Dimitrios Papadimoulis (Syriza): “La Commissione Ue ha sbagliato la gestione dei vaccini anti-Covid”

L'eurodeputato greco Dimitrios Papadimoulis (Gue-Ngl). [EPA-EFE/PATRICK SEEGER]

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la commissaria alla Salute Stella Kyriakides hanno “completamente sbagliato” la gestione dei contratti per i vaccini anti-Covid con le case farmaceutiche, secondo l’eurodeputato greco Dimitrios Papadimoulis (Syriza – Gue-Ngl).

“La responsabilità è della presidente von der Leyen e della commissaria Kyriakides”, ha accusato Papadimoulis, parlando alla radio greca 94.3Fm. “La Commissione ha dato miliardi di euro a compagnie che l’hanno ignorata, hanno contravvenuto ai contratti in essere, rifiutato di consegnare le dosi promesse ritardando la vaccinazione degli europei”, ha aggiunto l’eurodeputato di sinistra.

Papadimoulis ha ricordato una recente proposta del leader di Syriza Alexis Tsipras, ovvero che l’Ue dovrebbe comprare i brevetti e non i vaccini, o anche “negoziare la concessione dei diritti intellettuali per permettere una produzione più rapida e capillare dei vaccini, in Europa e nel resto del mondo”.

L’europarlamentare greco ha accusato i “burocrati di Bruxelles” di mancanza di responsabilità e di leadership. “Non è possibile che l’interesse di alcune compagnie farmaceutiche abbia più valore di una vita umana. Non è solo un questione di salute, vale anche per la società e l’economia. Perché se non affrontiamo la pandemia, l’economia non recupererà”, ha dichiarato Papadimoulis.

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha recentemente appoggiato una risoluzione per rimuovere il brevetto dei vaccini dalle compagnie, per consentire una produzione universale. Richieste simili erano state avanzate dall’europarlamentare tedesco Udo Bullmann.

L’Europa potrebbe operare in questo senso sia con una decisione definitiva, che toglierebbe il brevetto dalle mani delle compagnie, oppure con un rilascio specifico della licenza per un singolo scopo, senza privare definitivamente le aziende della loro proprietà intellettuale. In questo specifico caso, la decisione può essere presa dall’Ue senza bisogno dell’unanimità.

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L’azienda si era impegnata a utilizzare anche gli stabilimenti inglesi. Ma ha ragione quando dice che nel testo si parla di fare “il massimo sforzo possibile” e i dati sulle dosi sono oscurati.

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La Commissione non ha simili piani

L’esecutivo Ue ha però negato la possibilità di ricorrere a queste opzioni. “I produttori di vaccini manterranno i loro diritti di proprietà intellettuale”, ha confermato un portavoce dell’Ue a EURACTIV Germania.

“Per molti decenni, i programmi di ricerca finanziati pubblicamente hanno previsto che le aziende e le università beneficiarie mantengano la loro proprietà intellettuale”, ha detto il portavoce. Tuttavia, la ricerca finanziata pubblicamente gode già di un “ampio accesso” ai dati della ricerca, ha aggiunto il funzionario Ue.

La Commissione ha aggiunto che gli sviluppatori di vaccini, pubblici o privati, non dovrebbero in linea di principio rinunciare ai loro diritti di proprietà intellettuale. “Ci aspettiamo che si impegnino a raggiungere l’obiettivo dell’accesso universale ed economico alla diagnostica, ai trattamenti e ai vaccini”, ha detto il portavoce.