Covid, in Italia un giovane su due è vaccinato. Per l’84% il governo deve informare meglio

Il sondaggio del Consiglio nazionale dei giovani: 50% vaccinato, il 33% vuole saperne di più sui possibili effetti collaterali.

In Italia un giovane su due, tra i 12 e i 35 anni, si è vaccinato contro il Covid-19 e il 36% dichiara di volerlo fare il prima possibile. Coloro che non hanno intenzione di vaccinarsi non superano il 14% e sostengono di essere stati influenzati dall’assenza di informazioni sui possibili effetti del vaccino (21%) e dai casi di cronaca (19%). Tra le principali motivazioni a favore della vaccinazione invece c’è l’idea che solo in questo modo si possa sconfiggere la pandemia (79%) ma anche la volontà di salvaguardare la salute dei propri cari (10%), in particolare di genitori e nonni.

Sono questi i dati del sondaggio, realizzato dal Consiglio nazionale dei giovani in collaborazione con ScuolaZoo, a cui hanno partecipato 3.550 giovani tra 12 e i 35 anni provenienti da tutta Italia. Il sondaggio è basato sulla somministrazione di un questionario relativa al periodo luglio-agosto 2021.

Più di sei giovani su dieci (64%) ritengono di aver ricevuto informazioni adeguate sui possibili effetti collaterali del vaccino, il 33% invece avrebbe voluto avere qualche elemento in più per decidere.

Malgrado gli strumenti principali di informazione siano stati i social network (42%), la metà degli intervistati non si è fatta influenzare dalle notizie (vere e non) che circolavano sulle piattaforme. Nel caso degli organi di stampa la percentuale di coloro che sono rimasti indifferenti di fronte alle notizie circolanti sale al 56%. Uno su quattro (26%) è stato invece influenzato negativamente dai media, mentre il 18% positivamente. Nel complesso, la percentuale di intervistati che ritiene che le notizie lanciate sui social network abbiano esercitato un influsso favorevole sulla sua scelta è superiore (32%) a quella di coloro che ritengono di essere stati influenzati positivamente dai media (18%). In proposito l’84% degli intervistati ritiene che il governo dovrebbe migliorare la campagna d’informazione sulla vaccinazione.

Agli intervistati è stato chiesto anche quale fosse la posizione dei loro genitori. Dalle risposte emerge che tre genitori su quattro (72%) si dichiarano favorevoli alla vaccinazione dei propri figli; il 10% dei genitori è contrario in quanto preoccupato per eventuali effetti collaterali (56%) e, in misura minore, perché diffidente verso le case farmaceutiche (12%) o scettico sull’effettiva pericolosità del Covid-19 (8%).

“I risultati del sondaggio sono incoraggianti, ci auguriamo che continui a prevalere il senso di responsabilità e che il numero di giovani vaccinati cresca ancora – sottolinea Maria Cristina Pisani, presidente del Cng -. Per questo, abbiamo pensato di ascoltare direttamente i giovani su questo tema, che sta dividendo sempre di più l’opinione pubblica, portando avanti una campagna di sensibilizzazione ad ampio spettro, in linea con quella promossa dal Ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, #mivaccinoperché, che abbiamo sempre sostenuto”.