Francia, vaccino obbligatorio per il personale sanitario: una decisione che divide il Paese

First Vaccidrive drive through Covid-19 vaccination center opens in France [EPA-EFE/GUILLAUME HORCAJUELO]

Il vaccino anti-Covid sarà obbligatorio per “coloro che sono a contatto con persone fragili” e dal “15 settembre ci saranno controlli e sanzioni”, ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron parlando alla nazione. La questione sta già dividendo il paese, con i sindacati e l’opposizione da una parte, e il governo dall’altra.

“Con la variante Delta vediamo un aumento dei contagi in tutto il mondo, perché è una variante tre volte più contagiosa. In Francia la situazione è al momento sotto controllo, siamo sotto i 2.000 nuovi casi al giorno da settimane e i ricoveri e i decessi sono al livello più basso da un anno, ma se non agiamo subito ci sarà un incremento dei casi e dei ricoveri in agosto”, ha ribadito Macron. “Sarà quindi una estate di vaccinazioni, dobbiamo vaccinare il massimo di persone ovunque e in ogni momento”, ha aggiunto il presidente francese.

I francesi vaccinati con una dose attualmente sono il 52% della popolazione. Il 35% ha ricevuto due dosi All’inizio di luglio, il primo ministro Jean Castex ha lanciato un dibattito sulla “vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari”. L’obiettivo del governo di avere “almeno l’80%” degli operatori sanitari vaccinati entro settembre è ancora lontano dall’essere raggiunto, poiché attualmente “solo il 55% dei professionisti” che lavorano nelle case di cura (Ehpad) e nelle unità di assistenza a lungo termine (USLD) “hanno ricevuto almeno una dose”, ha spiegato il ministro della Salute Olivier Véran. “Ci sono il 60% degli adulti francesi che hanno già ricevuto un’iniezione e meno del 60% delle badanti che lavorano nelle case di riposo, questo non è giustificabile”, ha detto Véran all’emittente BFM-TV-RMC il 17 giugno.

“In città, nel settore privato, abbiamo l’85% di copertura vaccinale, nelle case di riposo, abbiamo il 50%. Tuttavia, è lì che troviamo le persone più fragili nelle case di riposo. Ritengo che sia essenziale ed etico essere vaccinati quando si è in contatto con persone fragili”, ha aggiunto il ministro.

Il dibattito in Francia

L’annuncio ha suscitato reazioni opposte tra i sindacati e le associazioni di categorie. Tra le voci critiche anche la Confédération générale du travail, la principale sigla sindacale francese. “Bisogna convincere prima di obbligare”, ha dichiarato Philippe Martinez, segretario generale della CGT. “Nelle parole del presidente della Repubblica ci sono cose che ci preoccupano, per esempio le minacce di sanzioni. È scandaloso far sentire in colpa gli operatori sanitari dopo tutto quello che hanno dato l’anno scorso”.

La Federazione degli ospedali di Francia (FHF) invece ha accolto con favore la decisione del governo, definendola “coraggiosa”. “Lo stavamo chiedendo da diverse settimane”, ha detto il suo presidente Frédéric Valletoux. “Qui non si tratta di privarci delle nostre libertà, ma al contrario di riconquistarle”.

Tra i partiti socialisti e repubblicani sono a favore della vaccinazione obbligatoria, mentre il Rassemblement national di Marine Le Pen e La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon sono contrari.

Altri casi di vaccinazioni obbligatorie

Il Comitato permanente dei medici europei (CPME) riconosce che il dibattito in Europa sulla vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari si è intensificato negli ultimi anni.

“Alcuni paesi europei hanno già introdotto vaccinazioni obbligatorie per tutti gli operatori sanitari o per specifici sottogruppi di essi”, ha detto il CPME a EURACTIV Francia, citando il Belgio, dove la vaccinazione contro l’epatite B è obbligatoria per tutti gli operatori sanitari, e la vaccinazione contro il tetano è obbligatoria per il personale sanitario che esegue autopsie. Per altre malattie come la difterite, il tetano, la polio e l’epatite B, la Francia – così come la Finlandia, la Germania, l’Ungheria, la Lettonia e la Slovenia – ha reso le vaccinazioni obbligatorie o la prova dell’immunità un requisito per gli operatori sanitari.