere e l’armonizzazione degli approcci nazionali alle questioni sanitarie. I Verdi sono l’unico partito principale a richiedere più competenze sanitarie per l’Ue, andando quindi a scontrarsi con i possibili partner di coalizione come i liberali di Fdp.

“È importante che l’Ue non oltrepassi le sue competenze”, ha detto un portavoce di Fdp. “Mentre vogliamo rafforzare la ricerca e la cooperazione volontaria a livello europeo, siamo scettici riguardo un’Unione sanitaria o uno Spazio dei dati comune se implicano grandi interferenze nei sistemi nazionali”. Lo Spazio dei dati si riferisce a un’iniziativa legislativa della Commissione per realizzare un sistema interconnesso per lo scambio di dati sanitari attraverso l’Ue.

La sinistra ha a sua volta opinioni contrastanti sul tema. Un portavoce di Die Linke ha dichiarato che ci sono aree dove una maggiore cooperazione sarebbe vantaggiosa, ma ha sottolineato che il partito non sosterrebbe alcuna iniziativa che possa destabilizzare i sistemi sanitari nazionali.

Gli attuali partiti al governo, Cdu/Csu e Spd, si posizionano a metà strada e probabilmente sosterranno la posizione attuale della Germania, che favorisce una maggiore cooperazione. Cdu/Csu hanno confermato di voler lavorare per un rapido completamento dell’Unione sanitaria, mentre il portavoce di Spd ha affermato di avere come obiettivo a lungo termine “un’infrastruttura interoperabile che permetta i pazienti da Tallinn a Salonicco fino a Faro di avere accesso ai loro dati sanitari e condividerli con i medici locali”.

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Agenzie europee più forti

Diversi partiti hanno anche espresso il loro sostegno al rafforzamento delle agenzie europee per i medicinali (Ema) e per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). I Verdi chiedono un potenziamento permanente per coordinare la prevenzione di future epidemie insieme alle agenzie sanitarie nazionali.

Mentre la Cdu/Csu ha detto che agenzie europee più forti creerebbero un “chiaro valore aggiunto dell’Ue”, ha anche messo in guardia sul fatto che “una valutazione e un dibattito dettagliati” sarebbero necessari per chiarire dove finiscono le competenze dell’Ue sulle questioni sanitarie.

Entrambi i partiti hanno anche promesso di sostenere il lavoro in corso sulla costruzione di un’autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera).

Il piano d’azione contro il cancro è un punto su cui tutti i partiti concordano: è necessario implementarlo e rafforzare anche in questo caso la cooperazione tra i diversi Paesi. Mentre alcuni partiti chiedono regole uniformi in tutta l’Unione, i Verdi e la Sinistra vogliono espandere la ricerca pubblica e aumentarne gli investimenti.

Cautela sulla valutazione delle tecnologie sanitarie

Un tema su cui tutti i partiti sono d’accordo è la protezione delle competenze nazionali quando si tratta di cooperazione sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (Hta). Questi processi formano la base delle decisioni sul valore delle nuove tecnologie, così come il loro prezzo e il rimborso da parte delle assicurazioni.

A giugno, Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla cooperazione sul processo di Hta. Dopo aver superato la resistenza nei confronti di un obbligo a livello europeo, queste valutazioni di gruppo non sono vincolanti e i partiti tedeschi hanno fatto chiaramente capire di volerle mantenere in questo modo.

“In generale, sosteniamo una maggiore armonizzazione dell’HTA, ma […] in nessun caso questo può implicare un abbassamento degli standard per la valutazione in Germania”, ha detto l’Spd a EURACTIV, anche se hanno accolto con favore l’accordo sul coordinamento volontario, dicendo che promette “strutture più snelle e un migliore scambio tra gli stati membri”.

Sentimenti simili sono stati ripresi dagli altri partiti. Mentre tutti hanno sostenuto la cooperazione volontaria, si sono opposti all’unanimità a qualsiasi interferenza vincolante con le procedure nazionali.

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Relativamente sconosciuta prima di essere eletta a capo del partito nel 2017, si è poi guadagnata la stima dei colleghi grazie alle sue performance nei dibattiti. I critici sostengono che non abbia sufficiente esperienza governativa, ma lei si è sempre proclamata a favore del rinnovamento, anziché del mantenimento dello status quo.

La protezione dell’ambiente e il superamento del carbone come fonte di energia sono due punti cardine del suo programma, che mira a far diventare la Germania più equa e a impatto zero. Oltre alla questione ambientale, però, la candidata dei Verdi mira anche a una transizione socio-ecologica più ampia e aspira a un’Unione europea dal punto di vista sociale e fiscale, oltre che più forte sul campo internazionale.

Baerbock ha anche cambiato l’immagine del suo partito, passato nell’ultimo periodo dall’attivismo delle sue radici a un pragmatismo necessario se si aspira a essere eletti. Questo, però, ha portato a un conflitto con il movimento giovanile dei Fridays for Future, che accusa i Verdi di “scarsa ambizione” per quanto riguarda la politica climatica.

L’efficacia di questo cambio di visione è stata evidenziata dal successo elettorale nel Land del Baden-Württenberg, dove il candidato dei Verdi Winfried Kretschmann è riuscito a vincere le ultime due elezioni a discapito di Cdu/Csu e Spd.

Come detto, la visione dei Verdi è europeista e prevede un maggiore impegno per la trasformazione dell’unione monetaria ed economica in un’unione sociale e fiscale, con il Recovery Plan che dovrebbe diventare uno strumento permanente di investimento e stabilità.

Inoltre, Baerbock ha affermato di voler rafforzare il bilancio europeo attraverso risorse proprie quali la tassazione della plastica e dei giganti del digitale. I Verdi chiedono anche la riforma del Patto di stabilità e crescita per evitare la pressione della privatizzazione e per aumentare gli investimenti nei periodi di crisi.

Infine, la candidata alla Cancelleria ritiene necessaria un’Unione europea più forte sui temi di politica estera, che sia in grado di sedersi al tavolo con gli Stati Uniti e le altre superpotenze. È anche critica di Paesi come Polonia e Ungheria e ha dichiarato di voler intraprendere maggiori azioni contro chi viola lo stato di diritto, in caso di sua elezione.