Covid, von der Leyen: “È il momento di discutere dell’obbligo vaccinale”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Commissione europea ha adottato mercoledì 1° dicembre una comunicazione per un approccio comune e coordinato alla pandemia di Covid-19, che sta tornando a preoccupare attraverso la variante Omicron.

La crescita sempre più rapida dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva ha messo in allarme l’Unione europea, che torna a preoccuparsi di come fronteggiare la pandemia. La variante Omicron è una minaccia seria che deve essere affrontata subito.

“Ringrazio il Sudafrica per averci avvertito subito su Omicron”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “È una corsa contro il tempo. Servono ancora due o tre settimane per saperne di più. La raccomandazione che possiamo fare è di vaccinarsi”, ha aggiunto.

“Fino a due o tre anni fa non avrei mai pensato di dirlo, ma ora è giunto il momento di discutere dell’obbligo vaccinale”, ha dichiarato von der Leyen. La presidente della Commissione ha poi detto che l’Ue deve agire in maniera coordinata senza chiusure inutili ai confini, perché “il virus non si ferma alle frontiere”.

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“Oggi presentiamo una vasta serie di accorgimenti, dal potenziamento della campagna vaccinale e degli investimenti nei trattamenti al miglioramento della campagna di prevenzione, fino al rafforzamento della solidarietà globale”, ha detto.

“La comparsa della variante Omicron rende ancora più urgente la vaccinazione e il richiamo per fermare le catene di trasmissione. Servono inoltre misure mirate come le mascherine e il distanziamento”, ha dichiarato la commissaria europea alla salute Stella Kyriakides.

La Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di implementare un controllo giorno per giorno delle restrizioni di viaggio e di prepararsi ad attuare tutte le misure di contenimento necessarie, in particolar modo nel caso in cui venisse identificato un focolaio di variante Omicron.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha anticipato anche che i vaccini per i bambini prodotti da Pfizer-BioNTech saranno disponibili a partire dal 13 dicembre.

Gli Stati membri e l’Unione europea accelereranno la condivisione dei vaccini in modo da raggiungere l’obiettivo di vaccinazione del 70% della popolazione globale deciso nel vertice G20 di ottobre. La presidente von der Leyen ha anche chiesto al professor Peter Piot di assumere il ruolo di Capo consulente scientifico per le pandemie della Commissione europea.

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Il dibattito su Hera

Gli Stati membri dell’Ue sono divisi sulla nuova legge che darà molti più poteri alla Commissione europea durante le pandemie. Al centro della controversia si trova l’Autorità di preparazione e risposta alle emergenze sanitarie (Hera), il nuovo organo che si ispira all’americana Barda, che ha aiutato a sviluppare e distribuire i vaccini contro il Covid in tempi record.

In tempi normali, Hera si occuperà principalmente di coordinazione sanitaria. Durante una pandemia, invece, attiverà la modalità di crisi e otterrà una serie di poteri straordinari, tra cui la capacità di procurarsi medicinali e materie prime, trasferire la capacità di produzione nell’Ue e negoziare direttamente con i produttori.

Il piano è quello di rendere Hera un direttorato generale all’interno della Commissione, che le darà grande autonomia nei confronti del Parlamento europeo e del Consiglio. Mentre questo in sé non solleverebbe grandi obiezioni in tempi normali, dai i poteri eccezionali di Hera gli Stati membri vorrebbero poter controllare quello che farà durante le crisi.

Le raccomandazioni dell’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccomandato di non attuare chiusure dei confini a tappeto in risposta alla diffusione della variante Omicron del Covid-19, applicando invece un sistema “basato sulle prove e sui fattori di rischio”.

Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha detto che capisce le paure per la nuova variante, ma che è ugualmente preoccupato da “diversi Paesi che stanno introducendo misure improvvise a tappeto che non sono basate su prove né sono efficaci di per sé, e che peggioreranno soltanto le diseguaglianze”.