Europa, un continente sempre più vecchio: indice di dipendenza anziani al 57% nel 2050

anziani [Pixabay]

Nel 2050 nell’Unione europea ci saranno meno di due adulti tra i 20 e i 64 anni per ogni persona con più di 65 anni.

A fine secolo, l’Italia sarà il paese più vecchio d’Europa dopo la Polonia. Nel 2100 il nostro Paese avrà infatti un indice di dipendenza degli anziani del 62,4%, cioè il rapporto tra la popolazione di almeno 65 anni e la popolazione attiva (tra i 15 e i 64 anni di età). Lo rivelano le ultime proiezioni demografiche Eurostat.

A livello di Ue, il tasso dovrebbe raggiungere il 56,7% il primo gennaio 2050. Le regioni in cui si concentreranno i tassi di dipendenza degli anziani più alti – tra il 63,4 e il 70,1% o sopra il 70,1% – si trovano in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Germania dell’Est.

Negli ultimi vent’anni l’indice di dipendenza degli anziani nell’Ue è aumentato notevolmente, passando dal 26% nel 2001 al 35% il 1° gennaio 2020. Alcuni dei rapporti più elevati sono concentrati in zone rurali o montuose, nella Germania orientale, in Grecia, Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Finlandia. A livello locale, in Italia la maglia nera va a Biella (con un indice del 53%, al 50esimo posto in Ue), seguita da Savona e Genova (entrambe con il 52%) e Trieste (51%). Dal lato opposto, troviamo Caserta (30%), Napoli (31%) e Barletta-Andria-Trani (33%). Nei prossimi 30 anni Eurostat prevede che l’indice di dipendenza italiano più alto sarà raggiunto in sei province sarde: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Oristano, Cagliari, Ogliastra e Nuoro.

A livello europeo, quest’anno la regione greca di Evrytania ha registrato il più alto rapporto anziani-giovani (78%), seguita dalla regione belga di Arr. Veurne (65%) e la regione tedesca di Suhl, Kreisfreie Stadt (61%). Al contrario, le più giovani dell’Ue restano la regione ultraperiferica francese di Mayotte (6%), la Guyana (12%) e la regione spagnola di Fuerteventura (16%).