Europei di calcio, il Consiglio Ue chiede maggiori controlli di sicurezza

Un cartello che promuove gli Europei di calcio a San Pietroburgo, una delle 11 città ospitanti. [EPA-EFE/ANATOLY MALTSEV]

Il Consiglio dell’Ue ha chiesto di adottare “misure che prevengono la diffusione del virus”, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale con le forze di polizia per controllare i tifosi a rischio, anche se l’evento è senza pubblico.

Il Consiglio giustizia dell’Ue ha adottato una serie di conclusioni legate alla violenza correlata sport, proprio alla vigilia dell’inizio dei Campionati europei di calcio, che si svolgeranno contemporaneamente in 11 città europee.

Il Consiglio ha chiesto agli organizzatori della competizione di continuare ad applicare le misure che impediscono la diffusione del virus tra tutti gli attori coinvolti, attuando nel contempo una cooperazione con le forze di polizia per scambiarsi informazioni e garantire uno svolgimento lineare e sicuro.

Il monitoraggio della circolazione dei tifosi a rischio è una delle attività ritenute fondamentali per minimizzare il pericolo di incidenti ed episodi di violenza, anche e soprattutto al di fuori degli impianti sportivi, includendo la sorveglianza di trasporti pubblici, luoghi di allenamento, alberghi e locali notturni.

Gli Stati membri sono stati inoltre invitati a controllare i contenuti online, verificando la presenza di messaggi che incitano alla violenza, all’odio, al razzismo o alla xenofobia.

Un europeo itinerante

La fase finale di Euro 2020, denominazione inalterata rispetto alla data di svolgimento prevista dell’anno scorso, si terrà come detto in 11 città di 11 diversi Paesi. Per la prima volta sarà un Europeo “itinerante”, con ciascuno dei sei gironi che avrà due città ospitanti.

Le 11 città sono Roma, Baku, San Pietroburgo, Copenaghen, Londra, Glasgow, Budapest, Monaco di Baviera, Amsterdam, Bucarest e Siviglia. Ciascuna di queste ospiterà partite dei gironi e della fase a eliminazione, mentre semifinali e finali si terranno tutte a Londra, allo stadio di Wembley.

Il formato particolare della competizione non incoraggia le trasferte per i tifosi, dato che in alcuni casi dovrebbero viaggiare per migliaia di chilometri per seguire la propria squadra. Alcune nazioni, come la Finlandia (che per la prima volta si è qualificata alla fase finale dell’Europeo), hanno sconsigliato ai supporter di seguire la squadra.

Tutte le città ospitanti intendono aprire gli stadi almeno in parte, permettendo così l’ingresso del pubblico. Già le finali delle massime coppe europee, Champions ed Europa League, avevano visto l’apertura parziale agli spettatori. Lo Stadio Olimpico di Roma ospiterà la partita di apertura dell’Europeo, dove l’Italia affronterà la Turchia venerdì 11 giugno alle 20.45.

In generale, viaggiare da una città ospitante all’altra per seguire la propria nazionale sarà particolarmente difficile, visti i continui cambi di restrizioni anti-Covid. Possedere il biglietto per una partita non sarà sufficiente per evitare una quarantena o di esibire un test anti-Covid negativo, quando richiesto.

Alcuni Paesi ospitanti hanno però previsto delle misure speciali. A Budapest, tutti i possessori di biglietto per una partita non dovranno sottoporsi alla quarantena dopo l’arrivo, ma saranno comunque tenuti a presentare un test negativo. Anche San Pietroburgo e Bucarest hanno previsto misure simili.

L’Azerbaigian, invece, non permette alcun viaggio internazionale per i non residenti, ma ha stabilito un’eccezione per i cittadini o residenti di Turchia, Svizzera e Regno Unito in possesso di un biglietto (sono le squadre che giocheranno a Baku nella fase a gironi). Questa eccezione sarà estesa successivamente anche ai cittadini e residenti dei Paesi qualificati per i quarti di finale, uno dei quali si terrà appunto nella capitale azera.