Covid, il G7 chiede una nuova indagine per capire l’origine del virus

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a sinistra) e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (a destra) in conferenza stampa prima dell'inizio del G7 in Cornovaglia, 10 giugno 2021. [EPA-EFE/Francisco Seco / POOL]

L’Unione europea si è allineata alla richiesta degli Stati Uniti di un’indagine approfondita che coinvolga la Cina, per capire esattamente da dove è arrivato il virus Sars-CoV-2. Lo hanno ribadito alla vigilia dell’incontro Ursula von der Leyen e Charles Michel.

La priorità assoluta del G7 è comprendere l’origine del virus, da dove è arrivato e cosa ha portato a scatenare questa pandemia che ha causato quasi 4 milioni di morti in tutto il mondo. Lo aveva già detto il presidente americano Joe Biden, chiedendo indagini più approfondite in Cina, e ora lo confermano i vertici delle istituzioni europee, Ursula von der Leyen e Charles Michel.

“È essenziale conoscere l’origine del coronavirus”, ha dichiarato la presidente della Commissione. “C’è questa orribile pandemia, perciò noi dobbiamo sapere da dove è arrivata per assicurarci che una cosa simile non accada più. Gli investigatori devono avere pieno accesso a ogni prova necessaria per trovare la soluzione”, ha detto.

“Ci serve la piena trasparenza su questo tema, perciò sosteniamo ogni tipo di sforzo per arrivare alla chiarezza su cosa sia successo e come si sia sviluppato il virus”, ha confermato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Al G7 previsto in Cornovaglia dall’11 al 13 giugno si affronteranno numerosi altri temi fondamentali, come anticipato dai due leader delle istituzioni europee: la cooperazione internazionale, i brevetti dei vaccini, i piani di preparazione per affrontare pandemie future.

“I Paesi del G7, insieme con gli ospiti Australia, India, Sudafrica e Corea del Sud, riaffermeranno la loro fiducia in una società aperta e multilaterale. Discuteremo anche della Russia, che tutti i partner vedono come una potenziale minaccia con le sue azioni distruttive e provocatorie”, ha detto Michel.

Anche la Cina sarà uno dei temi in discussione. I leader mondiali lavoreranno insieme per risolvere questioni come l’Afghanistan e il nucleare in Iran, ma punteranno anche a difendere i diritti umani e condannarne le violazioni nello Xinjiang e a Hong Kong.

La presidente della Commissione europea Von der Leyen ha ricordato l’azione dell’Ue per contrastare gli effetti economici della pandemia, aggiungendo che anche il G7 si concentrerà su aspetti come il rafforzamento del multilateralismo e la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, grazie alla rinnovata collaborazione con gli Stati Uniti.

Il G7 discuterà anche di educazione scolastica, messa in grave crisi dalla pandemia. “Quasi 11 milioni di bambine e ragazze potrebbero non tornare a scuola”, ha sottolineato von der Leyen. “Dobbiamo unirci per garantire le prospettive future delle giovani donne”.

L’Unione europea aderisce così all’obiettivo di avere 40 milioni di ragazze in più nelle scuole entro il 2026 e 20 milioni di ragazze in grado di leggere entro i dieci anni di età, ha detto la presidente. “Per arrivare a questo servono finanziamenti sostenibili”, ha proseguito, annunciando che “la Commissione europea aumenterà il suo contributo del 32%, arrivando a 100 milioni di euro all’anno per i prossimi sette anni”.

“Non dobbiamo infine dimenticare uno dei problemi più urgenti, la lotta contro la fame nel mondo. L’Ue contribuirà con 250 milioni di euro di finanziamento umanitario contro la scarsità di cibo nel Sahel, in Africa orientale, Repubblica Centrafricana, Sudan ed Etiopia”, ha concluso von der Leyen.

Von der Leyen: per vaccinare il mondo "abbiamo esportato la metà dei vaccini prodotti nell'Ue"

“Su 600 milioni di dosi prodotte in Europa, circa 300 milioni sono state esportate in oltre 90 paesi fino ad oggi. Se tutti gli altri produttori di vaccini avessero seguito il nostro esempio, il mondo oggi sarebbe un posto diverso”. …

La presidente della Commissione ha anche ricordato l’impegno dell’Ue nell’esportazione dei vaccini: delle circa 700 milioni di dosi prodotte in Europa, circa la metà sono state esportate verso 90 Paesi che ne avevano necessità. Contemporaneamente, però, si è arrivati a vaccinare con almeno una dose più del 50% dei cittadini europei, di cui 100 milioni sono già completamente immunizzati.

Per quanto riguarda il clima, la presidente ha sostenuto l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, ma ha specificato che anche rispettandolo “ci troveremmo in un mondo molto peggiore di quello attuale”. Von der Leyen ha spiegato che, sul fronte climatico, sono importanti le politiche di adattamento, per contenere i rischi legati ai cambiamenti climatici. L’Europa, ha detto, sta già lavorando su questo fronte spendendo metà del suo budget per lo sviluppo in politiche di questo tipo.